McAfee: la tecnologia cancella privacy e libertà

Il programmatore britannico John McAfee nella sede centrale di Epoch Times a New York, il 16 novembre 2016. (Benjamin Chasteen/Epoch Times)

NEW YORK — John McAfee, creatore nel 1987 del primo antivirus al mondo (Viruscan) e salito nel 2012 agli onori della cronaca per una fuga in Belize, ha condiviso con Epoch Times le sue idee sulla privacy, e su come essa stia lentamente morendo a causa della tecnologia, portandosi nella tomba anche le libertà fondamentali.

«La gente non comprende la verità fondamentale alla base della privacy – ha dichiarato il fondatore di McAfee Associates – Ai governi, alle compagnie telefoniche e a Google fa piacere che noi crediamo che se non abbiamo nulla da nascondere, allora non abbiamo nulla da temere. Questa è una visione straordinariamente ingenua della privacy».
Se una persona va a fare la spesa e incontra un nuovo commesso – si domanda McAfee – gli racconta tutti i dettagli di quello che ha fatto la sera precedente, o i suoi problemi bancari o dell’ipoteca sulla casa?

«Abbiamo una struttura sociale, un ordine e un processo per queste interazioni, e implicano una gamma di scelte molto limitata», afferma McAfee. In altre parole, esistono diversi livelli di fiducia per ogni persona, ed è proprio questo livello di fiducia che determina il genere e la quantità di informazioni personali comunicate.
Secondo McAfee, la privacy è stata creata in base a «azioni e decisioni costanti, che ognuno di noi compie migliaia di volte al giorno»: è come «il collante che tiene unita la nostra società».
Se tutti noi raccontassimo ogni dettaglio di noi stessi ? le nostre azioni buone e cattive, tutte le nostre opinioni politiche, i nostri pensieri e opinioni ? non risalterebbero più le nostre somiglianze, ma le nostre differenze.
Secondo McAfee la razza umana tende a essere tanto moralista quanto amorevole. Se la gente venisse a conoscenza dei misfatti, dei tradimenti e dei cattivi pensieri di tutte le persone attorno, questo potrebbe causare disordini in strada: infatti «sono le caratteristiche negative che richiedono privacy, al fine di avere una società ben funzionante».

L’idea secondo cui condividere informazioni e idee online dovrebbe in qualche modo aiutare le persone a comprendersi meglio è fallace: «Abbiamo appena avuto degli scontri per le strade per motivi elettorali. Un simile dialogo è importante? No». Per quanto le persone possano scambiarsi idee sulla rete, il livello del dibattito è tutt’altro che funzionale. McAfee ritiene che la gente sia moralista e fissata sulle proprie opinioni: «Se mi piace Trump, allora non c’è niente che tu mi possa dire su Hillary Clinton che mi farà cambiare idea». La realtà, secondo il programmatore britannico, è diversa dalla visione ottimistica secondo cui condividere informazioni su noi stessi online sia in grado di colmare le differenze: «Tutti questi sogni da ‘paese dei balocchi’ sulla tecnologia, non credo saranno mai raggiunti».

Quando le persone espongono le loro idee più profonde, quelli con altri punti di vista si sentono spesso offesi. In questo caso, si arriva anche alle richieste di una censura online su punti di vista e informazioni rivali. La recente epurazione da Twitter dei commentatori politici favorevoli al movimento Alt-right [un movimento americano di destra alternativa, ndt] potrebbe costituire un precedente preoccupante.

DITTATURA DELLE INFORMAZIONI

L’idea di una sola autorità che controlla le informazioni, con la capacità di screditare idee e opinioni e censurare a piacimento, secondo McAfee porta a prospettive estremamente preoccupanti. Stiamo già vedendo questo: basti pensare a Facebook e Google che diventano entrambi ‘magazzini’ di informazioni personali e colli di bottiglia per quanto riguarda le informazioni che si possono ricevere. 

Molte persone considerano i risultati di ricerca di Google come verità assodate, ma trascurano le fonti di queste informazioni e il modo in cui Google seleziona le informazioni da mettere in cima o in fondo ai risultati. Il prossimo dittatore «non sarà un politico, un capo di Stato. Sarà il dittatore delle informazioni. Il potere più alto è quello che sceglie che cosa farvi credere, comprendere, conoscere o per che cosa farvi lottare. Chi ha questo potere? In questo momento Google».

Nella valanga infinita di informazioni, la sfida diventa distinguere il fatto dalla finzione. «Menzogna e verità non possono essere distinte se una sola persona controlla la distribuzione della verità». Qualsiasi informazione filtrata da quella persona, secondo McAfee sarà ‘colorata’ da propri pregiudizi e decisioni, indipendentemente dal genere di persona.

Il GRANDE FRATELLO NEI BIG DATA

Secondo McAfee la gente sottovaluta anche il significato che generano i loro dati. Al di là di bit e byte memorizzati su smartphone, le persone lasciano una ricchezza di informazioni dietro ogni sito che visitano e ogni acquisto online; tutto, dai commenti su Facebook alle telefonate, lascia traccia dei dati. «Ogni interazione della propria vita esiste nel mondo elettronico».

La rapida erosione della privacy e la raccolta dei dati personali da parte di aziende, sta minacciando la società in modo fondamentale: «Vedo che questo porterà in una direzione che causerà un grave crollo dell’ordine sociale». I nostri dati personali sono scambiati, usati e monitorati. Aziende come Google li usano per servirci pubblicità. Le aziende stanno usando i dati per capire i nostri comportamenti e interessi personali, mentre i governi li stanno usando per prevenire minacce o intraprendere azioni penali non appena si esce dallo steccato.

McAfee fa notare che la maggior parte dei grandi leader militari erano tali poiché potevano prevedere le azioni dei loro nemici. Oggigiorno stiamo divulgando dati che possono essere utilizzati contro di noi proprio nello stesso modo, a partire dalle nostre più elementari attività, interessi, opinioni e credenze. «L’obiettivo di ogni dittatore non è mai stato il potere assoluto. È stata piuttosto la conoscenza assoluta del popolo poiché un dittatore che sa tutto di te ? dove sei, con chi sei, quello che stai dicendo ? non sarà mai spodestato. A partire da Hitler, tutte le dittature sono andate alla ricerca di questo. È come 1984 di George Orwell, in cui la storia viene riscritta ogni giorno. Ecco l’orrore».
Quando si entra in un nuovo mondo fatto di grandi dati e perdita della privacy, esiste un potere dittatoriale senza precedenti nella storia umana, con una capacità di conoscere dettagli intricati dei suoi cittadini e modellare la loro realtà in accordo alle sue macchinazioni. «È una combinazione tra quello che il dittatore conosce sull’individuo e quello il dittatore permette all’individuo di conoscere sulla sua realtà. Siamo in piedi sul bordo di una scogliera, e stiamo perdendo l’equilibrio».

Per saperne di più:

 

Articolo in inglese: ‘John McAfee on the Erosion of Privacy and Freedom

Traduzione: Massimiliano Russano



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