Incombe la crisi del debito cinese

Larry Lang, professore di Finanza presso l’Università cinese di Hong Kong. Lang ha dichiarato che la Cina si sta rapidamente avvicinando ad una crisi economica. (Wu Lianyou/The Epoch Times)

Per anni gli economisti hanno saputo che la Cina è seduta su una pericolosa bomba: il debito. Un noto economista, Larry Lang, ha recentemente portato la cosa un passo avanti, affermando che la miccia è stata accessa ed è solo questione di tempo prima che tutto esploda.

In un vertice economico del 16 marzo in Cina, Lang ha commentato che la crisi bancaria è già cominciata e porterà ad una crisi economica in piena regola, fra non molto.

Lang ha spiegato la situazione novembre scorso, osservando che la crisi bancaria è uno dei più grandi pericoli che l’economia cinese debba affrontare, assieme allasovracapacità e all’inflazione, secondo il Lanzhou Morning Post.

Lang ha detto durante un incontro, che l’insorgenza della crisi bancaria cinese attuale è stata segnata dal prezzo azionario della Bank of Communications, precipitato sotto il valore contabile il 1° giugno 2012.

La causa della crisi bancaria complessiva risiede nei Governi locali del Paese che sono insolventi sui loro debiti. È una cosa che si è vista, da aprile dell’anno scorso, a Shanghai e nelle provincie del Sichuan e dello Yunnan.

Il sistema bancario cinese ha avuto molti problemi negli anni recenti. Tra le 16 banche elencate, 10 hanno visto i propri prezzi azionari andare sotto il valore contabile, e altre cinque ci sono andate vicino. Lang aggiunge che nessun altro Paese abbia sperimentato una situazione simile.

Mentre le banche regolari affondano nel debito, il sistema finanziario non bancario, o sistema bancario ombra, che include prestiti privati, credito corporativo e operazioni finanziarie nascoste, è anch’esso in pericolo, secondo Lang.

«Il sistema bancario ombra è il preferito da molte aziende, per i beni immobili e dai costruttori e ha prestiti per il valore di 30 mila miliardi di yuan (3744 miliardi di euro) sul mercato», ha detto Lang. Frequentemente, a causa del monopolio statale sul sistema bancario, le compagnie private non sono capaci di ottenere prestiti dalle banche, quindi si rivolgono al sistema bancario ombra, che talvolta si comporta da usuraio.

Lang ha previsto che il sistema bancario ombra presto accumulerà troppi debiti e diventerà «un’altra crisi finanziaria orribile per la Cina». Le autorità lo hanno ammesso quando Xiao Gang, capo della Banca della Cina, ad ottobre 2012 ha detto che il sistema bancario ombra pone «tremendi rischi per i sistemi bancari e finanziari cinesi».

Quasi contemporaneamente alla recente grave previsione di Lang, ci sono dei rapporti di Nomura Holdings Inc. e Jp Morgan. Entrambe le compagnie hanno avvertito gli investitori a riguardo della crisi finanziaria emergente in Cina.

Nomura ha emanato un avvertimento, dicendo che l’economia cinese sta mostrando gli stessi sintomi preoccupanti che hanno scatenato la crisi finanziaria del 2008, secondo Cnbc.

Jp Morgan ha declassato la Cina ad «underweight» (sottopeso) e ha consigliato ilribassismo contro le più grandi banche del Paese, citando preoccupazioni sulla crescita che rallenta e sull’inflazione.

«Grandi quantità di soldi sono bloccati nel mercato immobiliare e alcune piattaforme di finanziamento locale ne hanno preso in prestito grandi quantità dalle banche statali», ha detto alla radio Sound of Hope il dott. Frank Xie, docente presso la facoltà di Business Administration dell’University of South Carolina, Aiken. «Ora i guadagni del Governi locali dalle vendite dei terreni sono diminuiti in modo significativo, non possono ripagare i loro debiti. I prestiti bancari diventeranno alla fine debiti inesigibili».

Xie ha aggiunto che la crisi del debito bancario ha causato la caduta dei prezzi al di sotto del valore netto. «In effetti, le banche sono già insolventi», ha detto Xie. «In altre parole, molte banche cinesi sono pericolosamente vicine alla bancarotta».

La Cina sarà colpita in modo profondo, da una crisi bancaria — molto più dei Paesi sviluppati e democratici — ha detto Xie, aggiungendo che le autorità comuniste non avranno una via d’uscita facile.

L’immediata conseguenza della bancarotta, secondo Xie, sarà che la gente non potrà riottenere i propri depositi. «Se il regime usa la forza per impedire alle persone di ritirare il denaro, il popolo cinese probabilmente si difenderà» e potrebbe persino abbattere il regime, secondo Xie. Dall’altra parte, se il regime cerca di stampare moneta per risolvere il problema, «aumenterà l’inflazione, che è già alta». Questo causerà ulteriori scompensi economici e potrebbe, da sé, provocare agitazioni civili.

Articolo in inglese: China’s Debt Crisis Looms, Economists Say
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