L’esperienza del trapianto di organi in Cina è la nuova frontiera dell’horror

Due dottori impegnati in un intervento chirurgico a Chongqing, nella Cina sudoccidentale, il 9 agosto 2013. Un paziente ha ricevuto un fegato e un rene compatibili per un intervento di trapianto dopo solo un mese a Tianjin, secondo New Tang Dynasty Television. (Peter Parks/AFP/Getty Images)

Un paziente taiwanese ha ricevuto un rene e un polmone compatibili dopo solo un mese in un ospedale nella città nella Cina settentrionale. Lo riferisce un’intervista esclusiva del 30 ottobre di New Tang Dynasty, la rete televisiva di New York in lingua cinese.

Il tempo estremamente ridotto di attesa per il trapianto di organi ha reso la Cina il Paese più conosciuto per i turismo dei trapianti, nel quale i pazienti da altri Paesi viaggiano fino in Cina per interventi di trapianti di organi. Il tempo medio di attesa per ricevere un rene compatibile per un paziente negli Usa è da quattro a cinque anni, secondo quanto dichiarato dal Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Usa a marzo.

Il paziente taiwanese con cirrosi è andato in Cina con un visto da turista ed è arrivato al First Center Hospital di Tianjin a settembre del 2012. La decisione di avere il trapianto di due organi è stata infatti raccomandata dal chirurgo, secondo due membri della famiglia del paziente, che non vogliono rivelare il suo nome.

«All’inizio avevamo programmato di fare un trapianto di fegato. [Ma] il chirurgo ha suggerito di trapiantare sia il fegato che il rene in una volta sola anziché trapiantare il rene in futuro», ha riferito un membro della famiglia.

Un tale suggerimento di marketing è ‘ridicolo’, e avere nello stesso momento un trapianto di fegato e rene è impossibile a Taiwan, ha detto il giornalista di Ntd.

Comunque trovare una fonte di organi compatibile non è stato affatto un problema in questo caso, dato che entro un mese il paziente è stato informato dall’ospedale che entrambi gli organi erano stati trovati.

Il paziente e la sua famiglia hanno ricevuto poche notizie sulla fonte degli organi, ha osservato un membro della famiglia. «Non sapevo nemmeno che cosa fossero le condizioni di compatibilità», ha detto.

I membri della famiglia hanno riferito che al decimo piano dell’ospedale si trovava un’area speciale creata appositamente per i pazienti internazionali per il trapianto di organi, e che la sicurezza in quell’area era particolarmente severa.

Il viaggio completo per il trapianto è durato tre mesi nella Cina continentale ed è costato al paziente e alla sua famiglia 500 mila dollari in tutto. Tuttavia il paziente ha avuto un’infezione e un ictus ed è rimasto ricoverato, ha riferito la famiglia.

Il loro tempo d’attesa di un mese non è considerato breve all’ospedale e un altro paziente ha ricevuto un trapianto di organi in una settimana, hanno spiegato i membri della famiglia.

Dei tempi di attesa altrettanto brevi per i trapianti di organi sono stati anche riferiti da un media cinese gestito dallo Stato. Xue Yanlin, paziente con uremia, ha ricevuto due trapianti di reni in 48 ore all’ospedale Haidian di Pechino nel dicembre del 2004, secondo il Times di Pechino gestito dallo Stato.

Xue è stata ricoverata il 19 dicembre del 2004 e solo nove giorni dopo l’ospedale l’ha informata che era stato trovato un rene compatibile. Il trapianto è stato effettuato dal dott. Han Xiuwu la sera del 28 dicembre.

Il giorno dell’intervento Xue ha più volte detto: «Com’è possibile così in fretta? Non sono ancora pronta», ha riferito suo marito al quotidiano South, sponsorizzato dal Comitato della provincia del Guangdong del Partito Comunista cinese.

Il primo trapianto non è riuscito a causa del rifiuto degli organi della paziente. Il 30 dicembre hanno avvisato Xue di avere una nuova fonte, ma anche quel trapianto non era riuscito. Xue è morta il 30 gennaio del 2005.

Dopo l’inizio della persecuzione della pratica spirituale del Falun Gong nel 1999 il numero di trapianti in Cina è rapidamente aumentato. La Cina ora è al secondo posto dopo gli Usa per il maggior numero di trapianti di organi.

Chen Guihua, presidente del Third Affiliated Hospital all’Università del Sun Yat-Sen, anche lui esperto nel trapianto di fegato, ha eseguito 246 trapianti di fegato nel 2005, che corrisponde a un terzo del numero realizzato in Cina nei precedenti 12 anni, secondo il giornale South.

La Cina non ha mai svelato le fonti degli organi che rendono possibile questo boom di trapianti. A novembre del 2012 Sun Yat-Sen, viceministro della Salute della Cina, ha raccontato alla stampa cinese che il trapianto di organi è per lungo tempo dipeso dai prigionieri giustiziati.

La fonte di organi della Cina è caotica e il commercio illegale di organi o il turismo di trapianti sono incontrollati, ha detto Huang.

Diverse investigazioni internazionali e notizie degli ultimi giorni hanno osservato che non ci sono abbastanza pene di morte per i prigionieri in Cina da fornire gli organi necessari. Il grande deficit è aggiustato da trapianti forzati di organi dai prigionieri di coscienza vivi in Cina, afferma la notizia.

La ricerca del Groundbreaking è stata eseguita da David Kilgour, ex Segretario di Stato canadese, insieme a David Matas, avvocato canadese per i diritti civili, nella nel libro, Bloody Harvest: la sottrazione degli organi ai praticanti del Falun Gong in Cina. Kilgour e Matas hanno concluso che negli anni tra il 2000 e il 2005 la più probabile fonte di organi per i 41.500 organi trapiantati proveniva dai prigionieri del Falun Gong.

Dopo sette anni di ricerca Ethan Gutmann, esperto giornalista investigativo ed esperto della Cina ha pubblicato il libro Il massacro: uccisioni di massa, la raccolta di organi e la soluzione segreta della Cina al problema dei dissidenti. Il libro utilizza interviste ai praticanti del Falun Gog sopravvissuti ai campi di lavoro del regime cinese e altre prove per dare un’idea più esaustiva del prelievo forzato di organi in Cina.

Articolo in inglese: Organ Transplantation Experience in China is Ultimate Horror Story

 

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