I megaliti in Portogallo? Costruiti da misteriose donne leggendarie

Architettura megalitica ‘cromlech Almendres’, a Evora vicino a Guadalupe, in Portogallo. Le persone in Portogallo sono stati tra le prime a costruire i megaliti, intorno al 4800 a.C (Nekkas / Wikimedia Commons)

L’universo è pieno di misteri che sfidano le nostre conoscenze. Nella sezione ‘Ai confini della realtà: Viaggio nei misteri della Scienza’ Epoch Times raccoglie storie che riguardano questi strani fenomeni per stimolare l’immaginazione e aprire possibilità ignote. Se siano vere o no, sei tu a deciderlo.

Gli Europei prestorici raccontavano leggende riguardo a delle potenti e misteriose donne creatrici delle tombe in pietra chiamate dolmen o cromlech. Da una parte, si raccontava che donassero ricchezza e fertilità agli individui e fantastici doni come la capacità di produrre birra e di coltivare; tutto ciò in cambio di solo un po’ di latte.

Dall’altra parte, sono state descritte come dei serpenti infuriati protetti da tori, che maledicevano le persone e conservavano l’oro del sole. Sono state immaginate come delle meravigliose artiodattili, donne serpente o toro, che proteggevano i dolmen e parlavano con i morti, giravano i raggi del sole e che addirittura hanno creato il mondo.

Nella sua tesi di master del 2014, l’archeologa Henna Lindström dell’Università di Helsinki in Finlandia, ha scritto a proposito di fiabe popolari e leggende che sono sorte riguardo le presunte fautrici e guardiane dei dolmen portoghesi. Le affascinati pagine della Lindström raccontano nel dettaglio storie da ogni parte d’Europa oltre a quelle sulle Mouras Encantadas, nome con cui vengono chiamate le misteriose donne in Portogallo.

Casa da Moura (“Casa della Moura”), un dolmen in Portogallo. (João Carvalho / Wikimedia Commons)

La datazione al carbonio indica che i popoli europei hanno iniziato a costruire tombe megalitiche tra il 4800 e 3800 a.C., periodo corrispondente a circa l’inizio dell’Età della pietra o del periodo neolitico. Inizialmente, i megaliti erano i menhir, un singolo blocco orizzontale; successivamente le popolazioni hanno iniziato a costruire i cromlechs, o cerchi di pietre. Nella sola penisola iberica ci sono migliaia di megaliti famosi. I popoli del Portogallo sono stati tra i primi a costruire megaliti, intorno al 4800 a.C.

Per quanto riguarda le donne che li hanno costruiti, la Lindström ha scritto: «La leggenda chiarisce che queste donne erano quasi onnipotenti— avevano vita eterna, giovinezza, bellezza, ricchezza, saggezza e capacità che [hanno insegnato] alle persone. [Una] buona parte di queste capacità collegano le Mouras… alla rivoluzione neolitica— le Mouras hanno insegnato alle persone a filare e cucire, a produrre il formaggio e la birra e ad arare, hanno donato loro le pecore, i maiali e le mucche».

La linguistica collega le Mouras portoghesi a molte altre dee europee, inclusa le Moire greche, dette anche dee del Fato, che custodivano il destino di ognuno nelle loro menti e alle quali anche Zeus ha dovuto rispondere.

Si racconta anche che le Mouras esistessero prima che l’uomo fosse creato. Quando sono comparsi i primi uomini, le Mouras si sono comportate come delle eroine culturali, insegnando loro a coltivare e allevare, a navigare sul mare e a lavorare il ferro.

Tombe scavate nella roccia a Fornos de Algodres. Si dice che il Portogallo fosse il luogo in cui le Mouras impastavano il pane. (João Sousa / Wikimedia Commons)

Le Mouras, ha scritto la Lindström, «secondo la leggenda sono giunte[in questo territorio]… nella notte dei tempi e l’hanno plasmato— le sue valli e colline, i dolmen, i menhir e le pitture rupestri rosse, hanno dato la vita a dei bambini, che probabilmente sono diventati gli antenati della comunità».

Scrivendo sui dolmen, la Lindström ha affermato: «L’arte e i simboli dei dolmen portoghesi, insieme al loro orientamento verso il sole nascente o la luna piena equinoziale possono essere interpretati come prove della loro fede nella rinascita. L’arte in sé può essere vista come un mezzo per guidare le persone— vive, morte e ancora non nate— nel viaggio attraverso i mondi dei vivi e dei morti. Le tombe megalitiche sono state sia luoghi di sepoltura che di rituali di sepoltura, ma è molto plausibile che queste non siano state le loro uniche funzioni e neanche le più importanti. Molto probabilmente erano centri spirituali, come le chiese nell’epoca cristiana, intorno ai quali la comunità si raccoglieva e celebrava i giorni e gli eventi importanti, per negoziare e concordare questioni relative a tutta la comunità e per rafforzare il senso di collettività».

Ha dichiarato che i vescovi cristiani hanno vietato le celebrazioni annuali intorno ai dolmen. La chiesa ha inoltre distrutto alcuni dolmen e ne ha dichiarati alcuni luoghi sacri per la cristianità. Nonostante questo, la leggenda delle Mouras ha resistito al passaggio del tempo.

Ripubblicazione autorizzata. Articolo originale su Ancient Origins.

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