Il primo inglese della storia aveva pelle scura

Ricostruzione dell’aspetto di come appariva Cheddar Man, il ‘primo inglese’, 10 mila anni fa. National History Museum di Londra (foto: Justin Tallis/AFP/Getty Images).

Una rivoluzionaria ricerca sul Dna del più antico scheletro completo ritrovato in Inghilterra, ha rivelato che il primo uomo moderno a vivere nella terra conosciuta attualmente con il nome di Gran Bretagna, aveva pelle scura e occhi azzurri.
Secondo la Bbc, i ricercatori hanno prelevato campioni di Dna da ‘Cheddar Man’, il più antico scheletro completo ritrovato in Inghilterra, e hanno analizzato e ricostruito il genoma intero dell’individuo. Questo ha permesso di riscostruire il volto del proto-inglese, che si ritiene sia vissuto circa 10 mila anni fa.

I resti di Cheddar Man sono stati scoperti 115 anni fa nella grotta di Gough, situata nella Gola di Cheddar nella contea del Somerset. Gli scienziati ritengono che fosse alto circa 1 metro e 50, e che non avesse superato i 20 anni di età. I segni sul cranio suggeriscono una morte probabilmente violenta.

Le origini e l’aspetto di Cheddar Man sono di grande interesse per gli scienziati, perché si presume che gli inglesi di oggi siano i discendenti di antichi antenati britannici bianchi. Lo scheletro è datato infatti in un periodo non molto successivo al tempo in cui i colonizzatori, venuti dall’Europa continentale, attraversarono lo stretto d’Inghilterra per stabilirsi nel territorio, verso la fine dell’ultima era glaciale.
In precedenza, la maggior parte degli studiosi credeva che Cheddar Man avesse pelle e capelli chiari, ma il suo Dna ora rivela, senza ombra di dubbio, che gli occhi erano azzurri, la pelle era scura, tra marrone e nero, e i capelli erano neri.

Adrie (sinistra) e Alfons Kennis (destra) gli autori del modello del viso del Cheddar Man ricavato dal Dna dello scheletro di 10 mila anni fa, posano per la conferenza stampa del National History Museum di Londra tenutasi il 6 Febbraio  2018. (Justin Tallis/AFP/Getty Images)

 

La scoperta suggerisce inoltre che il gene associato alla pelle e ai capelli chiari, si dovesse essere diffuso tra le popolazioni europee molto più tardi di quello che si è supposto finora.
Tom Booth, archeologo al Natural History Museum, ha affermato che la scoperta «mostra che le categorie razziali sono davvero una costruzione mentale moderna, che sono veramente recenti e non possono essere applicate al passato».

Per effettuare l’analisi del Dna, si è dovuto compiere una perforazione di 2 mm nel cranio del fossile, per prelevare la polvere di osso; da questa è stato estratto il genoma completo dell’antico uomo britannico, che ha permesso di ricostruirne l’aspetto e lo stile di vita.
I risultati rivelano che avesse origini medio-orientali, perciò si è ipotizzato che al tempo dovesse esistere un ponte di terra che collegava il continente europeo con la Gran Bretagna.
Secondo il quotidiano Guardian, circa il 10 percento degli antenati bianchi inglesi può essere collegato ai coetanei del Cheddar Man.

Il professor Chris Stringer, capo della ricerca sulle origini umane della Natural History Museum, ha spiegato ai reporter della Bbc di aver «studiato per 40 anni lo scheletro del Cheddar Man […] per venire faccia a faccia con l’aspetto che questo individuo potrebbe aver avuto. Quella strana combinazione di capelli, viso e colore degli occhi e della pelle, è qualcosa che alcuni anni fa non potevamo neanche immaginare, eppure è quello che i dati scientifici ora mostrano».

Articolo in inglese First Modern British Man Had ‘Dark to Black’ Skin, DNA Research Shows

Traduzione Fabio Cotroneo

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