La produzione di abbigliamento in Russia costa meno che in Cina?

L’aumento dei salari in Cina ha determinato la crescita del costo della manodopera, che ha superato quella russa. I’Izvestiya riferisce che per questo motivo le marche di abbigliamento hanno iniziato a trasferire le loro imprese dalla Cina alla Russia, e Alexei Skopin, professore dell’Istituto russo dello sviluppo contemporaneo sostiene che «non molto tempo fa, nel Regno di Mezzo la produzione era meno cara, nonostante le spese; oggi le retribuzioni in Cina aumentano, da noi no».

Secondo il Rosstat [Servizio russo di statistica, ndr] nella prima metà del 2017, in Russia la produzione di abbigliamento è aumentata del 6,4 percento in rapporto allo stesso periodo dello scorso anno.
Alcune firme di livello mondiale come Tom Tailor, Finn Flare, Baon, Inditex e Uniqlo, hanno già annunciato i loro progetti sullo sviluppo della produzione nel Paese dell’est: la società svedese Baon ha iniziato a realizzare e fornire gli abiti che provengono dalle fabbriche russe, l’azienda giapponese Uniqlo ha pianificato la cooperazione con otto imprese russe e anche la compagnia tedesca Tom Tailor ha firmato un contratto con un imprenditore russo. La società finlandese Finn Flare collabora già con dodici aziende russe di maglierie, abiti e accessori, e intende aumentare la sua produzione.

Nel marzo scorso, il Ministero dell’Industria e del Commercio ha interpellato le imprese russe in merito alla cooperazione con le società straniere: ha avuto una risposta positiva da 140 aziende, e ha poi dichiarato che l’Inditex [gruppo di società che comprende tra le altre, Zara, Oysho, Stradivarius e Massimo Dutti, ndr] ha dato una buona valutazione sulla qualità dei campioni di merce prodotta in 17 stabilimenti russi.
Secondo Kseniya Ryasova, presidente della Flinn Flare, attualmente circa il 37 percento dei prodotti di queste società sono di fabbricazione russa.

LA QUALITÀ DEGLI ABITI

È opinione di Alexei Skopin che, dopo il trasferimento dei gruppi stranieri in Russia, la qualità dell’abbigliamento possa essere peggiorata: nonostante la mano d’opera russa sia meno costosa di quella cinese, il costo della logistica resta elevato. In proposito, il presidente della società russa Soyuzpromtorg commenta: «Il settore logistico nell’industria leggera cinese si è sviluppato nel corso degli anni, con la partecipazione di società straniere adeguate, comprese quelle del settore tessile». Inoltre ritiene che la normativa sulla qualità in Russia non sarebbe abbastanza regolamentata e «le esigenze sono più alte anche nei mercati dell’Asia dell’Est e del Sud-Est». Se le imprese straniere riducono i costi della logistica, possono di conseguenza fabbricare in Russia prodotti di qualità relativamente inferiore.

LE RETRIBUZIONI DEGLI OPERAI

Secondo Euromonitor International, tra il 2005 e il 2016, le retribuzioni degli operai cinesi sono triplicate per arrivare alla quota di 3,6 dollari l’ora: la Cina ha superato l’America latina (a eccezione del Cile), ma non è ancora riuscita a raggiungere la Grecia e il Portogallo, dove i salari sono del 30 percento più alti.

 

Traduzione di Francesca Saba

Articolo in francese: La production de vêtements en Russie, moins chère qu’en Chine ?



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