La scelta di Xi Jinping e il futuro del popolo cinese

Il leader cinese Xi Jinping (Feng Li/Getty Images)

I travagliati eventi dei quasi tre anni al potere di Xi Jinping sono ormai giunti a un punto critico e l’attuale leader della Cina deve fare una scelta: può decidere se proteggere la sua sicurezza e della sua famiglia, assicurarsi che il suo onore perduri nel tempo, e provvedere alla prosperità, alla libertà e alla dignità del popolo cinese; oppure, può mettere se stesso e la sua famiglia in pericolo, cadere in disgrazia e osservare il popolo cinese continuare a resistere alle sofferenze, alla sottomissione e all’umiliazione causate dal Partito Comunista.

Sul palcoscenico della Cina, si sta svolgendo un grande dramma della Storia, e l’umanità può vedere chiaramente quali sono le conseguenze dei principi che stanno guidando questo popolo. Sebbene Xi abbia l’opportunità di recitare la parte dell’eroe, la Storia andrà avanti comunque, a prescindere da quale sarà il ruolo che sceglierà di ricoprire. Xi deve decidere se andare avanti assieme alla Storia o opporsi inutilmente al destino della Cina.

LA PERSECUZIONE COMUNISTA DEL POPOLO CINESE

Quando il comunismo è apparso in Cina, quasi un secolo fa, si è manifestato come una dottrina straniera che prometteva la salvezza terrena a un popolo che soffriva per l’umiliazione subita da potenze esterne. Ma il comunismo ha ingannato il popolo cinese con false promesse, e si è rivelato di fatto il suo nemico mortale.

Attraverso le numerose dinastie, le etnie degli Han, dei Mongoli o degli imperatori Manciù, la nazione cinese ha resistito e ha prosperato per 5 mila anni. Il segreto della buona sorte della Cina era costituito da una cultura radicata nella fede nel divino e nella coltivazione di quelle virtù quali la lealtà, la responsabilità filiale, l’umanità e la giustizia. Questa cultura ha unificato e armonizzato molte popolazioni della Cina. Si può dire che la nazione non sia costituita da un particolare gruppo etnico, ma da una cultura e una civiltà originate da quella cultura.

La regola del Partito Comunista Cinese (Pcc) è stata quella di ingaggiare una lunga lotta, una vera e propria guerra, mirata a sradicare questa cultura. E questo attacco alla fede e alla moralità ha minacciato l’identità stessa del popolo cinese.

Nel 1992, è apparsa sulla scena una nuova fonte di speranza: la pratica spirituale della Falun Dafa (nota anche come Falun Gong) insegna la fede nel divino e la coltivazione dei principi di verità, compassione e tolleranza. La Falun Dafa racchiude l’essenza della cultura cinese e fornisce al popolo cinese un’opportunità di rinascita.

Al tempo stesso, la diffusione della Falun Dafa in Cina ha dato al Pcc una possibilità di scelta: se il Partito avesse sostenuto la Falun Dafa sarebbe prosperato e la storia della Cina adesso sarebbe molto differente.

Inizialmente, il Pcc ha sostenuto la Falun Dafa enfatizzando i sensazionali miglioramenti nella salute che i suoi praticanti stavano sperimentando. Tuttavia nel 1999, l’allora capo del Pcc Jiang Zemin, ha lanciato una campagna per sradicare questa pratica, rendendo suoi nemici – secondo le stime ufficiali – circa cento milioni di cinesi e le loro famiglie. Sebbene avesse preso di mira questi individui e la loro fede, in sostanza Jiang ha perseguito l’estinzione del popolo cinese con l’intento di porre fine alla loro migliore opportunità di rilanciare la cultura della Cina.

La campagna di Jiang ha portato all’apice una crisi morale che si era formata nel corso dei decenni. Con la dissoluzione delle credenze che avevano da sempre accompagnato la civiltà cinese, il popolo della Cina è stato afflitto da un insieme di crisi ecologiche, economiche, politiche e sociali. L’aria è diventata irrespirabile, la terra avvelenata e l’acqua tossica, e in tutta la Cina sono spuntati centinaia di villaggi colpiti dal cancro.

Sebbene il Pcc abbia vantato incessantemente una rapida crescita, questa crescita è stata ottenuta attraverso un’economia fortemente squilibrata da un’enorme bolla immobiliare e da un eccesso spropositato di produzione di acciaio, ferro e altre materie prime. L’attuale crisi economica – di gran lunga più grave di quanto indicano le statistiche ufficiali – era inevitabile.

Nel tentativo di distruggere la Falun Dafa, Jiang ha stravolto ogni parte dell’apparato del Partito-Stato. Sono stati spesi enormi importi di denaro per realizzare campi di lavoro forzato, un Grande Firewall per tagliare fuori dall’internet cinese le notizie veritiere, un progetto Golden Shield mirato a rintracciare ogni praticante della Falun Dafa e un gigantesco apparato di sicurezza interna, che ha un costo superiore a quello dell’esercito.

Le azioni che la Cina aveva intrapreso per adottare lo Stato di diritto sono state invertite e la corruzione è diventata il mezzo per governare. Con la caduta della moralità, la società cinese è diventata un’inquietante guerra di tutti contro tutti, dove il fare soldi con qualsiasi mezzo si è rivelata l’unica cosa importante.

IL PRIMO PASSO: L’ARRESTO DI JIANG ZEMIN

Xi ha davanti a sé la possibilità di invertire questo stato di crisi; tuttavia il percorso è difficile. Se agisce è in pericolo, ma lo sarà anche se non farà nulla.

Dato che la crisi attuale della Cina è un risultato diretto della politica persecutoria di Jiang Zemin, il primo passo che Xi deve muovere è quello di farlo arrestare e processare per i numerosi crimini che ha commesso contro il popolo cinese. E l’arresto di Jiang dovrebbe essere accompagnato dalla fine della persecuzione della Falun Dafa.

Jiang non si è accontentato solamente di lanciare la campagna contro la Falun Dafa ma, dopo il suo ritiro, si è anche assicurato che continuasse per un altro decennio, controllando il Partito attraverso i suoi compari, divenuti fidati perché corrotti. Hu Jintao e Wen Jiabao erano, infatti, rispettivamente il segretario generale e il premier del Partito, ma il vero potere lo hanno detenuto Jiang e la sua rete di lealisti.

Alla fine dei mandati di Hu e Wen, Jiang non ha potuto continuare ad assicurare il controllo del potere tramite i suoi mandatari, e persino prima dell’entrata in carica di Xi Jinping, i fedelissimi di Jiang avevano pianificato un colpo di Stato per privarlo del posto.

Una volta al potere, Xi ha risposto con un deliberato e sistematico smantellamento della vasta rete di Jiang, eliminando uno dopo l’altro i suoi lealisti con l’accusa di corruzione. Con questa campagna, ha mostrato una forte determinazione e un attento giudizio politico.

Xi ha posto fine al sistema dei campi di lavoro forzato, il più conveniente strumento usato da Jiang per perseguitare il Falun Gong, e ha condannato al carcere Bo Xilai, il successore scelto di Jiang, privando la sua fazione di un leader.

Xi ha anche eliminato il potere di Jiang nell’esercito e ha fatto arrestare Li Dongsheng, capo dell’Ufficio 610, l’unità operativa del Partito istituita appositamente per mettere in atto la persecuzione del Falun Gong. Inoltre, ha fatto arrestare Zhou Yongkang, l’ex zar della sicurezza nazionale della Cina. L’avvento di questi due arresti, ha fatto intendere che l’Ufficio 610 non fosse più sostenuto dal Partito centrale.

Con l’arresto dei principali alti funzionari nel settore economico, Xi sta riprendendo da Jiang la capacità di gestire l’economia, mentre con l’arresto dei funzionari dell’apparato culturale e di propaganda, sta privando Jiang del controllo sulle informazioni e sulle opinioni riservate al popolo cinese.

Questo insieme di azioni sfrontate hanno sconvolto gli osservatori della Cina e di tutto il mondo. Tuttavia, persino a fronte di questa situazione, Xi e Jiang sono bloccati in un gioco spietato e queste azioni audaci non sono altro che mezze misure. Fonti altolocate nel Pcc riferiscono che si sono verificati attentati contro la vita di Xi, per cui se l’attuale leader non si affretterà a fare arrestare Jiang, alla fine la sua vita e quella dei suoi familiari potrebbero rivelarsi seriamente in pericolo.

Nel frattempo, nel tentativo di bloccare Xi, Jiang ha creato scompiglio nella società cinese. Fonti nel Pcc hanno accusato la fazione di Jiang della massiccia esplosione di Tianjin e del crollo del mercato azionario.

Se Xi dovesse far arrestare Jiang, troverebbe certamente un ampio sostegno: sono infatti numerosi i cinesi che lo stanno maledicendo. In una situazione senza precedenti, 180 mila cinesi hanno presentato denunce penali nei suoi confronti per i crimini che ha commesso contro di loro. Mettere fine ai crimini di Jiang Zemin e ripulire il Paese dalla corruzione della quale si è servito per governare, contribuirà a portare la stabilità nel Paese.

ABBANDONARE IL PCC

Tuttavia, l’eliminazione di Jiang non è sufficiente. C’è la necessità che Xi e il popolo cinese si ritirino dal Pcc; infatti il sistema politico che ha governato la Cina per 66 anni resterebbe in vigore anche con l’eliminazione di Jiang. Tale sistema ha generato malvagità per tutto il tempo della sua esistenza e non permetterà a Xi di avere successo, qualunque onesto tentativo di governare s’impegni a intraprendere.

Il Pcc non consentirà ad alcun tipo di potere di manifestarsi in maniera indipendente. Le uniche vere riforme dell’economia sarebbero quelle in cui gli operatori economici e le imprese agiscono indipendentemente dal Partito. Le riforme economiche di Xi sono state finora attuate all’interno del sistema del Pcc e questo è il motivo per cui non potranno avere successo, e quando la riforma economica fallirà, il popolo cinese si rivolterà contro Xi e la sua possibilità di governare potrebbe svanire.

Inoltre, se il Pcc dovesse rimane al potere, la vasta rete dei fedelissimi di Jiang valuterà attentamente la possibilità di vendicarsi. E quando arriverà il momento – quando la crisi economica si aggraverà o semplicemente quando Xi si ritirerà – si rivolteranno all’attuale leader, e quest’ultimo, la sua famiglia e la sua fazione saranno in pericolo.

Per saperne di più:

La minaccia che Xi affronta va ben oltre la sua sola vita. In qualità di leader del Pcc, Xi ha ereditato i suoi enormi crimini. Se Xi non dovesse prendere le distanze dal Partito, questi crimini sarebbero addebitati a lui e di conseguenza sarebbe per sempre conosciuto come un nemico del popolo cinese. Ma se Xi dovesse agire, riscuoterebbe certamente un ampio consenso: a partire dal 20 ottobre, oltre 216 milioni di cinesi hanno dato le dimissione dal Pcc e dalle sue organizzazioni affiliate, e il numero delle dimissioni è in rapido aumento. È ormai ovvio agli osservatori, inclusi gli alti funzionari del Partito, che i cinesi non ne possono più del Pcc e vogliono liberarsi dalla sua morsa.

In ogni caso, se venisse trovata un’alternativa, a Xi e al popolo cinese non rimarrebbe altro che gettare il Pcc nella pattumiera della Storia: la Cina deve ritornare alla sua cultura tradizionale e il popolo cinese ha bisogno di sostituire gli apparati della tirannia del Pcc con le istituzioni di un popolo libero.

UN PRESIDENTE ELETTO DEMOCRATICAMENTE

Se Xi dovesse condurre il popolo cinese ad abbandonare il Pcc, avrebbe la possibilità di divenire il primo presidente della Cina eletto democraticamente. In politica, Xi dovrebbe consentire ai partiti indipendenti di registrarsi, dando vita così nel Paese un vero confronto politico, e potrebbe anche consentire ad altre organizzazioni di essere indipendenti dallo Stato, favorendo così la realizzazione di una società civile. Xi dovrebbe inoltre consentire la libertà di stampa e iniziare a costruire le istituzioni dello Stato di diritto, che lui stesso ha in passato elogiato.

Dopo che Xi avrà stabilizzato e aperto la politica cinese, l’economia del Paese crescerà a un ritmo veloce e ‘onesto’: i cinesi lavorano duramente e sono molto intelligenti, e gli emigrati o quelli fuggiti all’estero tornerebbero in una Cina libera, portando con sé denaro e tecnologia. Con le istituzioni democratiche in grado di controllare gli industriali, l’ambiente sarebbe tutelato e i diritti dei lavoratori rispettati.

Per saperne di più:

Nei suoi discorsi, Xi ha dimostrato disapprovazione riguardo alla non inclusione dei poemi classici nei libri di testo delle elementari. Si è riferito a questa assenza definendola una ‘de-sinizzazione’ e riconoscendo che è la cultura tradizionale cinese a rendere i cinesi un popolo. Una volta tolto di mezzo il Pcc, Xi applaudirà la rinascita della cultura tradizionale cinese.

La Storia segue una direzione, e i momenti critici si presentano indifferentemente dal fatto che gli individui siano pronti o meno al loro arrivo. Il tempo per arrestare Jiang Zemin, portarlo in giudizio e porre fine alla persecuzione della Falun Dafa, è adesso maturo. Quando la notizia dell’arresto di Jiang sarà pubblicato, i fuochi di artificio rimbomberanno in ogni angolo della Cina per celebrare un nuovo giorno.

Se Xi riuscirà a cogliere l’occasione, il popolo cinese lo ricorderà come il grande eroe che ne ha ristabilito la cultura e gli ha ridato la libertà. Allo stesso tempo, le nazioni di tutto il mondo applaudiranno ai cambiamenti avvenuti in Cina e cercheranno di instaurare legami vivi e amichevoli con un popolo cinese finalmente riportato alla propria antica dignità e cultura.

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