Lo pseudo-digiuno per ritardare l’invecchiamento

La ricerca scientifica da svariati anni è concorde nel sostenere che il digiuno ritardi l’invecchiamento e possa determinare svariati benefici per l’organismo. Il punto è che per sperimentare questo approccio in modo sicuro è necessario soggiornare in cliniche specializzate, rinunciando quindi alla propria vita sociale e lavorativa.

Tuttavia, da qualche anno è nato un metodo alimentare che permette di sperimentare i benefici del digiuno da casa propria. Frutto di una lunga ricerca scientifica, la dieta mima-digiuno sta riscuotendo popolarità crescente negli Stati Uniti e anche in Italia.
Epoch Times ha intervistato il dottor Valter Longo, medico con dottorato di ricerca in biochimica che ricopre l’incarico di direttore al Longevity Institute presso la Univesity of Southern in California a Los Angeles e creatore di questo metodo. Il dottor Longo è anche direttore del programma di Longevità e cancro all’Istituto Firc di Oncologia molecolare di Milano.

In che cosa consiste la dieta mima-digiuno?

É una dieta frutto del risultato di decenni di lavoro di ricerche in laboratorio, che si proponevano di identificare dei metodi per ritardare l’invecchiamento, minimizzando gli effetti collaterali di altre strategie precedenti. Consiste in una serie di ingredienti, che hanno lo scopo di modificare i livelli di vari geni che regolano l’invecchiamento. È una dieta a bassi livelli di proteine e zuccheri, alti livelli di certi tipi di grassi e carboidrati complessi. Ma ogni ingrediente è selezionato per una specifica ragione.

È un metodo che viene utilizzato per soli cinque giorni ogni 1/6 mesi. Non è quindi una dieta. Nel libro parlo anche della dieta giornaliera da seguire, ma la dieta mima-digiuno viene fatta sotto supervisione medica o di un nutrizionista.

Che differenza esiste rispetto a una dieta ipocalorica?

Non è una dieta ipocalorica comunemente intesa, dato che non si segue per mesi come le diete tradizionali. È risaputo che le diete ipocaloriche non funzionano, ma innescano una serie di effetti collaterali che nel 95 per cento dei casi diventano ingestibili. Anche se una persona segue una dieta ipocalorica per perdere peso, solitamente riprende tutto il peso che ha perso.

La mima-digiuno è invece basata su quello che io chiamo ‘nutritecnologia’, ossia su una specifica connessione tra ogni ingrediente e una serie di geni. Per esempio alcuni amminoacidi regolano il livello del fattore di crescita, il cosiddetto Igf-1. Questi amminoacidi vengono tenuti bassi nella mima-digiuno, proprio per innescare certi cambiamenti.

E quale differenza esiste con il digiuno?

La differenza è enorme poiché il digiuno in senso stretto significa l’assenza di cibo. Nella dieta mima digiuno, si assumono invece 1.100 calorie durante il primo giorno, mentre dal secondo al quinto 750/800. È come avere un farmaco, un qualcosa che permette di essere a digiuno senza rischiare i suoi problemi tipici e sperimentarne gli effetti collaterali: ipotensione, ipoglicemia, calcoli alla colecisti, svenimenti.
Inoltre, la differenza è che il digiuno a sola acqua viene fatto in alcune cliniche specializzate con staff medico. Ma non può e non deve essere provato all’esterno di queste strutture. Si può fare per esempio per un giorno, ma oltre diventa pericoloso.

La dieta mima digiuno è adatta a tutti?

Innanzitutto è importante affermare che non va improvvisata. Dico a tutti che va provata solo attraverso il kit che è stato clinicamente testato. Come ho già annunciato nel libro, non ci guadagno niente però abbiamo capito che anche dando l’abilità a nutrizionisti o medici di fare una dieta mima-digiuno, mettevamo i pazienti a rischio. Pertanto, ora riteniamo che vada seguito quello che è stato testato clinicamente. Esattamente come un farmaco.

Può essere provata dai 20 a 70 anni. Non è indicata per persone anoressiche, donne in gravidanza e diabetici. Inoltre, in presenza di malattie si deve ricevere l’autorizzazione del proprio medico. In genere la dieta mima-digiuno può provocare problemi quando viene abbinata con i farmaci poiché tende a creare rari effetti collaterali.

Come mai dai 20 ai 70 anni?

Prima dei vent’anni non è stata testata. Sospettiamo che in effetti potrebbe rivelarsi una delle migliori strategie per l’obesità infantile. La sua fase di test è in corso di discussione presso vari ospedali, ma attualmente non possiamo pronunciarci. Dopo i 70 anni, la dieta mima-digiuno deve essere modificata: l’ipocaloria non va bene poiché non vogliamo spingere i pazienti in una condizione di debolezza, dal momento che spesso hanno già perso peso.

Può essere utile per sportivi e atleti?

Penso che siano la categoria di persone che la stanno utilizzando maggiormente. Questo perché determina una perdita di massa grassa senza diminuzione dei muscoli o con minima perdita. E poi sospettiamo che si crei una rigenerazione muscolare ogni volta che si compie un ciclo mima-digiuno. Nei topi, abbiamo già mostrato che l’alternanza di un ciclo mima-digiuno con l’alimentazione normale innesca la rigenerazione di diversi sistemi. Adesso testeremo questo nell’uomo.

Valter Longo, ideatore della dieta mima-digiuno (Pubblico dominio)

Sono quindi sufficienti cinque giorni?

Sì, una volta al mese per le persone con colesterolo alto, trigliceridi elevati e affette da obesità. Una volta ogni sei mesi per chi è sportivo e mangia sano.

I cibi vengono mangiati secondo tempi prestabiliti?

Con la mima-digiuno abbiamo abbiamo cercato di fare in modo che le persone mangiassero in base alle loro abitudini. Pertanto esistono i canonici pasti della colazione, pranzo, cena e uno snack.

Una volta letto il suo libro, si può provare in autonomia questa dieta?

Il testo aiuta a comprendere le motivazioni che stanno alla base di questo metodo. Ma nel libro ho detto chiaramente di non seguire questa dieta da soli poiché può essere molto pericolosa.

In futuro in quale direzione si muoverà la ricerca per quanto riguarda questa dieta?

Abbiamo appena pubblicato l’effetto nei topi affetti da diabeti di tipo I e II e nelle cellule umane. Adesso continueremo sperimentare questa dieta su varie malattie, tra cui quelle cognitive, e anche sulla funzione normale.



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