Dieci anni fa moriva Luciano Pavarotti

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«Penso che una vita spesa per la musica sia una vita spesa in bellezza ed è a questo che io ho consacrato la mia vita», è la dedica del tenore Luciano Pavarotti alla sua professione, che lo ha portato alla fama e gli ha permesso di calcare i palcoscenici dei teatri più prestigiosi d’Italia e del mondo.

Ma non è solo nei teatri d’opera che Luciano Pavarotti si è esibito. Il suo timbro di voce unico, che si è andato formando sin dalla tenera età mentre cantava con suo padre nella Corale Gioachino Rossini, sommato alla sua passione per la musica di ogni epoca, ha contribuito, durante la sua carriera, a diffondere il Belcanto, la lirica e l’Opera a una grande fetta di popolazione, attraverso una moltitudine di concerti organizzati nelle più grandi piazze e arene di tutto il mondo.

«La musica – afferma la Fondazione Luciano Pavarotti voluta da sua moglie Nicoletta Mantovani – è stata la passione e l’ossessione di più cara del Maestro Pavarotti per oltre quaranta anni ed egli è riuscito a cambiare il volto della lirica per sempre. Il Maestro ha portato l’opera a platee sconfinate, costituite non solo da melomani, ed è riuscito a spalancare le porte dei teatri tradizionali a un nuovo e vasto pubblico».

Ed è per questo che il 6 settembre 2017, in occasione del decimo anniversario dalla sua scomparsa, amici e artisti lo ricordano, rendendo tributo al grande tenore dai diversi angoli del pianeta.

Pavarotti nasce a Modena il 12 ottobre del 1935; è suo padre che riesce a trasmettergli l’amore per l’opera, ed è proprio insieme a lui e al coro Rossini che ottiene il primo riconoscimento al suo talento: il primo premio in un concorso in Galles. Questo avvenimento lo spinge a studiare belcanto con Arrigo Pola e Ettore Campogalliani, e a dare inizio così a una carriera di inarrestabili successi.

La sua voce viene selezionata tra quelle dei più grandi dieci tenori italiani di sempre, assieme a Franco Corelli, Enrico Caruso, Beniamino Gigli e Mario Del Monaco: «Un grande tenore lirico-leggero che non aveva nulla da invidiare ai più grandi del passato, la sua voce squillante negli acuti e ricca nel mezzo, il suo fraseggio chiaro e il suo timbro limpido risuonano ancora nelle nostre orecchie».

 

UN REQUIEM COME PER TOSCANINI

Nel 1967, Pavarotti ottiene un grande successo cantando la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi al Teatro alla Scala, in occasione del decimo anniversario dalla morte di Toscanini. Cinquant’anno dopo, martedì 5 settembre 2017 alle ore 21.00, la storia si ripete, ma questa volta è la città natale di Pavarotti, Modena, che a dieci anni dalla scomparsa del suo tenore gli rende omaggio con il Requiem di Verdi, attraverso un maxi schermo allestito in Piazza Grande.

Cantano all’evento in suo onore il soprano Myrtò Papatanasiu, il mezzosoprano Silvia Beltrami, il tenore Lorenzo Decaro e il Basso Alex Esposito, assieme agli Artisti del Coro di Parma, accompagnati dall’orchestra dell’Opera Italiana diretta dal Maestro Stefano Ranzani e dal Maestro di Coro Martino Faggiani.

Modena continuerà a rendere omaggio al suo artista fino al 12 ottobre, anniversario della sua nascita. Tra gli eventi organizzati c’è un concerto della Corale di Rossini il 5 ottobre e un altro degli alunni di Mirella Freni e Raina Kabalvanska il 12 ottobre.

 

I TRE TENORI A VERONA

Sempre nel corso della sua ‘missione’ di divulgazione dell’opera anche al di fuori dei teatri, Pavarotti ha avuto l’occasione di cantare in giro per il mondo assieme ai tenori spagnoli Plácido Domingo e José Carreras. Sotto la direzione del maestro Zubin Mehta, i tre hanno cantato a Roma durante la finale di Coppa del Mondo di calcio nel 1990 alle Terme di Caracalla, e replicato nel 1994 al Dodger Stadium di Los Angeles. «Fu una incredibile fusione di voci si legge sul sito Fondazione Pavarotti  che hanno ottenuto un successo inimmaginabile in un tour mondiale che ha portato i Tre Tenori, diretti da James Levine, negli Stati Uniti, Giappone ed Europa».

I due tenori spagnoli nonché due suoi grandi cari amici, cantano nuovamente in suo onore all’Arena di Verona il 6 settembre 2017, nell’evento-concerto organizzato dalla Fondazione Pavarotti e Friends & Partners assieme alla Universal Music Group, che, in merito ai tre tenori dichiara: «essi hanno letteralmente cambiato l’idea e la percezione della lirica in tutto il mondo, portando la musica del melodramma dei più famosi compositori ai quattro angoli del pianeta».

Luciano Pavarotti, immagine da video.

Per l’occasione saranno presenti altri grandi personaggi del mondo dell’opera, tra questi l’ultimo allievo di Pavarotti, Vittorio Grigolo, Francesco Meli, il soprano Angela Gheorghiu e ancora il tenore Fabio Armiliato.

In quest’ultimo video, a 59 anni Pavarotti interpreta Calaf, nell’aria Nessun Dorma dall’opera ‘Turandot’ di Puccini: come il giovane principe, sicuro di ottenere la mano della principessa e di superare le prove da lei imposte, Pavarotti, forte del suo successo già ottenuto, esclama «Vincerò!», conquistando, ancora una volta, il cuore di tutti.

Traduzione di Alessandro Starnoni

Per saperne di più:

Luciano Pavarotti, una voce per sempre

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