La gestione fallimentare di Obama della Corea del Nord

Barack Obama (MANDEL NGAN/AFP/Getty Images)

Sarah Sanders, portavoce della Casa Bianca ha dichiarato che «l’autocompiacimento e il silenzio della precedente amministrazione» non hanno aiutato a risolvere il problema della Corea del Nord, che ora deve affrontare Trump. Non è la prima volta che la politica della ‘pazienza strategica’ è stata ritenuta responsabile dell’attuale crisi, ma il suo fallimento è ora sempre più evidente.

«Questo è un Presidente che guida con la forza, agirà in questo modo e farà il possibile per tenere al sicuro gli americani, e non sarà condizionato dal leader della Corea del Nord», ha dichiarato la Sanders, che forse ha usato parole eccessive contro l’amministrazione precedente, accusandola di ignorare le continue minacce nucleari.

Ma è anche vero che Obama ha tenuto nascoste diverse informazioni, dimostrando di non voler trattare la questione. Nel 2013, infatti, durante la precedente crisi nucleare, l’amministrazione Obama ha ricevuto informazioni credibili, secondo cui la Corea del Nord aveva già sviluppato una testata nucleare miniaturizzata da montare sui missili balistici. Un fatto inavvertitamente rivelato l’11 aprile 2013, durante un’udienza della Commissione per i servizi armati alla Camera, quando il deputato Doug Lamborn ha citato informazioni da un rapporto riservato dell’Intelligence americana.

L’amministrazione Obama ha tentato di screditare quella rivelazione, nel tentativo di minimizzare la minaccia immediata, poiché l’ex presidente aveva già escluso l’intervento militare, che invece avrebbe potuto costringere la Corea del Nord a riconsiderare i suoi programmi balistici e nucleari. Ma se la Corea del Nord aveva già costruito una testata nucleare miniaturizzata, la pazienza di Obama è stata più irresponsabile che strategica.

«Se la precedente amministrazione avesse fatto qualcosa e trattato la questione della Corea del Nord e dell’Iran, invece di stare seduti e non fare nulla, adesso non dovremmo rimediare alle loro negligenze», ha sottolineato la Sanders. Il legame tra Iran e Corea del Nord è importante, poiché i due Paesi condividono un odio ostinato nei confronti degli Stati Uniti, reprimono fortemente i loro cittadini e lavorano assieme per sviluppare il programma nucleare. Inoltre, stando a fonti attendibili, l’Iran avrebbe pagato alla Corea oltre 2,5 miliardi di dollari all’anno (una cifra che corrisponde a circa il 20 per cento del Pil della Corea), per sovvenzionare una tecnologia nucleare avanzata.

La Sanders senz’altro esagera sull’inerzia della precedente amministrazione, poiché anche Obama aveva chiesto ulteriori sanzioni. Ma il fatto che Trump sia stato capace di aumentare rapidamente il peso di queste sanzioni, e di esercitare forte pressione sul Paese asiatico, dimostra che ha certamente fatto molto più di Obama. E rimane il fatto che, prima dell’elezione di Barack Obama e della salita al potere di Kim Jong-un, la Corea del Nord aveva solo una bomba nucleare. Dopo l’ascesa dei due leader il programma di armamenti ha subito un’accelerazione.

A onor del vero, Obama ha diretto quattro risposte americane a sei test nucleari, oltre una dozzina di test sui missili balistici e due dichiarazioni di guerra della Corea: una nel marzo 2010, quando il regime ha lanciato un siluro che ha affondato la corazzata sudocoreana di Cheonan, uccidendo 46 dei 104 marinai a bordo; l’altra quando ha sparato circa 170 proiettili di artiglieria e missili sull’isola Yeonpyeong in Corea del Sud, uccidendo quattro persone. Nessuna amministrazione statunitense ha dovuto affrontare un simile livello di aggressività da parte della Corea del Nord.

Ma oggi, Kim non rischierebbe un attacco di questo genere: se il tiranno nordcoreano attaccasse per primo, il regime comunista cinese ha dichiarato che sarebbe pronto a reagire. E questa potrebbe costituire una situazione ‘favorevole’ per gli Stati Uniti, poiché potrebbero rispondere senza un intervento da parte della Cina.

Rimane in ogni caso la sensazione che Obama abbia fatto poco: è rimasto in silenzio dopo che il regime di Kim Jong-un ha dichiarato la fine dell’armistizio con la Corea del Sud (minacciandone la distruzione finale durante una conferenza dell’Onu), e l’invio dei missili a lungo raggio verso il continente americano e le basi statunitensi nel Pacifico.

I programmi nucleari e dei missili balistici hanno subito ulteriori sanzioni sotto l’amministrazione Obama. Ma la Sanders non è la prima che fa notare quanto la risposta americana sia stata inadeguata rispetto a questa minaccia. E dato che il regime comunista della Corea del Nord aveva dichiarato gli Stati Uniti d’America come proprio nemico giurato, aver permesso a Kim Jong-un di sviluppare armi nucleari senza fare tutto il possibile per fermarlo, è stato un atto che ha dimostrato mancanza di lungimiranza e integrità.

 

Le opinioni espresse nell’articolo sono quelle dell’autore e non riflettono necessariamente il punto di vista di Epoch Times 

Articolo in inglese: ‘ Opinion: Sanders Right to Criticize Obama’s Handling of North Korea

Traduzione di Massimiliano Russano

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