I computer possono indovinare la tua personalità

Un simbolo “mi piace” all’entrata del quartier generale di Facebook al parco Menlo, in California. (Stephen Lam / Getty Images)

I computer possono delineare le caratteristiche della tua personalità meglio delle persone che ti stanno accanto. Alcuni ricercatori hanno scoperto che con un buon numero di ‘mi piace’ su Facebook, un nuovo algoritmo è in grado di definire al meglio i tratti della tua personalità.

Un nuovo studio pubblicato il 12 gennaio sulla rivista scientifica Pnas ha confrontato la capacità dei computer con quella delle persone nel fornire giudizi accurati sulla nostra personalità. Il giudizio delle persone era basato sulla loro familiarità con gli individui giudicati, mentre per i computer sono stati utilizzati i ‘mi piace’ di Facebook.

Dai risultati ottenuti la capacità del computer nell’intuire la personalità di una persona si è rivelata più accurata di quella dei suoi amici o dei suoi familiari. Se un computer ha sufficienti ‘mi piace’ da analizzare, solo il coniuge della persona analizzata può reggere il confronto con la macchina nel giudicare con precisione i tratti psicologici del soggetto analizzato.

I ricercatori dell’Università di Cambridge e di Stanford delineano i risultati come «dimostrazioni enfatiche» della capacità dei computer di scoprire i tratti psicologicidi un individuo attraverso l’analisi dei dati. Ciò mostra che le macchine possono conoscerci meglio di quanto potessimo pensare: si tratti di un ‘passo importante’ sul percorso verso le interazioni sociali tra l’uomo e il computer.

«In futuro i pc potrebbero essere in grado di dedurre i nostri tratti psicologici e rispondere di conseguenza, portando alla nascita di macchine emotivamente intelligenti e socialmente qualificate», ha affermato Wu Youyou, principale artefice del Cambridge’s Psychometrics Centre.

«In questo contesto le interazioni tra l’uomo e il computer sono state rappresentate nei film di fantascienza come ‘Lei’ che sembra essere alla nostra portata».

I ricercatori sostengono che questi risultati potrebbero scatenare preoccupazioni per la privacy mentre migliora la tecnologia; il team di ricercatori supportano quelle politiche che danno agli utenti il pieno controllo delle loro impronte digitali.

Nello studio un computer poteva predire la personalità del soggetto in maniera più accurata rispetto al collega di lavoro analizzando soltanto dieci ‘mi piace’: più di un amico o di un coinquilino con 70 mi piace, un membro della famiglia (genitore o fratello) con 150 e un coniuge con 300.

Dato che un utente medio di Facebook ha circa 227 mi piace (e il numero cresce costantemente), i ricercatori affermano che questo tipo di intelligenza artificiale possa conoscerci meglio rispetto ai nostri amici più intimi.

Gli ultimi risultati basati sullo studio precedente condotto dall’Università di Cambridge, pubblicato nel marzo 2013, mostra che una sorprendente accuratezza attraverso i mi piace di Facebook può predire una varietà di caratteristiche psicologiche e demografiche.

Nel nuovo studio i ricercatori si sono avvalsi di 86.220 volontari su Facebook che hanno compilato un questionario della personalità, costituito da cento domande, attraverso l’applicazione ‘myPersonality’, oltre a fornire accesso ai loro mi piace.

Questi risultati hanno fornito dei punti di autovalutazione della personalità conosciuti in psicologia come le cinque grandi dimensioni (Big Five) della personalità: apertura mentale, coscienziosità, estroversione, gradevolezza e nevroticismo. Con questo i ricercatori potrebbero stabilire quale mi piace sono stati equiparati ai livelli più alti dei tratti particolari della personalità: ad esempio il gradimento di ‘Salvador Dali’ o la ‘meditazione’ ha mostrato un alto grado di apertura mentale.

Agli utenti dell’applicazione ‘myPersonality’ è stata data l’opportunità di invitare amici e familiari a giudicare i tratti psicologici di un utente attraverso una versione ristretta del test della personalità. Questi sono stati i giudizi degli uomini nello studio, quelli elencati su Facebook quando gli amici e la famiglia hanno espresso le loro opinioni sulla personalità di un soggetto compilando un questionario di dieci domande.

I ricercatori sono stati in grado di ottenere un campione da 17.622 partecipanti giudicati da un amico o da un membro della famiglia e un altro campione da 14.410 partecipanti giudicati da due di loro.

Per misurare l’accuratezza di queste misure, i giudizi di personalità online erano avvalorati da un’analisi di studi psicologici di decenni passati che osserva come i colleghi e familiari delle persone giudicano la loro personalità. I ricercatori hanno trovato i loro valori online simili alla media di anni di ricerca da persona a persona.

In questo modo i ricercatori sono stati in grado di mettere insieme paragoni accurati tra gli algoritmi del pc e i giudizi di personalità fatti dagli uomini. Fornendo abbastanza mi piace, i computer si sono avvicinati all’autovalutazione della personalità di una persona rispetto ai familiari o al partner.

Secondo il dottor Michal Kosinski, ricercatore alla Stanford, le macchine hanno alcuni vantaggi che rendono possibile questi risultati: l’abilità di conservare e valutare grandi quantità di informazioni e la capacità di analizzarle con tecniche di algoritmi di ‘Big Data’.

«I Big data e le macchine di apprendimento forniscono una precisione che la menta umana ha difficoltà a raggiungere, poiché gli umani tendono a dare troppo peso a uno o due esempi, o cadono in pensieri non razionali», ha riportato. Ciò nonostante gli autori ammettono che il rilevamento di alcuni tratti è meglio lasciarla alle abilità umane, quelle senza le impronte digitali o dipendenti da una cognizione sottile.

Gli autori dello studio scrivono che i giudizi automatici, accurati ed economici di personalità potrebbero migliorare le decisioni sociali e personali in molti modi, dal reclutamento alle relazioni.

«L’abilità di giudicare la personalità è una componente essenziale nella vita sociale, dalle decisioni di tutti i giorni sino ai progetti a lungo termine come il matrimonio, la fiducia, l’assunzione o l’essere eletto presidente», ha detto il dottor David Stillwell, coautore di Cambridge. «I risultati di questi dati possono essere molto utili nell’aiutare le persone a prendere decisioni».

Youyou spiega: «I reclutatori potrebbero assegnare dei lavori ai candidati in maniera più corretta basandosi sulla loro personalità: i prodotti e i servizi potrebbero modificare i loro comportamenti per adattare meglio le caratteristiche degli utenti e i cambiamenti di umore».

«Le persone potrebbero scegliere di aumentare le loro intuizioni e giudizi con questo tipo di dati nel prendere decisioni importanti nella vita come la scelta dell’attività, della carriera o persino delle relazioni sentimentali. Queste decisioni potrebbero migliorare la vita delle persone», ha affermato.

I ricercatori affermano che questo tipo di dati e le sue inferenze hanno un’impronta di tecniche attualmente in uso da alcuni fornitori di servizi digitali e che, per molte persone, un futuro nel quale i macchinari potranno leggere le abitudini, come se fossero scritte in un libro aperto, può far preoccupare per la privacy.

È un timore condiviso dai ricercatori. «Speriamo che i consumatori, i tecnici e i responsabili delle decisioni politiche affronteranno queste sfide sostenendo la privacy, proteggendo la legge e le tecnologie, e fornendo agli utenti il pieno controllo delle loro impronte digitali», ha riportato Kosinski.

Articolo in inglese: Computers Using Digital Footprints Are Better Judges of Personality Than Friends and Family
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