I democratici dietro alle irregolarità contro Trump

Da sinistra a destra: L’ex vice direttore dell’ FBI Andrew McCabe; l’ex candidato democratico alla presidenza Hillary Clinton; l’ex presidente Barack Obama; il vice Ministro della Giustizia Rod Rosenstein. (Mark Wilson/Getty Images; JEWEL SAMAD/AFP/Getty Images; Alex Wong/Getty Images; Zach Gibson/Getty Images)

Un documento declassificato della Commissione intelligence della Camera degli Stati Uniti, rivela come il dossier non verificato prodotto dalla Fusion Gps (un’indagine finanziata dal comitato elettorale Clinton e dal Comitato democratico) sia stato usato dall’Fbi e dal ministero della Giustizia americano come giustificazione per ottenere l’autorizzazione a mettere sotto sorveglianza il consulente della campagna elettorale di Donald Trump Carter Page.

Il documento descrive come i giudici che hanno concesso il mandato siano stati intenzionalmente tenuti all’oscuro sulla fonte delle informazioni in base alle quali avevano emesso l’ordine di sorveglianza nell’ottobre 2016. Risulta inoltre che funzionari di massimo livello dell’Fbi e del Dipartimento di Giustizia abbiano firmato l’ordine (successivamente prorogato tre volte) per poter sorvegliare alcuni collaboratori di Trump, fra cui il vice ministro della Giustizia Rod Rosenstein. E in una delle istanze con cui l’Fbi e il Dipartimento di Giustizia hanno presentato ai giudici richiesta di proroga della sorveglianza, come ‘prova’ era allegato un articolo di Yhaoo News basato sempre sul dossier Trump della Fusion Gps. In sintesi: le informazioni non erano verificate e provenivano dalla stessa fonte.
Il documento declassificato non rivela però che azioni siano state poste in essere a seguito del mandato di sorveglianza.

Guardando ai fatti con l’aiuto di ulteriori fonti di Epoch Times (incluso un documento top-secret declassificato dei giudici) si giunge a un quadro più completo di quelli che sono dei chiari abusi di potere. In seguito all’approvazione del mandato di sorveglianza sono state avanzate decine, se non centinaia, di cosiddette «richieste di trasparenza» da parte di esponenti di rilievo dell’amministrazione dell’ex presidente Barack Obama. Inoltre si sono verificate diverse fughe di informazioni dalle agenzie di intelligence, che sono state poi pubblicate dai media per orientare l’opinione pubblica americana contro Donald Trump.
Continuati anche dopo l’elezione di Trump, lo spionaggio e le fughe di informazioni non possono che preoccupare, per gli evidenti tentativi dell’amministrazione Obama (oltre che del Comitato democratico e del Comitato elettorale Clinton) di ostacolare Trump in campagna elettorale e di delegittimarlo dopo la sua elezione.

Beyond the Memo, i risultati completi dell’indagine condotta da Epoch Times

 

Articolo in inglese: Epoch Times Investigation: Beyond the Memo

Traduzione di Marco D’Ippolito

 

 

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