Gli Stati Uniti si ritirano dall’Unesco

Donald Trump prega presso il Muro Occidentale a Gerusalemme. 22 maggio, 2017. (RONEN ZVULUN/AFP/Getty) Images)

Gli Stati Uniti intendono ritirarsi dall’Unesco a causa della «faziosità anti-Israele» che l’organizzazione internazionale avrebbe mostrato negli ultimi anni.
Il 12 ottobre, il Dipartimento di Stato degli Usa ha notificato al direttore generale dell’Unesco Irina Bokova la decisione americana di ritirarsi, chiedendo di rimanere solo come osservatore. La decisione diverrà effettiva il 31 dicembre 2018.

Una dichiarazione del Dipartimento di Stato afferma: «Questa decisione non è stata presa alla leggera e riflette l’opinione che gli Stati Uniti hanno dell’Unesco: un’organizzazione arretrata, che ha bisogno di una fondamentale riforma e che è stata sempre ferma in una posizione [politica, ndt] anti-Israele».
Secondo il Wall Street Journal, il direttore generale dell’Unesco è stato membro del Partito Comunista Bulgaro fino al 1990 (quando il nome è cambiato in ‘Partito Socialista Bulgaro’). La Bokova, secondo il suo profilo web nel sito russo dell’Unesco, durante la guerra fredda ha studiato all’Istituto Statale per le relazioni Internazionali di Mosca, dove si è laureata nel 1976. Il padre era «uno degli alti quadri del Partito Comunista Bulgaro».

Secondo le stime della Fondazione in memoria delle vittime del comunismo, il regime bulgaro ha provocato la morte di circa 222 mila persone, ha torturato i dissidenti e brutalmente perseguitato tutti i gruppi religiosi, compresi i cristiani.
I leader ebraici hanno ripetutamente criticato le risoluzioni dell’Unesco, che ritengono siano spesso offensive della loro identità religiosa e culturale, come l’assegnazione alla Palestina del territorio che include il Muro Occidentale (Kotel) e le Tombe dei Patriarchi a Ebron.
Il 7 luglio, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si è espresso contro questa decisione, durante un discorso in cui ha ribadito «l’ennesima delusione nei confronti di una risoluzione dell’Unesco», affermando inoltre: «Chi è sepolto lì? Abramo, Isacco e Giacobbe, Sara, Rebecca e Lea, i nostri patriarchi e matriarche!».

Il portavoce del Dipartimento di Stato americano Heather Nauert ha fornito ulteriori dettagli riguardo alla decisione, nella conferenza stampa del 12 ottobre in cui ha spiegato che, secondo la legge statunitense, è proibito finanziare qualsiasi organizzazione delle Nazioni Unite che riconosca la Palestina come Stato membro.
Infatti gli Stati Uniti hanno definito già nel 1987 l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (Olp)  un’organizzazione terroristica.


Sotto la guida dell’ex presidente Yasser Arafat, l’Olp e le sue affiliate hanno portato a termine numerosi attacchi terroristici, tra cui l’assassinio di undici atleti israeliani e di un agente di polizia tedesco, ai giochi olimpici di Monaco del 1972, perpetrato dal gruppo affiliato ‘Settembre nero’. Nel 1994, agli accordi di Oslo, l’Autorità Nazionale della Palestina è stata riconosciuta come organizzazione governativa della Palestina, ma da quel momento ha iniziato a premiare con incentivi economici chi compiesse attentati contro Israele.

Nauert ha specificato che, la legislazione che proibisce il finanziamento di un’organizzazione delle Nazioni Unite che riconosca la Palestina come Stato, è precedente all’amministrazione Trump. E ha aggiunto: «Dobbiamo pagare ancora arretrati per 550 milioni di dollari. La questione ora è se vogliamo pagarli o dare altri soldi, mentre esiste una legge secondo cui l’Organizzazione delle Nazioni Unite che riconoscano lo Stato della Palestina come legittimo, non possono ricevere fondi dagli Stati Uniti».
Un’altra motivazione del prossimo ritiro dall’Unesco, afferma Nauert, «è che ci piacerebbe vedere una riforma sostanziale e globale delle Nazioni Unite, vorremmo vedere l’Unesco tenersi lontana dalla politica, così come ci piacerebbe vedere che l’atteggiamento fazioso anti-Israele, che si è registrato per lungo tempo, avesse fine».

Secondo la Testata The Times di Israele, subito dopo gli Usa, anche Israele ha dichiarato di volersi ritirare dall’Organizzazione. L’ambasciatore degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite Nikki Haley ha sostenuto la decisione e ha lanciato un avvertimento: «Gli Stati Uniti valuteranno tutti gli Enti del sistema delle Nazioni Unite con lo stesso metro di giudizio».

Articolo in inglese: US to Withdraw From UNESCO Over Its ‘Anti-Israel Bias’

Traduzione di Fabio Cotroneo

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