Il regime cinese punta alla supremazia nell’intelligenza artificiale

Ke Jie, un famoso giocatore di Go 19enne, si prepara a fare una mossa contro l’intelligenza artificiale di Google AlphaGo, Wuzhen, provincia orientale cinese dello Zhejiang, 25 maggio 2017. (STR/AFP/Getty Images)

In Cina la tecnologia digitale è sempre più onnipresente. Il controllo sulla popolazione rasenta ormai livelli orwelliani, mentre il regime ha annunciato di voler diventare il leader mondiale nello sviluppo dell’intelligenza artificiale.

La tecnologia di riconoscimento facciale è infatti già in sperimentazione per i pagamenti in diversi negozi e ristoranti. E la stessa tecnologia viene utilizzata anche nel sistema di sorveglianza, che attualmente comprende ‘solo’ 20 milioni di telecamere e che il regime ha deciso di estendere all’intero territorio nazionale.

Il sistema di pagamento mobile pay per pagare tutto col cellulare è ora operativo nelle principali città cinesi, e permette di pagare un taxi, un pranzo (o persino un artista di strada) con un tocco sul proprio smartphone.

La Cina ha accolto le ultime innovazioni tecnologiche con un fervore tale da far temere agli osservatori che uno dei peggiori incubi di Orwell possa divenire presto realtà. La realtà è che il regime ha ambizioni persino più grandi.

Durante la Conferenza mondiale su internet svoltasi a Wuzhen tra il 3 e il 5 dicembre, il regime cinese ha annunciato di voler diventare il leader mondiale nel settore dell’intelligenza artificiale, secondo quanto riportato da Dw News, un giornale online vicino a le regime di Pechino.

L’amministratore delegato di Apple Tim Cook parla durante la cerimonia di apertura della IV Conferenza Mondiale su Internet a Wuzhen nella provincia cinese dello Zhejiang orientale, il 3 dicembre 2017 (AFP/Getty Images).

Citando un documento redatto dall’istituto di ricerca legato al colosso di internet Tencent, l’articolo encomia la Cina in quanto secondo paese al mondo per numero di aziende specializzate nel settore dell’intelligenza artificiale, appena un passo dietro agli Usa.

«Tuttavia per quanto riguarda l’implementazione delle tecnologie legate all’intelligenza artificiale è innegabile che la Cina stia facendo persino meglio degli Stati Uniti», l’articolo continua citando le innovazioni cinesi nel campo delle automobili senza pilota, delle case intelligenti, e nell’uso dell’intelligenza artificiale in medicina.
D’altra parte anche il sopracitato sistema di sorveglianza, chiamato Skynet, sfrutta l’intelligenza artificiale per riconoscere le caratteristiche fisiche delle persone inquadrate dalle telecamere di sorveglianza.
L’articolo conclude affermando che «nulla potrà fermare il progetto e la determinazione della Cina di diventare leader mondiale nel campo dell’intelligenza artificiale».

Nel mese di luglio il regime cinese ha inoltre pubblicato un comunicato intitolato La nuova era dello sviluppo dell’intelligenza artificiale in cui si prevede che l’industria informatica raggiungerà entro il 2030 un volume di affari complessivo di 520 miliardi di dollari, pari al 2 per cento del Pil.

Recentemente il regime di Pechino ha anche annunciato di voler investire nello sviluppo della tecnologia di rete mobile 5G. Il South China Morning Post ha scritto che la Cina mira ad acquisire almeno il 10 per cento della proprietà intellettuale della tecnologia 5G. Per quanto riguarda il 4G le aziende cinesi non sono tra le principali detentrici dei diritti, poiché sono state battute da aziende come Qualcomm, Samsung e Intel.

Un robot dotato di intelligenza artificiale, di nome ET, scrive biglietti d’auguri per il Capodanno cinese presso una sede dell’azienda cinese Alibaba, nella città di Hangzhou, provincia di Zhejiang, 16 gennaio 2017. (VCG via Getty Images)

La partecipazione di due alti funzionari del Partito comunista cinese alla conferenza di Wuzhen è la conferma che il regime sta dando molta importanza allo sviluppo tecnologico.

Wang Huning, uno dei nove membri del Comitato permanente del Politburo (il massimo organo decisionale del regime cinese) nonché capo della Segreteria del Partito Comunista Cinese, e Huang Kunming, capo del Dipartimento di propaganda del Partito Comunista Cinese, hanno presenziato alla conferenza. Questo è stato il primo grande evento a cui i due hanno partecipato dopo essere stati promossi durante il Congresso nazionale di ottobre.

Secondo quanto riportato dall’articolo del South China Morning Post, durante la conferenza Wang ha sostenuto che la Cina debba accrescere la propria influenza e guadagnare più voce in capitolo circa il funzionamento di internet nel mondo.

Gli internauti cinesi hanno fatto notare quanto sia paradossale che uno stato, che censura pesantemente internet, ospiti un importante conferenza sul tema, postando commenti pungenti su Weibo, l’equivalente cinese di Twitter.

«Le persone dietro il muro invitano le persone che ne sono fuori a condividere con loro la gestione di internet! Che senso ha?», ha scritto un utente riferendosi al ‘Grande Firewall’ che impedisce ai cittadini cinesi di collegarsi a siti come Google, Facebook, YouTube e Twitter. Un altro ha commentato che la conferenza dovrebbe essere ribattezzata «Conferenza del famoso Errore 404», il messaggio di errore che appare ogni volta che si prova a raggiungere una pagina web oscurata dalla censura cinese.

 

Articolo originale: Amid Fears of Big Brother Surveillance State, China Announces Ambition to Become Leader in AI Tech

Traduzione di Marco D’Ippolito

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