La Cina incolpa la Fed per la caduta delle borse

Un trader cinese osserva i codici di compranvendita in un centro di intermediazione di Pechino, il 27 agosto 2015. (Kevin Frayer/Getty Images)

Quando i tempi sono buoni, non c’è motivo di puntare il dito contro qualcuno. Ma quando le cose si mettono male, a volte si accusano persone e istituzioni.

Un funzionario anonimo della Banca centrale cinese ha accusato la Fed di aver provocato la volatilità delle borse in questa settimana. «Non si può incolpare la svalutazione dello yuan per le turbolenze del mercato globale», ha detto il funzionario a Reuters, aggiungendo che la Fed dovrebbe ritardare il rialzo dei tassi d’interesse, previsto per settembre. Di solito certe dichiarazioni della Cina possono essere respinte piuttosto facilmente, ma in questo caso il banchiere centrale potrebbe non avere tutti i torti.

Da quando la Fed ha concluso la sua politica di quantitative easing a fine 2014, si è verificata una grave carenza globale di dollari. Questo ha portato la Banca centrale della Cina a svalutare lo yuan del 3 per cento a metà agosto. Di conseguenza sono iniziati i famigerati carry trade; gli speculatori hanno preso a prestito i dollari per investirli in valute dal rendimento superiore, come ad esempio lo yuan. I dollari sono poi diminuiti e gli speculatori hanno ritirato i fondi dal Brasile, dalla Turchia e anche dalla Cina, per riportarli nel mercato finanziario cinese. Lo yuan è stato messo quindi sotto pressione e la Banca popolare della Cina ha dovuto vendere le riserve in valuta estera (317 miliardi di dollari dallo scorso agosto) per mantenere la valuta stabile.

Ecco un video (in inglese) che spiega come funziona il carry trade:

Dopo che la Fed ha affermato che avrebbe alzato i tassi d’interesse per quest’anno, il flusso inverso di dollari ha costretto la Banca popolare della Cina a una perdita di valuta, sebbene in misura contenuta. Siccome i trader devono ritornare a una condizione di normalità, spesso associata a perdite, hanno ripagato da poco i loro prestiti e rimangono in disparte. Questo ha portato negli ultimi giorni a una fase di mercato ‘risk-off’, caratterizzata da avversione al rischio.

Quindi la Fed, almeno in parte, è responsabile. Ma la Cina non è esente da colpe. La distensione dovuta al carry trade è stata così forte perché la Cina non gestiva bene la sua economia da tanto tempo, con conseguenti bolle nel settore immobiliare e crollo delle Borse. Inoltre la Cina ha continuato a fare dei micro aggiustamenti al proprio tasso di cambio, accumulando una pericolosa quantità di riserve in valuta estera, che ora stanno tornando a perseguitarla.

        Per saperne di più:

Articolo in inglese: ‘China Blames Fed for Stock Market Rout

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