‘Crisi’ Ryanair, cosa cambia per Alitalia

Michael O’Leary, amministratore delegato Ryanair (NIKLAS HALLE’N/AFP/Getty Images)

Sono 20 mila in totale i voli cancellati da Ryanair da settembre 2017 a marzo 2018: alla prima ondata di cancellazioni, tra settembre e ottobre (2 mila voli cancellati e 310 mila passeggeri coinvolti) se ne è aggiunta un’altra, molto più pesante, con altri 400 mila passeggeri coinvolti e un’ulteriore soppressione di 18 mila voli da novembre 2017 a marzo 2018.

«Da un lato   ̶  afferma Giovanna Laschena, vice direttore centrale Enac per l’Economia e Vigilanza Aeroporti   ̶  ci sono alcune rotte, sulle quali Ryanair ha detto di avere poche prenotazioni, che sono state soppresse, dall’altro ha ridotto le frequenze su rotte sulle quali operava più voli durante la giornata o durante la settimana. In ogni caso su alcune di queste rotte, volano anche altri vettori che sicuramente avranno una maggiore richiesta, quindi sicuramente su alcune di queste rotte il numero di passeggeri rimarrà lo stesso ma ci sarà una crescita [di vendite, ndr] per qualche altro vettore».

Ma Giovanna Laschena tiene a precisare che questi sono dati ipotetici, non realistici. Ed è difficile fare previsioni a lungo termine, dal momento che non ci sono precedenti simili cui fare riferimento: «Questo è in realtà il primo caso di una cancellazione così massiccia di voli; se è accaduto è successo per esempio qualche anno fa per i passeggeri di Wind Jet che improvvisamente è fallita e quindi c’è stato il problema delle riprotezioni [dei passeggeri su altri voli, ndr], però, i numeri sicuramente non erano quelli di Ryanair».

Il cambiamento, nel dato del traffico passeggeri di Ryanair, si è effettivamente notato e «si sta notando – continua la Laschena – perché comunque, dal 18 settembre sino a oggi ci sono circa 200 mila passeggeri che sono stati coinvolti in queste cancellazioni. Rispetto ai numeri di passeggeri che Ryanair ha trasportato non sono tanti, ma sono comunque un numero abbastanza considerevole».
Alla luce di questo, se si considera che le cancellazioni dei voli da parte di Ryanair arrivano sino a marzo 2018, è facile immaginare che il numero di passeggeri coinvolti possa crescere gradualmente con il passare del tempo.

BUONA NOTIZIA PER ALITALIA?

Un terzo delle rotte interessate dalle cancellazioni (34 in totale) riguarda l’Italia. Per questo sorge spontaneo chiedersi se Alitalia, sui voli nazionali o dall’Italia verso destinazioni europee, possa essere in grado di raccogliere il traffico passeggeri perduto dalla low cost irlandese in questo arco di tempo.

Per quanto riguarda l’impatto di queste cancellazioni su Alitalia in particolare, «certamente può giovare alla compagnia sulle rotte sulle quali Alitalia è sovrapposta a Ryanair – afferma la Laschena – anche se non credo ce ne siano molte».
Altro discorso è invece quello della sostituzione di Ryanair da parte di Alitalia sugli aeroporti ‘abbandonati’ dalla compagnia irlandese: «Questa è una valutazione che viene lasciata alle compagnie, perché nell’ambito del mercato liberalizzato, le compagnie scelgono in base all’ottica imprenditoriale, non è l’autorità che impone quali sono i servizi che devono operare e le rotte che devono aprire o chiudere; quindi se Alitalia deciderà, lo farà in base a delle proprie scelte e valutazioni puramente di mercato. […] Non credo o almeno non ci risulta che al momento Alitalia abbia intenzione di aprire rotte che prima erano servite da Ryanair».

Proprio a quest’ultimo proposito Alberto Orlandini, ex responsabile delle relazioni industriali di Alitalia, è dello stesso avviso: «Le scelte di cancellazione dei voli Ryanair variano da aeroporto a aeroporto: Trapani ad esempio rischia di chiudere mentre Orio al Serio vede limitate cancellazioni, e comunque Alitalia non è in grado di sostituirsi a Ryanair ove essa è massicciamente presente ma non lo è o non lo è mai stata Alitalia».

Per tornare alle rotte sovrapponibili, quelle temporaneamente cancellate da Ryanair per quanto riguarda l’Italia o città italiane verso destinazioni europee sono: Venezia-Amburgo, Venezia-Sofia, Pisa-Sofia, Palermo-Bucarest, Trapani-Parma, Trapani-Genova, Trapani-Roma, Trapani-Trieste, Trapani-Baden Baden, Trapani-Francoforte e Trapani-Cracovia.
Teoricamente, il traffico passeggeri concentrato sulla tratta Ryanair Trapani-Roma ad esempio, potrebbe migrare in parte, per vicinanza degli aeroporti, sulla tratta Palermo-Roma, che è operata da Alitalia (l’Alitalia non atterra a Trapani); oppure la tratta Ryanair Pisa-Sofia potrebbe essere sostituita da quella esistente di Alitalia Pisa-Roma-Sofia, e così via, ma, come fa notare l’ex dirigente Alitalia, «ci sono troppe variabili in gioco per poter valutare eventuali ripercussioni positive su Alitalia, […] legate a maggiori vendite di biglietti e quindi maggiori proventi».

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