Il mercato delle lauree cinesi

Wuhan, 20 giugno 2017, studenti dell’Università di Scienze e Tecnologia cantano alla cerimonia di consegna delle lauree. (Str/Afp/Getty Images)

I funzionari cinesi sono famosi per la loro capacità di accumulare intere fortune in modo illecito. Ma oggi sono accusati di un’altra forma di imbroglio: comprare lauree false.
Lo scorso 26 gennaio, un giornale di regime denominato Chiacchiere da mezzo mese ha pubblicato un articolo che spiegava come 142 alti funzionari – già condannati per corruzione dopo la salita al potere di Xi Jinping a capo del Partito Comunista Cinese – abbiano falsificato i propri titoli di studio.

Xi Jinping, poco tempo dopo aver preso il comando del Pcc nel 2012, ha iniziato una campagna anticorruzione a tappeto che è ancora in corso. È emerso, infatti, che numerosi funzionari coinvolti nella mani pulite cinese, risultano laureati in materie non collegate alla loro attività lavorativa.
L’ex ministro della Pubblica Sicurezza Wu Changshun, ad esempio, non ha mai lavorato al di fuori della polizia, ma ha una master in business administration, e persino un dottorato in ingegneria.
L’ex vicegovernatore di Yunnan Shen Peiping, si è laureato in letteratura cinese, ma vanta anche un dottorato in geografia conseguito in una famosa università di Pechino; e cinque mesi dopo aver conseguito il titolo di studio è stato assunto come docente all’Istituto di risorse naturali nello stesso ateneo.

Diversi altri alti dirigenti del Pcc avrebbero conseguito il massimo titolo di studio in tempi stranamente brevi: Zhou Benshun, ex segretario del Partito nella provincia di Hebei, sarebbe stato capace di laurearsi in giurisprudenza all’Università di Wuhan nel tempo record di un anno.
E ancora: nel curriculum vitae di Wang Suyi, ex capo Dipartimento del lavoro in Mongolia, risulta abbia studiato contemporaneamente per conseguire un dottorato in teoria giuridica e un master in amministrazione aziendale.

Secondo un esperto dell’Istituto del 21esimo secolo per la ricerca nell’educazione, think tank di Pechino, i funzionari del Pcc danno tanta importanza ai titoli accademici per ragioni di prestigio, oltre che per avere più probabilità di ottenere una promozione. Mentre le università e gli istituti di istruzione superiore, assecondando la megalomania di questi personaggi, ottengono in cambio non meglio definiti ‘stanziamenti’. Un genere di scambio che conviene a entrambe le parti: le istituzioni accademiche creano relazioni da cui trarre vantaggi economici, e i funzionari possono dare sfoggio della loro straordinaria intelligenza.

 

Articolo in inglese: Corrupt Chinese Officials Are Now Making up Their Educational Backgrounds

Traduzione di Francesca Saba

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