Xi Jinping e l’evoluzione della Cina

Il leader cinese Xi Jinping prima di parlare all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite presso il quartier generale dell’Onu a New York il 28 settembre 2015 (Spencer Platt/Getty Images)

A fine febbraio 2018, Xi Jinping ha compiuto tre azioni eclatanti: ha acquisito la società privata di assicurazioni AnBang, ha licenziato il consigliere di Stato Yang Jing, e ha creato il Comitato di Supervisione e Ispezione della Costituzione.
Tre passi che hanno ricevuto grande attenzione da tutto il mondo, e che sono arrivati proprio alla vigilia della doppia sessione plenaria ‘Lianghui’   ̶ tenutasi ai primi di marzo   ̶ tra i principali organi consultivi politici del Partito Comunista Cinese (la Conferenza Consultiva Politica e il Congresso Nazionale).

Gli analisti ritengono che questa serie di azioni sia legata alla riforma finanziaria voluta da Xi, che ha presentato infatti come urgente il problema del debito finanziario. Il leader assoluto del Pcc ha annunciato inoltre che la sua campagna anticorruzione (iniziata ormai da alcuni anni) sta per entrare nella fase decisiva: si avvicina sempre più ai pezzi grossi legati alla fazione e alla famiglia di Jiang Zemin (ex leader del Pcc e attuale rivale di Xi).

Recentemente, la Commissione Governativa di Regolamentazione delle Assicurazioni cinesi (Circ) ha annunciato che, per un anno, affiderà la gestione amministrativa della compagnia assicurativa AnBang alla Banca Centrale Cinese, alle autorità di regolamentazione valutaria e ad altri enti governativi. Wu Xiaohui, ex-presidente di AnBang (nonché ex marito della nipote dello storico leader del Pcc Deng Xiaoping) è stato messo pubblicamente sotto processo a Shanghai con le accuse di frode, raccolta illecita di fondi e nepotismo.
L’acquisizione di un’azienda privata in tempi talmente celeri e in modalità così palesi, è un modus operandi inconsueto per il Pcc, e sconosciuto alla storia cinese recente: questa mossa, oltre ad aver attirato l’attenzione dei media di tutto il mondo, ha anche letteralmente spiazzato le famiglie degli alti quadri e i gruppi di potere del Pcc.

Un articolo del Wall Street Journal cita in proposito le affermazioni di Scott Kennedy, esperto del Centro di Ricerca per gli Studi Strategici e Internazionali di Washington: «Il governo cinese ha assunto la gestione di una società locale in maniera così diretta; una cosa mai vista nella Storia. Si vede che il governo del Pcc si preoccupa tanto dei rischi ed è pronto a tutto pur di evitarli».
Secondo il pezzo in questione, AnBang è stata nazionalizzata. Questo significa che avrà uno stretto controllo dei rischi; queste aziende, si chiamano ‘huixiniu’ (in cinese ‘rinoceronte grigio’), termine che sottintende l’esistenza di evidenti rischi ma facili da trascurare. Di solito, queste società non vengono favorite dal governo di Xi, in quanto spesso sono controllate da amici di Jiang.

SOTTO LA PRESSIONE DI GRANDI DEBITI

Il report afferma che gli uffici dell’anticorruzione del Pcc hanno accusato AnBang, e altre aziende, di sfruttare i buchi nella regolamentazione finanziaria per fare grandi profitti, raccogliendo fondi in un mercato grigio (da qui il nome affibbiatogli di rinoceronte grigio). Adesso, sostiene il Pcc, c’è bisogno di eliminare i grandi rischi affrontando tutto il sistema finanziario con azioni di forza. Secondo le analisi del Fondo Monetario Internazionale, il 135 per cento dell’output dell’economia mondiale è costituito da debiti di aziende cinesi.
Secondo il New York Times, questa volta Xi ha mandato un segnale a tutti i grandi rivenditori cinesi (dealers), che devono tenere sotto controllo i propri debiti, altrimenti azioni simili si ripeteranno anche per altre aziende private. Tutto questo potrebbe avere un grande impatto sul resto del mondo.

PRIMO PASSO: BLOCCARE LA STRADA DEGLI INTERESSI AI GRUPPI ROSSI

Il gruppo assicurativo AnBang è stato fondato nel 2004, con un capitale registrato di 50 milioni di yuan. Negli ultimi anni, ha effettuato acquisizioni fino a raggiungere un capitale di circa 2 bilioni di yuan; possiede anche azioni delle quattordici maggiori organizzazioni finanziarie.

Wu Xiaohui, ex marito della nipote del defunto Deng Xiaoping (noto capo del Pcc che ha aperto il mercato cinese all’occidente), è a stretto contatto con diversi appartenenti a quella che viene chiamata «la seconda generazione rossa» (figli dei primi comunisti, i personaggi influenti che hanno costruito la Cina comunista).
Shi Zangshan, studioso di questioni cinesi di Washington, ritiene che cambiare la gestione di AnBang, e processare Wu Xiaohui, possa servire a «dare una lezione alla seconda e terza generazioni rossa», e questo dimostra anche che l’industria finanziaria cinese ha assistito a qualcosa di importante. Ha affermato: «Questo tipo di compagnie chiede prestiti alle banche cinesi e, tramite acquisizioni estere, trasferiscono i soldi all’estero. Gli importi dei prestiti sono talmente alti che potrebbero letteralmente svuotare le banche e le assicurazioni. Le crisi finanziarie sono crisi dei debiti, quando si rompe un anello della catena, tutti ne sono influenzati, quindi nessun anello si deve spezzare: per il governo cinese, questa è la cosa più rilevante e urgente».

Zhang Lifan, storico di Pechino, ritiene che Wu Xiaohui rappresenti i faccendieri (in cinese «guanti bianchi») di numerose famiglie d’élite, portarlo davanti alla Corte serve a «intimorire le seconde generazioni rosse» e i loro gruppi d’interesse. Xi, servendosi della Commissione Governativa di Regolamentazione delle Assicurazioni cinesi per la gestione di AnBang, è in grado di bloccare la strada ai profitti per i relativi gruppi d’interesse. In questo modo può indebolire il potere finanziario di chi gli oppone resistenza.

SECONDO PASSO: PROCESSARE WU XIAOHUI A SHANGAI PER COLPIRE LA FAMIGLIA DI JIANG ZEMIN

Il denaro e la rete di profitti dietro Wu Xiaohui, sono strettamente collegati alla famiglia di Jiang Zemin. L’anno scorso, i media ufficiali del Pcc hanno pubblicato più volte articoli su AnBang, riferendo della stretta relazione tra quest’ultimo e la Shanghai Automotive Industry Corporation (Saic). Infatti, il gruppo assicurativo AnBang è stato fondato da sette aziende, una delle quali è la Saic. A quel tempo il direttore generale di Saic, Hu Maoyuan, era anche il primo presidente di AnBang Property & Casualty Insurance Company Ltd.

La Saic è considerata il nido di Jiang Mianheng, figlio di Jiang Zemin. Secondo dati pubblici, Saic è una delle holding della Shanghai Alliance Investment Ltd, che è stata fondata da Jiang Mianheng nel 1994, che è presidente e rappresentante legale della stessa, nonché direttore del Consiglio di Amministrazione della Saic.
Secondo l’opinionista politico Chen Simin, questa volta hanno processato Wu Xiaohui a Shanghai per intimorire la «famiglia rossa», che da quella città esercita il suo controllo, e collegare così il caso direttamente con Jiang Mianheng.
Inoltre, alcune fonti hanno riferito a questo giornale che sia Wu Xiaohui che Xiao Jianhua (fondatore di Tomorrow Holding, azienda informatica anch’essa schiacciata dalla campagna anticorruzione di Xi), sono entrambi faccendieri, o ‘guanti bianchi’, della famiglia di Zeng Qinghong. Hanno usato diversi stratagemmi finanziari per trasferire capitali e ‘lavare’ soldi sporchi per la fazione di Jiang e, contemporaneamente, grazie alle posizioni di prestigio   ̶  che hanno permesso loro di comparire tra gli uomini più ricchi del mondo   ̶  hanno agito come spie che ammaliano e corrompono importanti politici occidentali tramite il ‘business’.

Xiao Jianhua aveva legami con Yang Jing, già caduto in disgrazia. Il giorno dopo l’annuncio del processo a Wu Xiaohui, Yang Jing   ̶  segretario del Comitato Centrale del Pcc, nonchè Consigliere di Stato e Segretario Generale del Consiglio di Stato   ̶  è finito sotto indagine per «gravi questioni disciplinari» ed è stato degradato a mansioni più basse di livello ministeriale.
Yang Jing era considerato un personaggio dal potere piuttosto solido, essendo in rapporti molto confidenziali con Li Keqiang (pupillo dell’ex segratario generale del Pcc Hu Jintao). Tuttavia, le indagini hanno rivelato che «da lungo tempo, Yang aveva rapporti d’affari con aziende illegali e personaggi noti per i traffici illegali. Usava il potere e la carica per influenzare azioni illecite che gli fruttavano enormi guadagni; anche i suoi parenti hanno accettato tangenti».

Secondo la stampa di Hong Kong, il caso di Yang Jing è collegato a quello di Xiao Jianhua, costretto dalle autorità di Pechino a tornare in Cina, per collaborare alle indagini da cui è emerso il nome di Yang Jing.
Yang Jing è di etnia mongola, e ha lavorato per trent’anni per il governo nella gestione della Regione Autonoma della Mongolia Interna, con l’incarico di presidente. Ha creato un’enorme rete di amicizie, legami e clientelismo tra uomini d’affari e politici, grazie alla famiglia della moglie Zhou Hongwen.
Stando agli organi di propaganda cinesi, la famiglia di Zhou Hongwen è molto potente nella regione della Mongolia Interna e Xiao Jianhua, grazie alla capacità di stringere ‘amicizie’ha sviluppato buoni rapporti con i funzionari locali e ottenuto diversi favori da loro.
Per questo, non sono in pochi a ritenere che Xiao, durante il suo contributo ‘forzato’ alle indagini, abbia menzionato proprio Yang Jing, ed è opinione comune che questa sia solo un primo passo: una volta raccolte tutte le prove, entrambi verranno eliminati dal Pcc.
Sia Wu Xiaohui che Xiao Jianhua, sono profondamente agganciati ai «predatori finanziari», e l’imminente scoperta di tutte le carte costituirà uno shock notevole per tutto il settore finanziario cinese.

TERZO PASSO: IL COMITATO DI CONTROLLO E ISPEZIONE E LA MODIFICA ALLA COSTITUZIONE

La creazione del Comitato di Controllo e Ispezione della Costituzione è una mossa che, ovviamente, serve a Xi Jinping per modificare la Costituzione. Approvato durante le due sessioni di marzo, è stato realizzato con lo scopo di trasformarlo nella più potente organizzazione di supervisione; gli altri comitati di supervisione e ispezione ad altri livelli sono tutte organizzazioni di controllo dello Stato. Ma se passasse all’unanimità e venisse confermato questo nuovo Comitato, la struttura di governo attuale, che si regge su tre poteri di Governo, Magistratura giudicante e Magistratura inquirente, verrà cambiata in Governo, Magistratura giudicante, Magistratura inquirente e Comitato: quattro poteri.

Il nuovo Comitato di Supervisione e Ispezione, ha integrato il Ministero del Controllo, l’Ufficio Nazionale per la Prevenzione della Corruzione, il Controllo Supremo Anti-truffa e Corruzione, l’Ufficio di Controllo delle violazioni contro le irregolarità, l’Ispezione Suprema e gli organismi anti-corruzione. Le note pubblicate dal Governo, suggeriscono che la storia delle organizzazioni politiche cinesi non ha mai visto un potere tale come quello conferito al nuovo Comitato.

Inoltre, durante la Terza sessione plenaria del 19esimo Comitato centrale del Pcc (tenutasi dal 26 al 28 febbraio), in merito al come affrontare il problema della finanza cinese, si è parlato di una struttura in cui una Banca Centrale, una Commissione di regolamentazione bancaria, una Commissione Governativa di Regolamentazione delle Assicurazioni (Circ), e una Commissione per la regolamentazione dei valori mobiliari (Csrc), possano interagire e integrarsi con un «Comitato di supervisione e ispezione della finanza».

L’opinionista Ji Da, ritiene che la fondazione del Comitato di Supervisione e Ispezione della Costituzione sia un modo per supportare direttamente le organizzazioni anticorruzione, fornendo a queste ultime la massima autorità. Infatti, poiché in passato la Commissione Centrale di Ispezione Disciplinare, guidata da Wang Qishan (e voluta da Xi), è stata attaccata pesantemente dalla fazione di Jiang, è stato necessario creare un’organizzazione più forte e inattaccabile da certi fattori del Governo.

SUPERARE IL PARTITO E LO STATO PER COMBATTERE LE ‘TIGRI’ DI JIANG

Si crede che la collaborazione tra il Comitato di Supervisione e Ispezione e la Commissione Centrale di Ispezione Disciplinare «supererà il Partito e lo Stato». Xin Ziling, esperto delle strutture di governo cinese, prendendo spunto dal caso di Wu Xiaohui, ha affermato che «tanti presidenti o amministratori delegati di grandi imprese private non sono membri del Partito, né funzionari di governo, quindi è difficile per la Commissione Centrale di Ispezione Disciplinare controllare queste persone o interferire nel loro operato. Ma per il Comitato di Supervisione sarà molto facile: i casi che la Commissione non può gestire verranno trasferiti al Comitato». Il governo di Xi compirà una serie di azioni indirizzate ai gruppi più ricchi che finora non ha potuto toccare e, «molte più tigri [come vengono denominati i funzionari fedelissimi di Jiang Zemin, ndr] saranno tirate fuori dalla tana».

Durante i vent’anni di mandato, Jiang Zemin ha usato il proprio potere per fare tutto quello che voleva. La sua diplomazia era il denaro, tramite il quale ha corrotto governi e aziende estere, e ha stretto un’infinità di contratti d’affari basati sulla corruzione di più persone implicate nelle industrie della finanza, dell’energia, dell’automobile, delle telecomunicazioni, del trasporto, dei media, della farmaceutica, dell’intrattenimento, dell’alimentazione e dell’immobiliare. Ha infiltrato i suoi «agenti rossi» in ogni settore, molti dei quali agiscono ancora nell’ombra. È stato calcolato che attraverso la corruzione, la famiglia di Jiang abbia accumulato più di 500 miliardi di dollari.

Come questo giornale ha più volte rimarcato, Xi Jinping nell’ultimo anno sta concentrandosi nell’incriminazione per corruzione di tutti gli ultimi personaggi del clan di Jiang Zemin. Inoltre, tutti gli accordi firmati da Jiang saranno resi nulli e dovranno essere rinegoziati.
Secondo gli esperti, Xi non si è mosso seguendo le regole, ma ha determinato un enorme cambiamento della situazione sia all’interno che all’esterno della Cina. Una trasformazione che tutto il mondo segue con apprensione

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