Sfida per Boeing e Airbus, i cinesi fanno i loro aerei

L’aereo di linea Comac C919, presentato a Shanghai il 2 novembre 2015 (foto: VCG/VCG via Getty Images).

Il costruttore del primo aereo prodotto in Cina ha recentemente concluso un accordo commerciale di oltre un miliardo di euro che gli permette di affermarsi e inserirsi in un ricco mercato globale.
La Comac (Commercial Aircraft Corporation of China Ltd.) la scorsa settimana ha infatti firmato un ordine di vendita per 60 dei suoi aerei regionali ARJ21-700 alla China Aircraft Leasing Group (Calc) in un’operazione valutata quasi due miliardi di euro. L’accordo, chiuso durante l’annuale Farnborough International Airshow in Gran Bretagna, è stato il maggior ordine singolo mai ricevuto dalla Comac.

I velivoli saranno consegnati nell’arco di cinque anni, e la Calc li affitterà a un’aerolinea indonesiana il cui nome non è stato ancora divulgato, ma nella quale la Friedman Pacific Asset Management SA (investitore della Calc) ha a sua volta previsto di investire.
La Calc ha attualmente più di un centinaio di aerei nella sua flotta, la maggior parte prodotti dai principali costruttori, come Airbus e Boeing. L’ARJ21 sarà il primo aereo di fabbricazione cinese a entrare in servizio all’estero.

I PRIMI AEREI DI LINEA DI FABBRICAZIONE CINESE

Dopo un ritardo di dieci anni a causa di problemi tecnici, l’ARJ21 finalmente ha intrapreso il suo volo inaugurale lo scorso mese (grazie al cliente Chengdu Airlines) diventando così il primo jet sviluppato in Cina a entrare in servizio su rotta commerciale. L’aereo può trasportare fino a 90 passeggeri ed è concepito per competere con leader di mercato quali la brasiliana Embraer SA e la canadese Bombardier.

La società di proprietà statale ha anche un altro jet in fase di sviluppo, il C919, un aereo di grandi dimensioni destinato a competere contro il Boeing 737 e l’Airbus A320.

L’ARJ21 della Comac è parte dello sforzo cinese in atto per lo sviluppo di un’industria aeronautica civile locale, con l’obiettivo di servire come base di partenza nel competitivo mercato globale degli aerei, che supera i 2 miliardi e mezzo di euro.
Nella sua ultima previsione annuale, Boeing stima che la domanda globale raggiungerà quasi 40 mila nuovi aerei nei prossimi 20 anni, la maggior parte dei quali sono del tipo a corridoio singolo, simili a quelli in fase di sviluppo della Comac.

La Cina non è l’unica a battere i leader di mercato a livello mondiale. L’Irkut, una filiale della statale russa United Aircraft Corporation, ha lanciato il mese scorso il suo MC-21, un aereo a corridoio singolo che finora ha raccolto 175 ordini, per lo più da compagnie aeree interne russe.

TECNOLOGIA COPIATA: SPIONAGGIO INDUSTRIALE E FURTO DI IDEE

Pechino da tempo guarda con invidia al duopolio di mercato Boeing-Airbus. Secondo il giornale di regime China Daily, la Cina prevede di strappare il 5 per cento del mercato nazionale a Boeing e Airbus entro il 2020.

Prima dell’ARJ21, l’unico aereo di linea cinese era lo Xian Y-7, prodotto fra gli anni ’70 e ’80. L’Y-7 era una copia esatta del russo Antonov An-24 le cui tecnologie risalivano alla guerra di Corea.

Oggi le ambizioni della Cina nel mercato aereo commerciale mondiale poggiano interamente sulle ali dell’ARJ21 e del C919. Ma, mentre la Comac si prepara a entrare sul mercato globale, non può sfuggire alle insinuazioni su Pechino che hanno accompagnato lo sviluppo dell’ARJ21: retroingegneria e spionaggio industriale.

A differenza di altri settori, come automobili e treni, in cui le imprese cinesi ricevono il trasferimento di tecnologia dal governo (che la ottiene dai suoi partner esteri), il settore dell’aviazione cinese non ha ricevuto alcun aiuto, poiché è considerato un mercato di gran lunga più sensibile sul piano militare.

Secondo la pubblicazione industriale Aviation Week, la progettazione iniziale dell’ARJ21 era basata su quella del McDonnell Douglas MD-80, prodotto localmente presso le strutture di Shanghai dell’Aviation Industry Corporation of China (Avic), che in seguito ha ceduto la sua fabbrica alla Comac.

Per lo sviluppo dell’ARJ21 ci sono voluti 14 anni: un periodo di lavoro afflitto da un calvario molteplici ritardi, derivanti da problemi di progettazione delle ali dovuti a inesperienza e da problemi di elettronica.
Durante lo sviluppo sia dell’ARJ21 che del C919, i funzionari della Comac hanno manifestato ufficialmente la loro preoccupazione per i costanti ostacoli che permettevano ai loro concorrenti stranieri come la Boeing e l’Embraer di completare velivoli più avanzati ed efficienti, che rendevano obsoleti i progetti della Comac.

I ritardi hanno richiesto numerosi processi di ri-lavorazione, cosa difficile per qualsiasi produttore, per non parlare di una società inesperta e al suo primo prodotto. Per quanto riguarda le difficoltà della Comac, «i produttori cinesi non hanno alcuna esperienza nella costruzione di simili aeromobili commerciali e devono cercare nuove [per loro, ndr] soluzioni per tutti i problemi che incontrano» spiega Li Xiaojin, docente all’Università di Aviazione Civile della Cina, citato nel rapporto del 2014 sullo spionaggio industriale cinese realizzato dall’Istituto per la strategia, la politica, la sicurezza e la consulenza economica di Berlino.

Le circostanze e le difficoltà della Comac la rendono un’ottima candidata al furto di tecnologie e progetti. E il sistematico furto di tecnologia straniera cinese è d’altronde da lungo tempo indagato e documentato da Epoch Times.

La Comac mantiene uno stretto rapporto di lavoro con l’Avic, che sviluppa jet militari da combattimento, bombardieri nucleari e quasi il 90 per cento dei sistemi militari della Cina. Il nuovo aereo da caccia segreto dell’Avic, il J-20, presumibilmente – secondo il ministero della Difesa degli Stati Uniti – utilizza tecnologie rubate dal caccia Lockheed Martin F-35 Joint Strike Fighter, ottenute dall’unità militare cinese cibernetica Reconnaissance Technical Bureau della provincia del Chengdu.

I casi di spionaggio cinese contro aziende aerospaziali e di difesa estere sono numerosi. Nel mese di marzo, il sinocanadese Su Bin ha diretto un team di hacker cinesi a rubare più di 630 mila documenti della Boeing legati allo sviluppo del velivolo di trasporto C-17, dei jet F-35 e F-22 e di altri progetti.

Per ora l’ARJ21 non ha ancora ricevuto l’approvazione dall’autorità dell’aviazione degli Stati Uniti, che limita l’entrata nel proprio mercato delle società aeronautiche (commerciali e industriali) statali cinesi. Ma se gli aerei della Comac dimostreranno di essere efficienti, affidabili, poco costosi e soprattutto sicuri, Boeing e Airbus dovranno iniziare a preoccuparsi.

 

Articolo in inglese: China’s Comac Sets Sights on Boeing, Airbus

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