Danza classica, i piedi come fonte della connessione tra Cielo e Terra

Sia nel balletto classico occidentale che nella danza classica cinese, è richiesto alle ballerine di allenarsi specificamente per poter rappresentare esseri celesti o mitologici, personaggi eterei e soprannaturali, come silfidi, ninfe e fate, o figure di spicco come principesse, con elevati valori umani e spirituali. Per riuscire a trasmettere questa sensazione di sublimazione e leggerezza, il movimento dei piedi gioca un ruolo fondamentale in entrambi i tipi di danza.

Nel balletto classico occidentale, i cui passi, figure e composizioni sono stati codificati da Luigi XIV nel 1661, le ballerine devono invece saper lavorare sulle punte. Agli inizi, per abituarsi a ballare sulle punte, le ballerine sono sorrette da cavi; in seguito, imparano a sollevarsi con le proprie forze e senza aiuti, scaricando tutto il peso del corpo sulle punte dei piedi.

Passo a due ne ‘La Sylphide’.

Nel 1932, Maria Taglioni, in occasione della rappresentazione de ‘La Sylphide’, al Teatro dell’Opera di Parigi, per agevolare questo tipo di tecnica, ingegnò le prime scarpette di danza con punta rinforzata. Stando sulle punte, le gambe rimangono dritte e il corpo si mantiene in posizione verticale:

La Sylphide representata da Maria Taglioni. (wikimedia commons)

Secondo quanto riferisce sulla sua rivista Carolina de Pedro Pascual, insegnante di danza classica a Barcellona e pubblicista di DanzaBallet, le punte «sono l’elemento che fa la differenza, che dà grazia e incanto; è quello che ci permette, tra le altre virtù, di apparire all’occhio dello spettatore come un essere soprannaturale, etereo e fantastico».

Oggi le ballerine acquistano scarpette di danza fatte su misura per il loro tipo di piede. Ce ne sono di più morbide per le principianti, e di più rigide per le più esperte.

Nella danza classica cinese, non si utilizzano le scarpette da punta, perché il piede si solleva in modo naturale.

In questa immagine si può notare sia la differenza di postura che dell’utilizzo delle punte nelle scuole di danza occidentale e cinese (fonte: it.shenyunperformingarts.org).

In questo caso, per ottenere quell’effetto di sublimazione e rappresentare quegli esseri divini che discendono dal loro mondo celeste per insegnare agli umani i principi morali e spirituali della felicità eterna, le ballerine di danza classica cinese si distinguono per l’utilizzo del tallone, nel cosiddetto ‘passo fluttuante’, come si legge sul sito della prima compagnia al mondo di danza classica cinese, Shen Yun Performing Arts: «A meno che non esibiscano una tecnica, le signore si muovono con piccoli rapidi passi dal calcagno alla punta. Sembra che non stiano camminando, dato che stanno scivolando sul palco. Il movimento è così rapido e morbido che sembra che le ballerine stiano galleggiando su una nuvola».

(foto: it.shenyunperformingarts.org)

Il movimento dei piedi rappresenta una delle sette principali differenze tra la danza classica cinese e il balletto classico occidentale: due metodi straordinari e diversi di raccontare il divino e l’etereo. Tra le altre differenze con il balletto classico troviamo la Storia (trasmessa di dinastia in dinastia nella danza classica cinese) l’allenamento, che in Cina oltre alla tecnica includeva anche la forma e il portamento, il diverso utilizzo del corpo e la relazione con le arti marziali e la cultura cinese.

La compagnia di danza classica cinese Shen Yun Performing Arts si esibirà in Italia a Milano l’11, 12 e 13 marzo 2017.

Traduzione di Alessandro Starnoni

 

Epoch Times è fra i media partner di Shen Yun Performing Arts



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