Gli energy drink possono far male al cuore

(pixabay.com)

Bere quasi un litro di energy drink è associato a cambiamenti potenzialmente dannosi della pressione sanguigna e della funzione cardiaca: lo ha rivelato un nuovo studio, che ha precisato che questi effetti vanno oltre quelli legali all’assunzione della sola caffeina.

Esistono più di cinquecento energy drink sul mercato, riporta Reuters, e la loro crescente popolarità è accompagnata da un aumento significativo delle visite in ospedale e dei decessi di emergenza associati al loro consumo.
Secondo Reuters, i produttori e gli appassionati di questi prodotti sono certi che queste bevande siano sicure come la caffeina, ma ci sono poche prove per sostenere questa affermazione.

La caffeina in dosi fino a 400 milligrammi (circa cinque tazze di caffè) è generalmente riconosciuta come sicura dalla Food and Drug Administration, l’ente nazionale americano che si occupa di regolamentare farmaci e alimenti. È risaputo che le bevande energetiche contengono solitamente caffeina, ma il team di studio del Journal of the American Heart Associations ha dichiarato di conoscere poco sulla sicurezza di altri ingredienti contenuti in queste bevande.

Per determinare quali effetti abbiamo gli altri ingredienti, i ricercatori hanno confrontato i cambiamenti fisici in un gruppo di 18 uomini e donne sani dopo aver consumato una bevanda energetica disponibile nei supermercati e dopo aver bevuto un’altra preparazione con la stessa quantità di caffeina ma senza gli altri ingredienti.
L’energy drink conteneva, oltre a 320 milligrammi di caffeina – una quantità di circa quattro tazze di caffè – anche 18 grammi di zucchero, diverse vitamine B e un mix energetico a base di taurina e altri ingredienti spesso presenti nelle bevande come Monster Energy e Red Bull.

Sachin A. Shah – medico del David Grant Medical center della Base aerea di Travis e dell’Università del Pacifico a Stockton in California – ha misurato con i suoi colleghi la pressione sanguigna dei partecipanti e ha utilizzato un elettrocardiogramma per misurare l’attività elettrica del cuore per 24 ore dopo che i soggetti hanno consumato le bevande.
Secondo Reuters, il team ha osservato un cambiamento nell’elettrocardiogramma noto come prolungamento dell’intervallo QT (talvolta associato a irregolarità pericolose nel battito cardiaco) dopo aver bevuto la bevanda energetica, ma non dopo l’assunzione della bevanda con sola caffeina.
Gli autori hanno poi fatto notare che diversi farmaci sono stati ritirati dal mercato proprio perchè causano risultati simili nel tracciato dell’elettrocardiogramma.

Dopo aver bevuto la bevanda energetica, la pressione sanguigna è aumentata di quasi cinque punti, mentre dopo aver assunto la bibita con sola caffeina, è variata di meno di un punto. Inoltre è rimasta elevata fino a sei ore più tardi.
Questi cambiamenti, secondo i ricercatori, non sono affatto preoccupanti per gli individui sani, ma i pazienti affetti da certe condizioni cardiache dovrebbero prestare attenzione al consumo di queste bibite. Sono tuttavia necessari studi più vasti, per valutare la sicurezza di certi ingredienti contenuti nelle bevande energetiche.

«L’industria degli energy drink sostiene che i loro prodotti siano sicuri perché non contengono più caffeina di un caffè delle catene di distribuzione note», ha affermato in una intervista a Reuters la dottoressa Jennifer L. Harris dell’Università del Connecticut Rudd Center for Food Policy and Obesity di Storrs, che non ha partecipato allo studio. «Tuttavia, le bevande energetiche contengono anche una ‘miscela energetica’ da loro brevettata, tipicamente composta da stimolanti e altri additivi. Alcuni di questi ingredienti, tra cui taurina e guarana, non sono ritenuti sicuri dalla Food and Drug Administration nell’alimentazione e pochi studi hanno testato gli effetti del consumo di caffeina assieme a questi ingredienti ‘novità’».

«Oltre a questo, le bevande energetiche sono altamente pubblicizzate ai ragazzi adolescenti, in modalità che incoraggiano comportamenti rischiosi, compreso il consumo rapido ed eccessivo. Di conseguenza, le visite di emergenza da parte dei giovani associate alle bevande energetiche sono in aumento».

Ma questo non è l’unico motivo di preoccupazione. Queste bevande, secondo una ricerca di Academic Pediatrics del 2015, causano ìperattività e disattenzione nei bambini: «Il rischio di disattenzione e di iperattività è aumentato del 14 per cento per ogni bevanda zuccherata in più che si consuma, variando in base all’età, all’etnia, al genere, alla scelta del cibo a scuola, alla struttura famigliare e al consumo di cibi dolci. Gli studenti che ammettono di consumare bevande energetiche hanno un 66 per cento in più di possibilità di essere a rischio di iperattività e disattenzione», ha dichiarato Jeanette Ickovics, professoressa che ha condotto lo studio, in un comunicato stampa.

Inoltre gli energy drink sono ricchi di zuccheri. Per questo motivo «i ragazzi dovrebbero consumare dai 21 ai 33 grammi di zucchero al giorno, in base all’età. Oltre all’iperattività e alla disattenzione, le bevande altamente zuccherate hanno anche un impatto sull’obesità infantile. Le bevande addolcite con lo zucchero sono la causa principale delle calorie in eccesso. Attualmente circa un terzo degli studenti americani è sovrappeso oppure obeso».

Per approfondire:

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