La guerra cinese contro il settore bancario ombra

La Banca Popolare Cinese (Foto: GREG BAKER/AFP/Getty Images)

Il 17 novembre 2017 le autorità di vigilanza cinesi hanno introdotto nuove e importanti regole per unificare le norme della gestione degli asset e per limitare le attività del cosiddetto settore bancario ombra.

Le regole sono generalizzate, e si applicano ai 15 mila miliardi di dollari cinesi in prodotti di gestione del capitale emessi da tutte le istituzioni finanziarie. Le regole, che da un certo punto di vista rappresentano il culmine del tentativo del leader del regime Xi Jinping di prendere il controllo dei rischi finanziari, hanno nel mirino le operazioni in nero di banche, assicuratori ed enti per la gestione patrimoniale come i fondi fiduciari e i fondi comuni.

‘Prodotto di gestione patrimoniale’ è un termine vago usato per descrivere certi tipi di investimenti ad alto potenziale di profitto emessi da banche, assicuratori o società di gestione patrimoniale, che sono diventati molto popolari negli anni recenti tra i piccoli rivenditori che cercano maggiori guadagni. Gli investitori cinesi hanno riversato migliaia di miliardi di yuan in questi tipi di asset così poco regolamentati, attirati dalle promesse di forti guadagni e dalle implicite garanzie governative o istituzionali.

Le istituzioni finanziarie hanno aumentato la leva e la loro propensione al rischio negli ultimi anni, allo scopo di generare ritorni sufficientemente alti da finanziare questi prodotti di gestione patrimoniale, creando di conseguenza delle bolle speculative e incrementando la volatilità del mercato azionario.

Una delle più grandi sfide che Pechino ha incontrato è stata rappresentata dai numerosi e talvolta tra loro discordanti enti di vigilanza che hanno gestito l’enorme settore finanziario cinese. Ora, però, le regole di gestione dei patrimoni sono uniche per tutti: le nuove regole sono state infatti emanate congiuntamente dalla Banca centrale cinese e dai massimi enti di vigilanza del settore bancario, delle security, degli scambi esteri e delle assicurazioni. E sono aperte alla consultazione pubblica: entreranno effettivamente in vigore a giugno 2018.

I DETTAGLI

Le nuove regole introducono delle restrizioni sul tipo di clienti che le istituzioni finanziarie possono servire e sul tipo di prodotti che possono utilizzare.

Per esempio, la normativa proibirà ai gestori patrimoniali di promettere tassi di remunerazione garantiti, e richiederanno a chi emette i prodotti di depositare in garanzia il 10 per cento delle proprie commissioni sugli asset dei loro clienti, a ‘cuscinetto’ in caso di perdite.

La nuova normativa introduce anche una riduzione della leva per i prodotti di investimento: per i fondi offerti pubblicamente, il totale del patrimonio non potrà superare il 140 per cento del patrimonio netto del fondo. Per i fondi offerti privatamente, la percentuale sarà del 200 per cento.

Alcuni prodotti finanziari a maggiore rischio potranno essere venduti solo a investitori qualificati, o a coloro che possiedono almeno 5 milioni di yuan (638 mila euro) in patrimonio liquido o che hanno goduto di entrate superiori a 400 mila yuan all’anno (51 mila euro) per tre anni.

Le regole si applicheranno anche alle aziende che emanano prodotti finanziari esclusivamente su internet, cosa che potrebbe far rallentare la recente crescita delle banche e degli assicuratori online.

SUPER-VIGILANZA

La bozza delle nuove regole è stata la prima emanata dal Comitato per la Stabilità e lo Sviluppo Finanziario, un super-ente di vigilanza da poco creato, che agisce sotto il diretto controllo del Consiglio di Stato, una sorta di equivalente cinese di un Consiglio dei Ministri.

Secondo un articolo di Xinhua, il comitato è guidato dal vice premier Ma Kai. La sua carica all’interno del Consiglio di Stato fornirà probabilmente al Comitato maggiori poteri di vigilanza rispetto agli organi legati agli altri ministri.

Il nuovo super ente di vigilanza potrà affrontare questioni inter-settoriali che in precedenza riuscivano a scivolare tra le pieghe dei diversi enti di vigilanza cinesi, ognuno dedito a un settore specifico.

Secondo Caixin Global, una rivista finanziaria cinese, il super ente è necessario perché «le attuali regole e l’attuale divisione del lavoro tra gli enti di vigilanza non sono state al passo con le innovazioni dei prodotti e l’evoluzione del mercato».
Caixin cita esempi di prodotti internet e finanziari ‘ibridi’ che risiedono online e che sono sfuggiti al controllo degli enti di vigilanza per anni, come la popolare piattaforma di prestiti peer-to-peer Ezubao, rivelatasi uno schema piramidale. E come i prestiti obbligazionari ad alto rendimento venduti dal Fanya Metal Exchange, che, secondo quanto riferito da Epoch Times nel 2015, dal punto di vista della vigilanza si ritrova in un buco nero.

FERMARE LO SHADOW BANKING

Per certi versi, le nuove emanazioni di prodotti di gestione del capitale hanno già rallentato fino al punto di fermarsi.

Per la prima volta dal 2012, infatti, secondo l’agenzia di rating Moody’s, il tasso di crescita ufficiale del Pil cinese è stato maggiore rispetto a quello del patrimonio del settore bancario ombra nei primi sei mesi del 2017.

I prodotti di gestione del capitale sono scesi all’82,6 per cento del valore del Pil il 30 giugno. Nel 2016 avevano raggiunto un picco dell’86,5 per cento, nel 2016: «Le attività del settore bancario ombra cinese hanno smesso di crescere nel 2017 – afferma in una dichiarazione Michael Taylor, amministratore delegato di Moody e funzionario capo per il credito nella regione Asia-Pacifico – per via di un crollo prima di tutto degli strumenti ad alto rischio come i prodotti di gestione del denaro, e inoltre dei piani di gestione del patrimonio delle istituzioni finanziarie che non sono banche».

«Affrontare le riforme è come masticare un osso duro», ha affermato Xu Zhong, direttore generale dell’ufficio di ricerca della Banca centrale cinese, durante l’ottavo vertice di Caixin a Pechino: «Quello delle riforme non è un processo in cui il successo possa essere garantito. Dobbiamo prendere l’iniziativa per uscire dalla nostra ‘comfort zone psicologica’ e riconoscere a pieno le difficoltà e prepararci ad esse, così come alle sfide e ai rischi persino più grandi».

 

Articolo in inglese: China Commences Crackdown on Shadow Banking

Traduzione di Vincenzo Cassano

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