Il piano di colonizzazione della Luna

I ricercatori stanno studiando il sottosuolo della luna per colonizzare il nostro satellite naturale entro il 2030. Al Congresso planetario scientifico europeo di Riga in Lettonia, è stato presentato un piano per ospitarvi la vita.

Secondo quanto riferito dal Daily Mail, Bernard Foing, ambasciatore di questa missione,  ha riferito che in futuro numerose famiglie lasceranno la Terra per vivere sulla Luna e i bambini potranno persino nascervi. Foing ha spiegato che il piano è più fattibile, rispetto alla Stazione spaziale internazionale, poiché le rocce presenti sulla Luna potrebbero essere utilizzate per sostenere la vita e le colonie, evitando in questo modo di trasportarle dalla Terra.

Gli scienziati ritengono che per dare inizio a una colonizzazione sarà necessario modificare i tunnel presenti sotto la superficie della luna. Queste vie sotterranee, secondo il Daily Mail, hanno protetto la Luna dalle radiazioni cosmiche e dagli impatti con gli asteroidi. Simili strutture esistono anche sulla Terra dove la lava viene spinta in superficie, che raffreddandosi forma delle cupole solide. I ricercatori ritengono però che la minore forza di gravità della Luna possa permettere la costruzione di tunnel più ampi e pratici, per ospitare un’organizzazione sociale.

Il piano dovrebbe permettere all’Agenzia spaziale europea di creare una base entro il 2030, e gli scienziati sperano che, venti anni dopo, si possa sviluppare una colonia composta da migliaia di persone. Per arrivare a questo obiettivo, è necessario costruire una navicella spaziale che individui le reti di tunnel lavici sulla Luna e su Marte, e su questo progetto sta lavorando un gruppo di ricercatori dell’Università di Trento.

Considerato che la Stazione spaziale internazionale sarà attiva fino al 2024, gli scienziati dovranno individuare un altro avamposto, se vorranno continuare la ricerca sulla bassa gravità. La luna è una scelta possibile, sebbene l’ultima missione risalga al 1972. Il gruppo di ricerca sta inoltre esaminando la possibilità di utilizzare la luna come stazione di lancio per missioni spaziali future, e se l’acqua possa essere estratta dal ghiaccio per ricavare il carburante necessario per i razzi. Secondo Foing, infatti, «partire dalla luna è quaranta volte meno difficile uscire dalla luna a causa dell’elevata gravità terrestre».

Ma esistono ancora molti altri ostacoli. «È estremamente frustrante. I principali leader non sono ancora interessati», ha detto il fisico Vidvuds Beldavs, direttore dell’International Lunar Decade, un evento che sarà lanciato il 20 luglio 2019, cinquant’anni dopo il primo allunaggio, per celebrare l’espansione dell’umanità nel sistema solare. E anche il denaro costituisce un grosso problema: le agenzie spaziali nazionali non sempre hanno fondi e quelli privati ​​possono essere difficili da ottenere per un progetto di tale portata. C’è poi da considerare la qualità di vita sulla luna e se sarà tollerata dai colonizzatori.

Il fisico Christiane Heinicke ha trascorso un anno alle Hawai in un ambiente che emula la vita su Marte. «Vivere all’interno di un habitat significa che non si sarà mai in grado di provare la sensazione reale di vivere sulla Luna o sul proprio pianeta – ha spiegato Heinicke – Non si riesce a sentire il vento (se mai ci fosse, come nel caso di Marte), non si avverte il ​​Sole sulla pelle e tutto quello che si tocca si percepisce come fosse all’interno dei propri guanti».

Articolo in inglese: ‘Scientists Reveal Plans to Have Thousands of People Living on the Moon

Traduzione di Massimiliano Russano

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