I dazi cinesi contro l’America

Un macellaio taglia un pezzo di maiale in un mercato a Pechino, Cina, 25 marzo 2016 (Reuters / Jason Lee / File Photo).

Il regime cinese ha incrementato i dazi del 25 per cento su 128 prodotti provenienti dagli Stati Uniti, partendo dalla carne di maiale e dal vino fino a certi tipi di frutta e noccioline, in risposta alle imposte doganali americane su alluminio e acciaio.

Il Ministero del Commercio cinese ha dichiarato nulli i suoi obblighi nei confronti dell’Organizzazione mondiale del commercio (Omc) di ridurre le tariffe su 120 prodotti statunitensi, tra cui frutta ed etanolo. Le tariffe saranno invece incrementate di un ulteriore 15 per cento.
Otto altri prodotti, tra cui carne di maiale e scarti di alluminio, saranno soggetti a tariffe aggiuntive del 25 per cento.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, intanto, si sta preparando ad imporre tariffe di oltre 50 miliardi di dollari sui beni cinesi, come ripercussione nei confronti dei sistematici furti della proprietà intellettuale statunitense, che l’America accusa la Cina di aver condotto per anni.

Il Dragone ha ripetutamente promesso di aprire ulteriormente la sua economia, ma molte società straniere continuano a protestare per i suoi comportamenti sleali.

La Cina giovedì ha chiesto gli Stati Uniti di non aprire un vaso di Pandora e di non scatenare una raffica di pratiche protezionistiche in tutto il mondo: «Anche se la Cina e gli Stati Uniti non hanno dichiarato pubblicamente di essere in una guerra commerciale, le scintille di una simile guerra hanno già iniziato a volare», ha affermato un editoriale del Global Times, giornale di regime.

 

Articolo in inglese: China’s Tariffs on 128 Types of US Goods Takes Effect, Including Pork, Wine, and Fruits

Traduzione di Giacomo Gallo

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