La polizia cinese e gli occhiali hi-tech che riconoscono le persone

(AFP/Getty Images)

Un sistema di riconoscimento facciale, integrato negli occhiali da sole: è il nuovo strumento orwelliano 2.0 fornito alla polizia dal Partito Comunista Cinese. Che dimostra ancora una volta quanto l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie siano necessarie per consolidare un regime totalitario.

Il 7 febbraio la Bbc ha comunicato la notizia, spiegando che questi occhiali possono scattare fotografie a chiunque, e inviarle a una gigantesca base contenente i dati di migliaia di individui ritenuti sospetti, per il confronto.

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Quando le foto coincidono con quelle archiviate, agli agenti dotati di occhiali vengono inviati i dati della persona, il nome e l’indirizzo: secondo LLVision, l’impresa cinese che ha sviluppato l’apparecchio, le informazioni impiegano un decimo di secondo ad arrivare.

I media di Stato cinesi hanno informato che a Zhengzhou, città-test della nuova tecnologia, sono state già arrestate sette persone sospette, da quando è entrata in uso, e sono state identificate 26 persone dotate di carte di identità false.

Numerosi osservatori sono rimasti colpiti dal grado di evoluzione di questi apparati tecnologici, che permettono al Partito Comunista Cinese di rafforzare il proprio potere e di incrementare il controllo sul popolo dell’Impero di Mezzo.

VERSO IL VERO TOTALITARISMO DIGITALE

Il Pcc ha in realtà già messo in atto un sistema di riconoscimento facciale, mediante una rete capillare di telecamere, che gli permettono di setacciare le maggiori città del Paese.

La Bbc ritiene che, negli ultimi anni, in tutto il territorio cinese siano state posizionate 170 milioni di telecamere, e precisa che nei prossimi tre anni ne verranno installate altre 400 milioni.

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Li Xuewen, uno scrittore ritenuto dal Pcc un dissidente, ha ipotizzato di essere stato arrestato dalla polizia di Guangzhou, il 19 dicembre scorso, proprio a causa del sistema di riconoscimento facciale. Infatti, il regime comunista lo accusa in particolare di aver partecipato a un incontro commemorativo per Liu Xiaobo, scrittore dissidente morto in carcere lo scorso anno. A Liu Xiaobo nel 2010, era stato conferito il premio Nobel per la pace «per il suo impegno continuo e non violento in favore dei diritti umani in Cina».

L’uso di questi occhiali hi-tech, potrebbe permettere al Pcc di incrementare la pressione esercitata sui difensori dei diritti umani, sui praticanti del Falun Gong, sulle minoranze etniche (come quelle tibetane e uigure) e anche su quelle religiose, come i cristiani.

 

Articolo in francese: CHINE – La police s’équipe de lunettes pourvues d’un dispositif de reconnaissance faciale

Traduzione di Francesca Saba

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