La Cina vuole superare gli Usa nei trapianti d’organi, ma ancora non si parla di diritti umani

A Kunming, nella provincia cinese dello Yunnan si è tenuta una grande conferenza sui trapianti di organi. Le autorità di Pechino hanno annunciato di avere attualmente circa 300 mila donatori registrati e di poter superare entro il 2020 gli Stati Uniti nei trapianti di organi.

Secondo il dottor Torsten Trey, presidente dell’Associazione internazionale di medici Dafoh, Doctors Against Forced Organ Harvesting, (Dottori Contro il Prelievo Forzato di Organi) i proclami della Cina riguardanti il notevole aumento di donazioni e di trapianti hanno suscitato un forte allarme. Il Dr Trey intervistato recentemente da Epoch Times ha esposto le sue preoccupazioni sulla trasparenza del sistema dei trapianti cinese, indicando la possibilità che siano in corso degli abusi.

La Cina ha annunciato di avere circa 300 mila donatori registrati e dichiara di aver recentemente riformato con successo il suo sistema di donazioni degli organi. Lei trova che queste dichiarazioni siano credibili?

Negli Stati Uniti ci sono voluti circa venti anni per creare un sistema di donazioni. La Cina, in termini di donazioni, ha ancora un ambiante molto conservatore, più conservatore anche rispetto ai tradizionalisti statunitensi; in altre parole, i cinesi sono generalmente contro la donazione degli organi. Inoltre nel particolare caso della Cina ci sono anche ulteriori ostacoli rispetto agli Stati Uniti, come per esempio la normativa che prevede che se anche un solo membro della famiglia rifiuti la donazione dell’organo da un parente deceduto, l’espianto non possa essere effettuato. Un altro ostacolo consiste nel fatto, ovvio, che una volta registrata, la persona, di norma non viene a mancare ‘con esattezza’ nell’arco di due/tre anni dopo la registrazione.

Lo sviluppo di un volontario e libero sistema di donazioni richiede tempo, uno sviluppo veloce significa piuttosto che il sistema non sta crescendo spontaneamente. Inoltre c’è ancora una questione: da dove provengono gli organi?

Quali sono gli standard per determinare se un sistema di trapianti di organi è trasparente e credibile? In che modo il sistema cinese è differente da quello degli Stati Uniti o di quello di altri Paesi?

Trasparenza e tracciabilità dei donatori degli organi sono i criteri di valutazione dettati dai principi guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per i trapianti (Dichiarazione di Istanbul del 2008 sui Principi Guida per trapianti di cellule, tessuti e organi). Senza trasparenza, la medicina dei trapianti cammina in uno stretto sentiero dove l’illegalità può sconvolgere i veri principi della pratica medica: si presuppone che la medicina salvi delle vite, e non danneggi nessuno; questo è ancor più vero nella medicina dei trapianti, in cui una persona, per potersi curare, dipende dagli organi di un’altra. Se l’organo trapiantato è procurato in modo non etico, in modo che la vita del donatore sia messa a repentaglio o il donatore venga addirittura ucciso, la missione della medicina è violata nei suoi stessi principi base. Trasparenza e tracciabilità sono i requisiti minimi per prevenire che avvengano tali abusi.

Affinché si possa verificare che il sistema di donazione e di trapianto segua le linee guida del Oms un esaminatore esterno deve poter chiedere, in qualsiasi momento e per qualsiasi organo, la provenienza, chi sono i parenti, chi è il donatore, quale è stata la causa della morte, se era volontario, e se ci fosse stato il libero ed informato consenso. Questa è la prassi comune in tutti i paesi occidentali.

In Cina assistiamo all’opposto: non è aperto l’accesso ad esaminatori esterni, eccetto forse per gli esaminatori di parte, o non si da il permesso agli esaminatori che sono consapevoli di dover rendere conto agli investigatori indipendenti.

Come è riuscita la Cina a sfuggire all’esame accurato di un’indagine indipendente? E questo cosa implica?

Le indagini richiedono la possibilità di accesso al territorio. La Cina ha il controllo assoluto del suo suolo, decide chi può entrare e chi no. Il miglior esempio lo si vede nel mondo degli affari: se una azienda vuole produrre in Cina, deve collaborare con una azienda cinese e deve rivelare la sua tecnologia. Io ritengo che questo sia senza precedenti in altri Paesi. Al livello superficie sembra solo un problema di privacy di territorio internazionale, ma a livello più profondo è censura su chi può entrare nel Paese.

Lo stesso è nel campo che riguarda i trapianti: le uniche organizzazioni e dottori che sono invitati e a cui è garantito l’accesso alle ispezioni dei centri di trapianto, sono quelli che hanno dimostrato, nel corso di vari anni, di scrivere sempre in maniera pro-Cina.  Questa è il tipo di censura che viene applicata agli esami rigorosi che dovrebbero essere eseguiti per verificare la trasparenza dei trapianti; così come fa per gli affari, in questo modo la Cina si garantisce che non ci saranno questioni o indagini problematiche e sconvenienti. Solo alle compagnie, così come ai dottori che si attengono alla censura del governo, è permesso l’accesso al Paese.
In altre parole, selezionando chi può avere accesso al Paese, le indagini veramente indipendenti sono sistematicamente prevenute ed evitate. Se la Cina vuole davvero aprirsi alla trasparenza, deve garantire il permesso di esprimere critiche reali, come quelle di coloro che chiedono dei veri esami di scrutinio direttamente sul territorio. Le intenzioni sottese a queste ispezioni pseudo-indipendenti, fanno parte di una strategia volta ad ingannare la comunità internazionale.

Come ha fatto Huang Jiefu, ex ministro della salute cinese e portavoce del settore dei trapianti d’organi in Cina, a rispondere alle accuse internazionali secondo le quali molti degli organi in Cina sono stati prelevati dai prigionieri di coscienza, per la maggior parte dai praticanti del Falun Gong? Perché Huang ha risposto con «sono senza senso»?

Nel febbraio 2017, durante la visita in Vaticano a Roma [per un convegno indetto dalla Santa Sede sul traffico di organi ndt], Huang Jiefu ha semplicemente risposto che le accuse sul numero di vittime del Falun Gong erano «senza senso». Oltre l’affermare che fossero «senza senso» non c’è stata nessuna dichiarazione utile ad allontanare i sospetti degli investigatori, o a fornire dati e prove che smentiscano le accuse.

Considerato che le critiche internazionali sono proseguite ininterrotte per ben undici anni, dovrebbe essere ovvio per la Cina lasciare entrare nel Paese gli investigatori per indagare. È davvero sorprendente che la Cina sopporti e subisca tali critiche, invece di confutare le accuse permettendo ispezioni internazionali.

Ci sono libri pieni di fatti e prove evidenti, centinaia di pagine, con innumerevoli testimonianze di praticanti del Falun Gong eccetera. Rigettare tutte queste prove con due sole parole «senza senso», è assolutamente inadeguato. Tuttavia, a un certo livello, la sua risposta non fa che avvalorare le accuse e provare che le testimonianze sono vere, perché in sostanza Huang Jiefu non era in grado ribattere all’accusa a cui era sottoposto, perché non aveva prove a dimostrazione del contrario.

Trenta leader stranieri di associazioni di trapianti di organi, hanno partecipato alla recente conferenza sui trapianti tenutasi a Kunming, ma i media cinesi hanno riportato solo gli interventi degli esperti internazionali che hanno plaudito alle riforme del sistema di trapianti d’organi cinese. Cose vorrebbe dire loro?

Sarebbe encomiabile se la Cina o qualsiasi altro Paese facesse delle autentiche riforme in questo campo che incontrino gli standard etici, ma è un errore fatale applaudire tali riforme se esse servono solo a coprire ancora più gravi crimini contro l’Umanità. In questo caso le presunte riforme non possono essere considerate riforme, ma metodi o manovre per sviare i dottori occidentali, e coprire i prelievi forzati di organi che stanno avendo luogo in Cina. Se le riforme vengono lodate, mentre il prelievo forzato di organi dai praticanti del Falun Gong e da altri prigionieri di coscienza, continua a essere occultato, ci troviamo in una situazione sconcertante in cui mentre risuonano gli applausi, persone inermi vengono uccise per i loro organi.

Come rappresentante di un’organizzazione di medici internazionale, una persona deve avere la responsabilità di considerare innanzitutto le vittime. Le riforme sono buone, ma la vita delle potenziali vittime dei prelievi forzati di organi è la prima cosa che deve essere garantita.
Puoi garantire che nessun prigioniero di coscienza sia stato ucciso? Se puoi garantirlo allora ti è consentito applaudire. Ma se non puoi garantire che neanche un singolo praticante del Falun Gong sia stato costretto a subire un prelievo forzato di organi, ovunque in Cina, allora evita le lodi e mantieni fermo il punto delle indagini. Ogni comportamento diverso da questo è irresponsabile e immaturo.

In un’intervista con il Global Times, un giornale dipendente e portavoce del Partito Comunista Cinese, Huang Jiefu ha dichiarato che la Cina non è stato il primo Paese a usare i prigionieri di coscienza come fonte per gli organi.

Huang ha insinuato che sia stata l’America a inventare la pratica di usare i prigionieri di coscienza come fonte di approvvigionamento di organi; in quella intervista ha anche suggerito che gli Stati Uniti sono «il Paese più “sfrenato” nel traffico di organi del mondo». Questo ovviamente non è vero, ed è anche un’accusa vergognosa, visto che molti dei dottori che lo supportano per la maggior parte sono statunitensi. Curiosamente, questa intervista è uscita solo in un giornale cinese. E probabilmente anche in Occidente si sa poco di come il signor Hunag Jiefu parli dei sui colleghi occidentali.

Al di la di questioni storiche su chi sia ‘il primo’, non ci sono assolutamente dubbi – in termini di numeri e di approccio sistematico – che sia la Cina il peggior criminale, considerato che ha ucciso negli ultimi vent’anni centinaia di migliaia di persone per i loro organi.

Articolo in inglese. China Plans to Surpass US in Organ Transplants, but Are the Claims Credible?

Traduzione di Fabio Cotroneo



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