Il rispetto per il maestro nella cultura tradizionale cinese

Confucio (gautier075/iStock)

Rispettare i maestri e fare tesoro della virtù sono valori fondamentali dell’etica tradizionale cinese. Nella Storia i maestri che hanno insegnato moralità, conoscenza e valori hanno insegnato alle persone i giusti modi di interagire gli uni con gli altri e con la società e sono stati esempi di virtù.

Nel Classico dei riti, uno dei cinque classici confuciani, è scritto: «Mostrando la giusta reverenza verso il proprio maestro si onora la virtù che egli incarna. Quando questo avviene, le persone sanno come avere rispetto per l’apprendimento».

Per rispettare il proprio maestro e  la virtù, gli studenti non solo devono mostrare rispetto e cortesia, ma devono anche provare sincero rispetto nel profondo del loro cuore e seguire così fedelmente gli insegnamenti che ricevono. Quelli che seguono sono alcuni esempi di come gli antichi mostravano rispetto per i loro maestri e per le loro virtù.

YIN XI ONORA LAO ZI

Yin Xi era uno studioso durante la Dinastia Zhou Occidentale (1100 a.C.-711 a.C.). Fin da quando era molto giovane era molto interessato ai libri antichi, era un esperto in astronomia e in molti altri campi.

Un giorno, mentre osservava il clima celeste, vide una polvere viola all’orizzonte orientale che non si dissipava. Per lui questo significava che un saggio stava venendo da quella direzione e sarebbe passato dal Passo Hangu. Yin Xi aveva l’incarico di aiutare la gente a superare il passo nel loro viaggio verso occidente, così ordinò alle guardie di avvisarlo immediatamente se nei giorni successivi avessero visto qualcuno dall’aspetto non ordinario. Inviò anche delle persone a pulire la strada e a bruciare incenso per prepararsi a salutare il saggio.

Alcuni giorni dopo, fu riferito a Yin Xi che un anziano dai capelli bianchi e con un aspetto divino stava viaggiando verso occidente su un bufalo e lui andò immediatamente a salutarlo. Si inginocchiò e disse: «Yin Xi, capo dell’ufficio del Passo Hangu, saluta il saggio!». L’anziano uomo rispose: «Sono semplicemente un normale cittadino. Puoi dirmi perchè stai eseguendo questo rituale straordinario?» Yin Xi spiegò: «Ho aspettato il suo arrivo per giorni, dopo aver visto dei segni che indicavano che un essere divino sarebbe arrivato presto. Spero sinceramente che Sua Aantità mi illumini».

L’anziano chiese quali segni aveva visto e Yin Xi rispose: «Nel decimo mese dell’anno scorso, la stella del Saggio si è spostata attraverso il cielo occidentale in inverno. All’inizio del mese, è passata una leggera brezza mentre un alone di polvere viola si è alzato dall’orizzonte orientale. Così ho saputo che un saggio sarebbe passato di qui viaggiando verso occidente.

«La polvere viola era così vasta che si stendeva per 10 mila miglia e questo indicava che non sarebbe stato un saggio ordinario. La polvere viola era guidata dalla stella del Bufalo, e questo mi ha detto che il saggio sarebbe giunto su un bufalo. Oggi, dopo aver visto Sua Santità con questa espressione straordinaria e trascendente, non sarei capace di esprimere a sufficienza la mia gratitudine se vorrà consigliarmi sulla mia pratica di coltivazione».

L’anziano fu contento del vedere la sincerità di Yin, il suo cuore gentile e i suoi modi cortesi e disse sorridendo: «Mi riconosci, sono il Vecchio. Anche io sapevo di te. Ti offrirò la salvezza». Yin ne fu felice e si inchinò al saggio.

Quando chiese il nome del saggio, questi disse: «Il mio nome è vasto. In questo momento il mio cognome è Li, il mio nome è Bo Yang. La gente mi chiama Lao Dan». Yin bruciò incenso, si inchinò e completò il rituale per onorare Lao Zi come suo maestro. Zi è un titolo di cortesia usato al post0 del nome.

Lao Zi si fermò brevemente al Passo Hangu, il tempo sufficiente per lasciare qualcosa che è difficile definire o descrivere, e che nella cultura tradizionale cinese è chiamato il ‘Tao’. In esso Lao Zi impartì la sua visione sull’universo, l’uomo e la società, e diede a Yin Xi un manoscritto di 5 mila parole chiamato Tao Te Ching. Yin Xi seguì le istruzioni di Lao Zi per coltivare la sua mente e il suo corpo, promosse gli insegnamenti della Scuola taoista per governare il Paese e portare beneficio al mondo e completò con successo la sua coltivazione. Da allora Yin Xi fu onorato dalle generazioni successive come Yin, l’Uomo Vero.

CONFUCIO E I SUOI DISCEPOLI

Confucio è stato un famoso pensatore, filosofo ed educatore. Secondo la leggenda ha avuto più di 3 mila studenti, 72 dei quali lo seguivano da vicino. Confucio praticava per primo i propri insegnamenti: il suo perseguimento della verità, degli ideali, dell’integrità della persona, la sua cortesia, gentilezza e umiltà, insieme alla sua lealtà e alla sua cura verso le persone ordinarie hanno ispirato i suoi studenti e le generazioni successive.

Gli studenti di Confucio lo rispettavano profondamente: lo trattavano come un padre, eseguivano le sue decisioni come se fossero le proprie, e consideravano il dedicarsi a cause onorevoli come il proposito più alto. Il suo studente Yan Hui era «contento di restare povero e di concentrarsi sulla ricerca del Tao», coltivava se stesso e seguiva strettamente gli insegnamenti del suo maestro.

Un altro suo studente, Mi Zijian, mantenne legge e ordine suonando uno strumento a corde, esprimendo la virtù attraverso la musica armoniosa e incoraggiando le persone a essere miti e a lavorare con impegno. Un altro studente ancora, Zi Xia, scrisse diversi saggi, promosse l’educazione e giudò le persone con gentilezza.

Gli studenti di Confucio lo seguivano nel suo viaggio lungo e arduo per diffondere i suoi insegnamenti in diversi paesi. Quando altri diffamavano il loro maestro, lo difendevano e confermavano il suo carattere nobile. Zi Gong sottolineò solennemente come una persona che lo offendeva mancasse di consapevolezza sulle proprie mancanze. Zeng Can lodava Confucio come una persona di grande virtù «pura come se fosse lavata dalle onde di marea del grande fiume, su cui brilla il sole autunnale, e sacra come l’universo sconfinato» e applicava le buone politiche insegnate dal suo maestro. Gli viene anche attribuita questa citazione: «Uno studioso deve avere forza e determinazione, perché porta sulle spalle una seria responsabilità e ha davanti a sé un lungo viaggio. Le sue responsabilità non saranno serie se aspira a realizzare buone politiche ovunque si trovi? Il suo viaggio non sarà lungo se deve difendere la giustizia fino all’eternità?».

L’IMPERATORE TANG TAIZONG

Imperatore Taizong della dinastia Tang è ampiamente conosciuto nella storia cinese come un governante di grande saggezza. Dedicava particolare attenzione all’educazione dei suoi figli e sceglieva con cura i loro maestri. Tra di loro c’erano uomini di grande virtù e di grande pregio come Li Gang Li, Xuansu Zhang, Wei Zheng e GuiWang. Un giorno Li Gang soffriva di un problema ai piedi che gli impediva di camminare. La corte imperiale aveva regole severe nei confronti dei funzionari, che non avevano il permesso di utilizzare carrozze portate a spalla ed erano tenuti a muoversi a piedi.

Quando l’imperatore Taizong venne a sapere dei problemi ai piedi Li Gang, gli diede il privilegio di andare in carrozza alla corte imperiale e ordinò a suo figlio di salutare il maestro quando arrivava a corte.

In un’altra occasione, l’imperatore venne a sapere che il suo quarto figlio, Li Tai, non mostrava adeguato rispetto verso il suo maestro, Wang Gui. Taizong lo rimproverò apertamente: «La prossima volta che incontri il tuo insegnante, devi essere rispettoso come lo sei nei miei confronti: anche la più piccola trasgressione non è permessa». Da allora, Li Tai si dimostrò cortese e rispettoso verso il suo maestro e anche il suo lavoro a scuola migliorò. Tutti i principi della famiglia di Taizong dovevano seguire regole severe sul rispetto dei maestri e degli insegnamenti.

L’imperatore Taizong un giorno emanò un decreto che recitava: «Ho condotto un attento studio comparativo di imperatori e re saggi. Senza eccezioni, tutti avevano grandi maestri: l’Imperatore Giallo imparò da Tai Dian, Zhuanxu imparò da Lu Tu, Yao imparò da Yin Shou , Shun imparò da Wu Chengzhao, Tang imparò da Wei Zibo, il re Wen di Zhou imparò da Ziqi e il re Wu di Zhou imparò da Guo Shu. Se uno non impara, non ha modo comprendere i principi tramandati dai tempi antichi. Nessuno che non possieda tale comprensione può governare il Paese e mantenere la pace».

Zhuanxu aveva ordinato che i suoi figli rispettassero i maestri tanto quanto rispettavano lui stesso, e incoraggiava gli insegnanti a essere diretti nel sottolineare le mancanze dei principi. La capacità degli insegnanti di adempiere alle loro grandi responsabilità era dovuta, in gran parte, alla comprensione, al sostegno e all’incoraggiamento dell’imperatore Taizong. Quando il nono figlio, Li Zhi, fu nominato principe ereditario, l’imperatore Taizong stabilì regole anche più severe per lui: doveva stare in piedi ogni volta che il maestro o il padre parlavano, e doveva ricordare a memoria le loro parole esprimendo gratitudine.

Un antico detto cinese dice che «un insegnante per un giorno è come un padre per il resto della vita». Molte storie antiche sul rispetto verso i maestri e sulla valorizzazione delle loro virtù sono state tramandate per generazioni. Queste storie sono ammirate da chi possiede senso della moralità e da chi vive secondo alti ideali: il rispetto dei maestri e la coltivazione della virtù costituiscono per l’antica cultura cinese la base della vita umana.

 

Articolo in inglese: Respecting Teachers and Cherishing Virtue

Traduzione di Veronica Melelli

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