Economia cinese, tutto tranquillo in vista del prossimo congresso del Pcc

Un cliente seleziona verdure in un supermercato a Hangzhou, nella provincia dello Zhejiang, nella provincia orientale della Cina il 10 marzo 2016. (STR / AFP / Getty Images)

Dopo le gravi agitazioni del 2015 e del 2016, l’economia cinese e il suo tasso di scambio estero sono stati per lo più stabili nel 2017. Fatta eccezione per la volatilità nei tassi di interesse e nel mercato azionario, tutto sembra a posto in previsione dell’importante congresso del Partito Comunista che si terrà in autunno, durante il quale il regime confermerà la prossima leadership del Partito.

Naturalmente i dati ufficiali – come il tasso di crescita del Pil annualizzato del 6,9 per cento, pubblicato per il primo trimestre del 2017 – non sono affidabili e costituiscono solo un indicatore della direzione in cui sta andando l’economia.

Per avere il polso della situazione in modo più realistico, Leland Miller e la sua squadra del China Beige Book (Cbb) International intervistano migliaia di compagnie e centinaia di banchieri in Cina ogni trimestre, raccolgono dati e intervistano in modo approfondito i dirigenti cinesi.
La più recente relazione del Cbb conferma la misteriosa stabilità dell’economia cinese: «Finora, il 2017 si è mostrato come il migliore scenario possibile […] La notevole assenza di shock sia interni che esteri ha creato l’ambiente stabile di cui le aziende hanno bisogno per superare gran parte delle previsioni fatte, comprese le nostre», afferma un estratto della relazione Q2 2017. I settori della rivendita, dei servizi e della produzione manifatturiera hanno tutti mostrato un aumento dell’attività. Anche le assunzioni sono salite rispetto al primo trimestre, che già era positivo.
Questo è importante per il regime cinese, dato che i disoccupati sono cittadini infelici, ed esprimono spesso la loro infelicità con proteste di massa.

In realtà, a guardare il tasso di disoccupazione ufficiale, le proteste non dovrebbero essere un problema, visto che il dato si è aggirato tra il 4 e il 4,3 per cento nell’ultimo decennio. Ma quando l’economia reale è calata nel 2016, il China Labour Bulletin ha registrato 1.378 scioperi e proteste nella seconda metà dello scorso anno.

ASPETTA E SPERA

In ogni caso, nonostante la risposta complessivamente positiva delle aziende oggetto delle rilevazioni del Cbb, ci sono alcune precisazioni doverose, rispetto alla rosea immagine complessiva.

Per esempio, ogni settore ha riportato valori di record di scorte di magazzino, cosa che è positiva per la produzione e il lavoro, ma non per le vendite. Se i prodotti in magazzino non verranno venduti in breve, il danno sarà notevole: «Le stesse società che divulgano risultati solidi sulla maggior parte degli indicatori – afferma il Cbb – continuano anche a mostrare dei flussi di capitale in rosso: la salute aziendale non si è ancora decisa a fare seguito al miglioramento della crescita».

Poi c’è il mercato del credito, fonte di preoccupazione per gli osservatori della Cina dalla fine dell’anno scorso: tassi di interesse interbancario cinesi si sono arrampicati dal 3 per cento a quasi il 4,5 per cento dal 2016, e la Cbb fa notare che questo sta avendo effetto sulle aziende clienti delle banche: «Nel trimestre 1 […] la stretta creditizia era limitata ai mercati interbancari. Nel trimestre 2, ha colpito le aziende: i guadagni dai bond e i tassi delle banche del sistema bancario ombra hanno toccato i più alti livelli nella storia delle nostre analisi e i tassi bancari il livello più alto dal 2014».

Secondo la Cbb, tuttavia, le quantità di prestiti nel complesso sono state relativamente stabili, nonostante i costi più alti e il fatto che l’emissione di obbligazioni sia crollata nel 2017. Questo perché le aziende credono nella capacità del regime di mantenere le cose stabili oltre il 2017.

Per come la mette la relazione del Cbb, infine, «sebbene i prestiti abbiano subìto un leggero calo per il terzo trimestre consecutivo, le aspettative di guadagno semestrale delle aziende rimangono solide in tutti i settori tranne l’immobiliare. Le compagnie ritengono che la riduzione della leva commerciale sia un qualcosa di transitorio, probabilmente perché dubitano che il Partito permetterà dolori economici nel 2017».

Articolo in inglese: China’s Ideal Economy

Traduzione di Vincenzo Cassano

 

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