Giro 100, Nibali trionfa a Bormio

Vincenzo Nibali (a destra) del Team Bahrain – Merida regola allo sprint Mikel Landa del Team Sky e vince la 16esima tappa del Giro 100, a Bormio, il 23 maggio 2017 (PHOTO CREDIT: LaPresse – D’Alberto / Ferrari / Paolone / Spada)

Il tappone più atteso regala la prima vittoria italiana del Giro 100 ed emette i suoi verdetti: Vincenzo Nibali trionfa sull’arrivo di Bormio, guadagnando 18 secondi a Nairo Quintana e oltre due minuti alla Maglia rosa, difesa da uno stoico Tom Dumulin, che rischiava di andare alla deriva.

«Sono veramente felice di aver vinto questa tappa bellissima: una frazione spettacolare e difficile, con lo Stelvio, la montagna più alta del Giro. Una tappa con il Mortirolo e la doppia scalata dello Stelvio sarà ricordata a lungo – ha dichiarato il capitano del Team Bahrain Merida dopo l’arrivo – L’unico dispiacere è di non essere riuscito ad alzare le braccia al cielo dopo il traguardo. […] Combatteremo fino alla fine a Milano, non sarà facile. Questa settimana è veramente dura e ci sono tante occasioni per attaccare, sopratutto per Quintana che vorrà ridurre il gap che lo separa da Dumoulin».

Gli oltre 220 chilometri con più di 5500 metri di dislivello della 16esima frazione, partita da Rovetta, che hanno ridisegnato la classifica, hanno cambiato i valori in campo, tarpando le ali al Condor ed esaltando le eccezionali doti di resistenza dello Squalo dello stretto, che fin qui ha dovuto subire e patire i singoli arrivi in salita, specialmente nelle frazioni brevi.

Invece, la Maglia rosa, più che dagli avversari, è stata fermata da un problema intestinale all’attacco dell’ultima scalata dello Stelvio. Dumoulin, però, anche se è rimasto isolato negli ultimi 35 chilometri, è riuscito a mantenere la concentrazione ed a limitare i danni perdendo solo due minuti e 18 secondi dai diretti avversari. «Le mie gambe stavano veramente bene – ha dichiarato l’olandese – Avrei potuto seguire Quintana e Nibali e rimanere con loro».

Subito dopo l’arrivo, Dumoulin ha espresso la sua amarezza sul presunto mancato fair play dei suoi diretti avversari, ma poi ha detto che: «Quando è successo, la corsa era nel vivo, andavamo a tutta. Una situazione diversa da quella di sabato, quando era caduto Quintana [e l’abbiamo atteso, ndr]. Oggi non mi aspettavo che i miei rivali lasciassero andare Kruijswijk [10° della generale, ndr]. Non è affatto finita, ma devo riuscire a superare questo momento di rabbia e guardare avanti in questo Giro. Sono arrabbiato con me stesso».

Proprio sull’ultima salita Nibali ha sferrato i suoi attacchi. Per riuscire a vincere, però, «ho dovuto correre da scalatore aggressivo, buon discesista ed anche da sprinter».

Infatti è sull’ultima discesa che lo Squalo ha finalizzato il suo lavoro riuscendo a staccare Quintana, l’unico che è stato in grado di seguirlo in salita. Nibali, quindi, ha inseguito e raggiunto anche Mikel Landa,  che era l’ultimo superstite della fuga di giornata, per poi batterlo di misura allo sprint.

«Sono arrivato veramente stanco – aggiunge – Adesso sono più vicino a Dumoulin nella Generale. Ci sono ancora tappe molto difficili da affrontare, ma Dumoulin ha uno cronometro dalla sua a Milano».

RISULTATO FINALE

1 – Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida) – 222 km in 6h24’22”, media 34,654 km/h
2 – Mikel Landa Meana (Team Sky) s.t.
3 – Nairo Quintana (Movistar Team) a 12″
4 – Domenico Pozzovivo (AG2R La Mondiale) at 24″
5 – Ilnur Zakarin (Team Katusha Alpecin) at 34″

CLASSIFICA GENERALE

1 – Tom Dumoulin (Team Sunweb)
2 – Nairo Quintana (Movistar Team) a 31″
3 – Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida) a 1’12”
4 – Thibaut Pinot (FDJ) a 2’38”
5 – Ilnur Zakarin (Team Katusha Alpecin) a 2’40”

 

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