Le società segrete e le origini occulte del comunismo – P 3

Il dipinto del XVIII secolo “Le Triomphe de la Guillotine” (dettaglio) di Nicolas-Antoine Tauney mostra le atrocità del Regno del Terrore, rappresentato come una scena infernale.

La Rivoluzione Francese è stato un evento determinante per il pensiero di Karl Marx e le origini del comunismo: Gracco Babeuf, il primo comunista rivoluzionario, ha avuto un forte ascendente su Marx, e Maximilien Robespierre è stat il protagonista del Regno del Terrore, un regime che ha avuto una forte influenza su Babeuf e successivamente su Vladimir Lenin.

Ma quali sono le idee che hanno spinto Robespierre a instaurare il Regno del Terrore? Quali sono le circostanze che hanno alimentato l’odio e il risentimento alla base del movimento di de-cristianizzazione della Rivoluzione Francese? E che cosa ha ispirato le rivolte rivoluzionarie che sarebbero proseguite nel diciannovesimo e nel ventesimo secolo?

Per rispondere a questi interrogativi, è necessario prendere in considerazione il contesto culturale e filosofico europeo all’epoca della Rivoluzione Francese.

RELIGIONE E POLITICA

Il comunismo ha avuto origine intorno alla metà del Settecento, un periodo di grandi cambiamenti religiosi e politici. In questo periodo, la diffusione del protestantesimo sfociava nel Primo grande risveglio e generava un diffuso malcontento all’interno della chiesa cattolica. Allo stesso modo, la Rivoluzione Americana tra il 1755 e il 1783 dimostrava come esistesse un’alternativa al dominio dei sovrani.

Il popolo giunse alla conclusione che non era obbligatorio rispettare delle gerarchie per sopravvivere, e si impegnò nella ricerca di idee alternative ai sistemi politici e religiosi allora in auge. Ma i percorsi politici europei furono ben diversi da quelli degli Stati Uniti: il nuovo sistema americano cercava di garantire la libertà personale limitando il potere del governo, permettendo alle famiglie di arricchirsi e di scegliere il proprio stile di vita in nome del libero arbitrio.

Una caricatura del 1792 di Thomas Rowlandson mette a confronto la “Libertà inglese” e la “Libertà francese” all’epoca della Rivoluzione Francese.

I sistemi europei, invece, miravano ad abolire le tradizioni: a rimpiazzare la fede personale con le religioni di Stato e a diffondere l’idea che il principio di uguaglianza potesse applicarsi tramite la redistribuzione dei beni da parte del governo; e presto ci si rese conto che tali obiettivi erano raggiungibili solo attraverso un regime totalitario che imponesse la propria volontà su quella dei singoli individui. Solo pochi anni dopo la rivoluzione russa, il 21 marzo 1925, il famoso saggista G.K. Chesterton affermava infatti: «I nuovi sistemi comunisti non si stanno ribellando contro una tirannia anormale, bensì contro quella che considerano una normale tirannia; la tirannia del normale». E ancora: «Non sono in rivolta contro il re: il loro nemico è il cittadino».

Illustrazione del disegnatore inglese E. J. Sullivan dal libro The French Revolution: A History, scritto nel 1837 da Thomas Carlyle.

In The Devil’s Pleasure Palace, lo scrittore Michael Walsh ha affermato che questi problemi persistono nelle società occidentali moderne e «risiedono quasi completamente nel nostro rifiuto del mito, della leggenda e della religione, considerati ‘antiscientifici’, e nel nostro ricorso a sterili procedure per cercare di risolvere i mali del mondo».
Il comunismo non è solo un movimento politico, ma anche un’ideologia con una sua morale e un proprio senso di lealtà. A questo proposito, Walsh osservava: «Durante la Guerra Fredda, i critici occidentali vedevamo come l’Unione Sovietica e la sua dottrina marxista-leninista non assomigliassero ad altro che a una nuova religione». Secondo Walsh, il comunismo presentava infatti le stesse caratteristiche delle religioni tradizionali, con il suo ‘testo sacro’ nell’opera di Marx e Engels, con i suoi leader assurti a ‘profeti’ del sistema, e con una gerarchia ecclesiastica nei comitati degli uffici politici e negli apologeti comunisti occidentali.

Ma per comprendere la natura occulta e brutalmente anti-religiosa di questa nuova religione, è importante considerare il contesto ideologico dal quale è emersa.

SOCIETÀ SEGRETE

La storia dell’Illuminismo è stata offuscata dalle teorie cospirazioniste e dai racconti popolari, ma gli Illuminati sono realmente esistiti e l’influenza che hanno avuto sul comunismo moderno non può essere trascurata.

Leon Trotsky, leader del Partito Comunista insieme a Vladimir Lenin e membro del primo Politburo.

Leon Trotsky, leader del partito comunista russo insieme a Lenin, ha sottolineato l’importanza degli Illuminati nella sua biografia, My Life, pubblicata nel 1930: «Nel diciottesimo secolo, la massoneria diventò l’espressione della politica militante illuminista condotta dagli Illuminati, i precursori della rivoluzione». Trotsky sostiene che la sinistra degli Illuminati abbia determinato la nascita della carboneria, l’insieme delle società segrete rivoluzionarie sorte in Italia. Queste società fiorirono durante le guerre napoleoniche e crebbero in parte con la diffusione delle idee socialiste.

L’Illuminismo, una delle tante filosofie occulte dell’epoca influenzate dallo gnosticismo e dall’ermetismo, si basava sull’idea che l’uomo potesse raggiungere l’illuminazione attraverso la ragione; una filosofia particolarmente concentrata sul materialismo e sulla natura umana, con netti toni antireligiosi e antigovernativi.

L’Ordine degli Illuminati, fondato in Baviera nel 1776 dal rivoluzionario e occultista Adam Weishaupt, fu una delle istituzioni più influenti della filosofia illuminista. Questa società segreta era nota per i numerosi scritti che sostenevano l’abbattimento della religione e del governo, e per la sua battaglia ideologica con i Rosacroce, un’altra setta occulta dell’epoca.

L’ordine di Weishaupt, tuttavia, non durò a lungo. Nel 1786, l’elettore della Baviera, Charles Theodore, bandì tutte le società segrete, oltre a sequestrare la corrispondenza e gli scritti di Weishaupt e dei suoi seguaci. In un secondo momento, fu lo stesso governo a pubblicarli per incriminare ulteriormente i gruppi di cospiratori che cercavano di rovesciare i governi europei.

Nel libro Memoirs illustrating the History of Jacobinism del 1797, Abbé Augustin Barruel, prete gesuita francese, afferma che le idee di Weishaupt sarebbero state poi adottate dai Giacobini, il gruppo a capo del Regno del Terrore durante la Rivoluzione francese di cui sia Robespierre che Babeuf erano membri.

Secondo Barruel, i giacobini, pur proclamando l’uguaglianza e la libertà di tutti gli uomini, sempre nel nome dell’uguaglianza e della libertà «hanno calpestato l’altare e il trono; hanno spinto le nazioni alla rivolta e infine hanno tentato di travolgerle con gli orrori dell’anarchia». Lo stesso Weishaupt chiese l’abolizione di ogni forma di governo, eredità, proprietà privata, spirito patriottico, famiglia e religione. Non a caso, nei suoi scritti si trovano molti degli stessi principi sostenuti da Marx.

Adam Weishaupt (1748-1830), fondatore nel 1776 dell’Ordine degli Illuminati di Baviera.

Weishaupt elaborò anche la teoria delle fasi della civiltà – poi ripresa da Marx, che indicò sei fasi della società – di cui il comunismo rappresentava lo stadio finale. In seguito, i leader comunisti che si sono succeduti nella Storia, hanno sfruttato le loro utopie per giustificare la distruzione di ogni altra tradizione e dottrina.

Nesta Webster, storica dell’occulto, nel libro Secret Societes and Subversive Movements del 1924, sostiene che né la Rivoluzione Francese né la Rivoluzione Bolscevica siano state semplicemente causate dalle circostanze dell’epoca o dai discorsi dei loro leader: «Entrambi gli eventi sono stati scatenati da una serie di fattori che, sfruttando la sofferenza e il malcontento popolare, hanno raccolto le forze per un violento attacco non solo al cristianesimo, ma a tutto l’ordine sociale e morale».

OCCULTISMO

In Francia, all’epoca della Rivoluzione Francese, avevano luogo importanti dibattiti sulla natura della religione e della politica, nell’ambito dei quali si esaminavano tutte le ideologie presenti in Europa e nel resto del mondo.

Molti francesi cominciavano a mettere in discussione la chiesa, fomentati in parte dalle riprovevoli azioni da essa perpetrate soprattutto durante il periodo dell’Inquisizione, che in Spagna continuò a perseguitare gli eretici fino al 1834. Nei dibattiti religiosi, i francesi iniziavano ad abbandonare il cattolicesimo a favore di altre varianti del cristianesimo e anche di diverse dottrine occulte.

Le ideologie dell’epoca erano inoltre influenzate dall’ermetismo e da alcune sette dello gnosticismo: i culti gnostici spesso contemplavano alcuni dogmi del Cristianesimo e di altre religioni, ma rinnegavano l’ordine morale cristiano. I concetti principali di queste ideologie ebbero un ruolo chiave nella nascita delle filosofie morali che in seguito avrebbero animato la Rivoluzione Francese.

Alcune dottrine avevano una natura particolarmente risoluta. La setta gnostica dei cainiti, per esempio, sosteneva la necessità di insorgere contro l’ordine morale, e invitava i suoi seguaci a distruggere le opere di Dio per vivere liberamente nel peccato. Altre dottrine, invece, erano meno dirette e celavano la loro natura dietro il velo della ragione. La setta dei carpocrati, ad esempio, negava l’essenza divina di Gesù Cristo e riteneva di non dover obbedire ad alcune legge o morale, considerandole meri costrutti umani.
Jacques Matter, autore di storia ecclesiastica del diciannovesimo secolo, ha citato i carpocrati nel suo libro Historie Critique du Gnosticisme del 1828, evidenziando il fatto che gli adepti di questa setta ripudiavano la religione e credevano che l’abbandono di ogni restrizione li rendesse uguali a Dio.
La loro fede nella natura umana, piuttosto che nelle aspirazioni morali, rispecchiava le ideologie materialistiche che sarebbero state poi adottate dal comunismo. In altre parole, la setta sosteneva l’idea che se la natura predominava su tutto, allora qualsiasi cosa scaturisse dalla natura umana era giusto e corretto, inclusi i crimini e i peccati.

ODIO VERSO DIO E ATEISMO MILITANTE

Nel discorso per il premio Templeton, conseguito nel 1983, lo scrittore e storico russo Alexander Solzhenitsyn ha affermato che «all’interno del sistema filosofico di Marx e Lenin, e alla base della loro psicologia, l’odio verso Dio costituisce la forza motrice principale, più potente di tutte le loro pretese politiche ed economiche». E ancora: «L’ateismo militante non è solo un fattore incidentale o marginale per la politica comunista; non è un effetto collaterale: è il perno centrale».

Tutto questo risale alle origini dell’ideologia comunista, ovvero l’esaltazione della natura umana rispetto alle aspirazioni divine, e l’abolizione delle leggi morali. E la deificazione della natura umana è stato un elemento centrale nelle filosofie sociali e le società occulte della Rivoluzione Francese. La prima religione di Stato della Rivoluzione Francese, il culto della ragione, aveva infatti lo stesso fervore anti-religioso e deificava la ‘ragione’ umana, rimpiazzando il culto del divino. Nel nome di questo credo, Jacques Hébert e i suoi seguaci attuarono il movimento di de-cristianizzazione con l’obiettivo di distruggere il cristianesimo.

Una parte dell’ossessione anti-cristiana propria del culto della ragione può essere attribuita alla diffusione degli insegnamenti di Voltaire, il più influente filosofo dell’epoca.
Nelle sue lettere, Voltaire spesso si riferiva ai cristiani definendoli «i disgraziati», e altrettanto spesso esortava i lettori a «colpire i disgraziati», incitando uno dei suoi principali seguaci, Jean-Baptiste le Rond d’Alembert, a farlo usando la tattica del «lanciare il sasso e nascondere la mano».

François-Marie Arouet (1694-1778), noto come Voltaire, filosofo e scrittore anti-religioso dell’Illuminismo francese.

In una lettera del 1765, Voltaire scrive: «La vittoria si sta manifestando su ogni fronte, e io posso assicurarvi che presto solo il popolino seguirà il credo dei nostri nemici, e noi condanneremo quel popolino, che sia con o contro di noi». In una lettera del 1768, il padre dell’Illuminismo scrive: «il mostro» della religione «deve morire, colpito da centinaia di mani invisibili; sì, che cada trafitto da mille pugnalate».

John Robinson, primo segretario generale della Royal Society di Edimburgo nel 1783, nel libro Proofs of a Conspiracy, pubblicato nel 1797, parla dei cospiratori della Rivoluzione Francese e analizza gi effetti di Voltaire. Robinson sostiene che il progetto di Voltaire e dei suoi seguaci era quello di «distruggere il cristianesimo e tutta la religione, e attuare un cambiamento radicale del governo». Secondo Robinson, Voltaire aveva adottato l’approccio dell’influenza ideologica, attraverso i suoi numerosi scritti «pensati per stuzzicare gli appetiti sensuali degli uomini e ingannare la loro capacità di giudizio».

Solzhenitsyn riteneva che questo concetto fosse alla radice dei mali subiti dal mondo sotto il comunismo: «I fallimenti della coscienza umana, privata della sua dimensione divina, sono stati un fattore determinante per tutti i crimini più grandi di questo secolo».

Quando, insomma, le persone perdono il senso di responsabilità morale e la ragione umana, guidata da volontà e desideri sfrenati, diventa l’unico riferimento per distinguere il bene dal male, cosa dovrebbe spingerle a scegliere il bene? Per Solzhenitsyn, questa era una delle maggiori colpe dell’ideologia comunista: «Quando vigono diritti illimitati, perché si dovrebbe fare lo sforzo di non commettere atti ignobili? Oppure perché astenersi dall’odio, che sia di razza, di classe o pensiero? Lo stesso odio oggi sta corrodendo molti cuori. Gli insegnanti atei del mondo occidentale stanno educando una nuova generazione di giovani in un clima di odio verso la propria società».

‘VIRTÙ’ SOCIALE

Questo spunto ideologico si rifà alla dottrina di Jean-Jacques Rousseau, filosofo politico che ha avuto una grande influenza sulla Rivoluzione Francese e il socialismo moderno. Come le sette gnostiche, Rousseau riteneva che il carattere e l’identità di un individuo si formassero dopo la nascita e sosteneva una visione sociale ‘virtuosa’, capace di avvicinare gli uomini alla loro natura più prorompente.
Una delle opere principali di Rousseau è Il contratto sociale, pubblicato nel 1762, che contiene le sue teorie su come stabilire una società politica capace di liberare gli uomini dal concetto di schiavitù attraverso la rinuncia del singolo ai propri diritti.

Robespierre fu fortemente influenzato da Rousseau, sebbene la necessità di ricorrere all’uso del terrore fosse estranea al pensiero di quest’ultimo.

Un’altra celebre dottrina illuminista era il deismo, una teoria fondamentale nel Culto dell’Essere Supremo di Robespierre e una religione filosofica secondo cui l’universo sarebbe un’entità chiara e definita, che potesse essere facilmente compresa dalla natura umana. Il deismo non si spingeva così lontano come l’ateismo, e il suo sistema morale si incentrava sull’uomo piuttosto che sul divino.

Tutte queste teorie derivavano da un cambiamento del pensiero religioso, che prendeva come punto di riferimento la ragione personale rispetto alla fede tradizionale. Da questo si è originato un nuovo concetto di deificazione dell’uomo, e una tolleranza di tutti i mali che scaturiscono dagli sfrenati desideri umani.

Éliphas Lévi, occultista francese dell’Ottocento, ha spiegato la natura di alcune di queste sette nel suo libro Histoire de la Magie (1860). Lévi le definiva «ribelli all’ordine gerarchico» e sosteneva che, invece di aspirare alla sobrietà morale della religione tradizionale, queste sette bramavano a «passioni sensuali» e «dissolutezza» che alimentavano il loro desiderio di distruggere tutta la gerarchia sociale, compreso il sistema familiare.

Secondo Nada Webster, queste sette avevano un nucleo esoterico e uno politico, e usavano la perversione per soggiogare gli uomini a un sistema che poi agiva per «oscurare ogni principio riconosciuto di morale e religione». E gli scritti di Marx e Friedrich Engels confermavano questa valutazione: nel Manifesto Comunista, i due sostengono che il loro sistema «abolisce ogni religione e qualsiasi forma di morale».

Solzhenitsyn ha affermato che, prima della rivoluzione comunista in Russia, «la fede era la forza creatrice e unificatrice della nazione», e la cultura religiosa era la base morale della società: «Da bambino, ricordo di aver ascoltato molti anziani dare la stessa spiegazione per i terribili disastri che sono successi in Russia: “Gli uomini hanno dimenticato Dio; perciò è accaduto tutto questo”». E dopo oltre 50 anni di ricerche, interviste e studi sui testi di storia della rivoluzione comunista, Solzhenitsyn diceva ancora: «Se oggi mi venisse chiesto di indicare la causa principale della disastrosa rivoluzione che ha massacrato circa 60 milioni dei nostri connazionali, non potrei fare altro che ripetere: “Gli uomini hanno dimenticato Dio; perciò è accaduto tutto questo”».

Quelle espresse in questo articolo sono le opinioni dell’autore, che non corrispondono necessariamente a quelle di Epoch Times.

Articolo in inglese: The Dark Origins of Communism: Part 3 of 3

Traduzione di Lorena Badile

 

Per saperne di più:

Le origini del comunismo – P1

Il Regno del Terrore e le origini oscure del comunismo – P. 2

Top