La Cina riorganizza l’esercito, controllo più diretto del Partito

Soldati cinesi sui carri armati passano in Piazza Tiananmen durante una parata militare a Pechino, il 3 settembre 2015. (Kevin Frayer/Getty Images)

Entro la fine del 2015 l’Esercito cinese subirà una riforma importante nella sua struttura, stando a quanto hanno rivelato alcune fonti anonime al South China Morning Post. La riforma, che è in preparazione da diversi mesi, mira ad accrescere la professionalità dell’armata sul modello degli eserciti occidentali, e allo stesso tempo vuole mantenere e consolidare il controllo del Partito Comunista.

Questi cambiamenti istituzionali, attuati grazie al rafforzamento dell’autorità di Xi Jinping, rappresentano l’ultima prova del rapporto, spesso burrascoso, tra Partito ed Esercito. La ristrutturazione include cambiamenti di personale e tagli alle dimensioni dei reparti; inoltre intende enfatizzare il ruolo importante delle forze aeree e navali dell’Esercito di Liberazione del Popolo che, rispetto alle forze di terra, hanno storicamente occupato una posizione di secondo piano.

Le due fonti hanno riferito al South China Morning Post che le sette regioni militari «obsolete» saranno sostituite da cinque comandi regionali – Nord, Sud, Est, Ovest e una zona di combattimento centrale che, secondo quanto ha rivelato una delle fonti, avrà sede a Pechino. «La sede della zona di combattimento centrale sarà probabilmente a Pechino, poiché la capitale è anche il centrale nevralgico amministrativo e militare della Cina», ha precisato la fonte.

L’attuale sistema, composto da sette comandi, viene giudicato eccessivamente centralizzato, è ritenuto problematico per il controllo del Partito e, in un editoriale pubblicato recentemente su un giornale dell’Esercito di Liberazione del Popolo, è stato criticato come obsoleto. Con la nuova strutturazione, la Commissione Militare Centrale, l’agenzia con cui il Partito Comunista controlla l’esercito cinese, andrebbe a esercitare la propria autorità in modo più diretto. E a tal fine, il South China Morning Post ha scritto che sono già state istituite nuove commissioni e creati nuovi dipartimenti.

Storicamente il Partito e l’Esercito di Liberazione del Popolo hanno avuto un rapporto complicato e talvolta spietato, a causa della volontà passata di dominare la scena politica. A tal proposito è noto come Mao Zedong, che affermava che «il Partito controlla la pistola», abbia purgato i membri delle forze armate in numerose occasioni, e senza escludere anche i funzionari che avevano seguito le sue precedenti direttive.

In seguito, sotto l’ex leader del Partito Jiang Zemin, l’esercito e i suoi ufficiali erano stati coinvolti in un imponente giro di corruzione: comandanti del calibro di Xu Caihou e Guo Boxiong, che avevano giurato fedeltà personale nei confronti di Jiang, hanno abusato del loro potere e, nel corso di questi ultimi due anni in cui Xi Jinping ha preso il potere, entrambi i generali e altri funzionari sono stati spazzati via da un’epurazione di massa attuata a differenti livelli.

Ma nella riforma di Xi probabilmente sono coinvolti anche legami personali: nel mese di ottobre, alcune fonti hanno dichiarato al South China Morning Post che il generale Zhang Youxia, alleato di Xi Jinping, costituiva un probabile candidato per la carica di vice presidente della Commissione Militare Centrale. È noto che i rispettivi padri di Xi e Zhang siano stati compagni ufficiali delle forze comuniste, durante la guerra civile cinese che nel 1940 ha portato il Partito al potere.


Per saperne di più:


Articolo in inglese: ‘China Sets End-of-Year Deadline for Military Restructuring

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