Curare l’ernia iatale

L’ernia iatale causa spesso sintomi tali per cui il malato non è raro che si rechi dal dentista o perfino dal cardiologo. Inoltre nelle prime fasi, può anche essere asintomatica e questo complica il quadro.

Per approfondire le cause di questa malattia, i sintomi e le possibili cure, Epoch Times ha intervistato il dottor Francesco Domenico Capizzi, chirurgo specializzato in chirurgia laparoscopica, che attualmente esercita la professione presso strutture convenzionate. Il dottor Capizzi è stato docente di chirurgia generale presso l’Università di Bologna e direttore dell’Unità operativa di chirurgia generale degli ospedali Bellaria e Maggiore di Bologna.

Che cos’è l’ernia iatale?

È una risalita di parte dello stomaco al di sopra del diaframma, in una parte mediana del torace chiamata mediastino.

Quali sono le cause scatenanti?

Innanzitutto esiste una predisposizione, una familiarità. È stato infatti osservato a livello statistico che si può ereditare una certa debolezza di fasce e tendini a livello dello iatus, ossia un punto del diaframma dove l’esofago da toracico diventa addominale e che naturalmente costituisce un punto debole.

Per quanto riguarda le cause, influiscono notevolmente quei fattori che determinano un innalzamento della pressione all’interno della cavità addominale rispetto a quella toracica. Per cui, le professioni dove si sollevano grossi carichi sulle spalle, così come le forme pesanti di ginnastica.
Anche l’obesità può influire.

 

Il professore Domenico Capizzi, chirurgo specializzato in chirurgia laparoscopica e toracica

Quali sono i sintomi?

Si associa spesso a malattie da reflusso, con presenza quindi di rigurgiti e acidi in bocca. Può essere presente anche tosse poiché l’acido che risale attraverso l’esofago può essere aspirato dai polmoni, provocando bronchiti, talvolta croniche, e determinare in rari casi ascessi polmonari. L’ernia iatale può causare esofagiti, sinusiti, paradontiti e alitosi.

È difficile da diagnosticare?

Quando l’ernia iatale è sintomatica non è difficile da diagnosticare. In casi gravi, il malato può sperimentare perfino i sintomi della tachicardia, delle extrasistoli e dell’infarto. Si pensi che il 50 per cento delle persone affette da questa malattia in forma grave, quando si recano all’ospedale ricevono una diagnosi di sospetto infarto e nel 25 per cento dei casi viene effettuata una coronarografia, che poi risulterà negativa. Questo perché si forma un riflesso esofageo che determina aritmie e dolori che simulano l’infarto. L’ernia iatale causa quindi molta sofferenza.

Come si cura?

In senso stretto, si cura solo con la chirurgia dal momento che si sta parlando di un buco che si è creato nel diaframma e di un tratto di stomaco che è migrato in torace. Esistono terapie palliative che attenuano l’acidità nello stomaco. Ma dal momento che l’ernia iatale peggiora nel tempo, arrivando fino alla risalita di tutto lo stomaco, l’unica cura è l’intervento chirurgico laparoscopico.

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