Esa pubblica la foto più ravvicinata di sempre di una cometa

Sequenza di scatti fotografici della cometa. (Credit: OSIRIS: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA; NavCam: ESA/Rosetta/NavCam – CC BY-SA IGO 3.0)

Prima di schiantarsi sul corpo celeste 67P/Churyumov-Gerasimenko a 300 milioni di chilometri dalla Terra, la sonda spaziale Rosetta aveva scattato un’ultimissima foto. Adesso l’immagine più ravvicinata di sempre di una cometa è stata finalmente pubblicata.

Secondo l’Agenzia spaziale europea, l’astronave al momento dell’ultimo scatto era a soli 60 metri dalla superficie dell’astro, catturando un’immagine che, seppur granulosa e sfocata, ha permesso di vedere il terreno della cometa accidentato e cosparso di massi giganteschi.

L’ultima immagine ricostruita dalla nave spaziale Rosetta. (ESA / Rosetta)

La nave spaziale Rosetta si è schiantata sulla Comet 67P / Churyumov-Gerasimenko quasi un anno fa, ma gli scienziati hanno scoperto l’ultima foto molto tempo dopo, e l’hanno pubblicata solo alla fine di settembre.

L’ultima immagine ripresa dalla sonda spaziale è stata inviata suddivisa in sei pacchetti di dati, ma solo tre sono arrivati sulla Terra. Il software della base terrestre aveva perso l’ultima trasmissione, ma gli scienziati, dopo averla notata sul server mentre rielaboravano i dati, sono riusciti a recuperarla per ricostruire l’immagine. «Abbiamo trovato alcuni pacchetti di telemetria sul nostro server – ha dichiarato il ricercatore a capo dell’apparecchio fotografico Osiris della sonda spaziale, Holger Sierks, dell’Istituto Max Planck per la ricerca sul sistema solare – e abbiamo pensato: “wow, potrebbe essere un’altra immagine”».

Gli scienziati hanno ricomposto i tre pacchetti in un’immagine imperfetta, ma dettagliata abbastanza da fornire una straordinaria visione ravvicinata di un’area di circa dieci metri quadrati del gigantesco sasso spaziale.

La sonda spaziale Rosetta ha raccolto immagini e dati in abbondanza del corpo celeste, dalla caratteristica sagoma di una paperella di gomma, seguendolo nella sua orbita intorno al sole prima di andarsi a schiantare sulla sua superficie; ma l’ultima immagine nota, fino a inizio di settembre, era quella catturata a 80 metri dal suolo dell’astro.

(ESA/Rosetta)

Prima di arrivare a cento chilomtri dalla cometa nel 2014, la sonda spaziale Rosetta ha viaggiato attraverso lo spazio per dieci anni; poi, il ‘satellite’ ha orbitato intorno all’astro per due anni prima di schiantarsi su di essa a settembre del 2016. Durante la discesa finale, Rosetta ha avuto l’opportunità di studiare il gas, la polvere e l’ambiente plasmatico della cometa vicino alla superficie, e prima di andare offline, ha anche catturato una serie di immagini ad alta risoluzione .

(ESA/Rosetta)

«Grazie a un enorme impegno internazionale decennale – ha dichiarato Alvaro Giménez, direttore della scienza Esa – abbiamo compiuto la nostra missione di portare un laboratorio scientifico di livello mondiale su una cometa, per studiarne l’evoluzione nel tempo: qualcosa che nessun’altra missione di osservazione delle comete aveva tentato».
«I dati raccolti dalla missione terranno occupate generazioni di scienziati per decenni a venire».

Articolo in inglese: Last Photo Revealed From Spacecraft That Struck Comet 300 Million Miles Away

Traduzione di Massimo Marcon

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