Corea del Nord, Putin promette piena collaborazione

Il presidente russo Vladimir Putin e il primo ministro giapponese Shinzo Abe hanno accettato di applicare in modo rigoroso le sanzioni dell’Onu contro la Corea del Nord, e di cooperare strettamente, nel tentativo di fare pressione sul regime di Kim Jong Un perché ponga fine al suo programma nucleare. Abe, dopo un incontro con Putin a Danang, in Vietnam, dove i due leader stanno partecipando al vertice dell’Apec, ha infatti affermato: «Sulla Corea del Nord abbiamo accettato di dare esecuzione in modo rigoroso alle sanzioni dell’Onu, e di continuare a collaborare strettamente».

L’incontro di Abe con Putin avviene sulla scia del meeting formale tra il presidente giapponese e l’omologo statunitense Donald Trump, una settimana fa. Durante l’incontro, i due leader avevano convenuto sull’importanza di una maggiore cooperazione da parte di Russia e Cina, Paesi che hanno finora mantenuto parziali riserve sulla questione nordcoreana. Nello specifico, i due Stati hanno intrattenuto legami commerciali e diplomatici molto importanti per la sopravvivenza del regime.

Recentemente Donald Trump ha elogiato i passi avanti nell’applicazione delle sanzioni da parte della Cina, ma ha anche affermato che il gigante asiatico avrebbe potuto fare di più, dal momento che è responsabile del 90 percento del commercio estero della Corea del Nord. Ma, nello stesso tempo, il presidente Usa ha avuto pochi elogi per Putin, affermando che il leader russo sta arrivando a compromessi nell’applicazione (o la non applicazione) delle sanzioni. Trump aveva detto infatti a inizio del mese a Fox Business: «La Cina ci sta aiutando, e forse la Russia sta facendo l’opposto, creando ostacoli in quello che stiamo ottenendo» e ha aggiunto: «E quando dico “forse“, so esattamente quello che sto dicendo».
A settembre gli Usa hanno accusato la Russia (che per un breve tratto confina con la Corea del Nord) di aver introdotto di nascosto delle provviste nel Paese comunista.

Prima della caduta della Cortina di Ferro nel 1989, l’Unione Sovietica era il principale benefattore del regime dei Kim. Da allora, la cattiva gestione economica adottata dal regime, unita alla perdita del sostegno dei sovietici, ha provocato una carestia che si ritiene possa aver ucciso fino a tre milioni e 500 mila nordcoreani, su una popolazione di partenza stimata a poco meno di venti milioni.

Secondo Carl Schuster, ex capitano della marina americana e ora docente presso la Hawaii Pacific University, il tentativo della Russia di riacquistare influenza sulla Corea del Nord è spiegato dal fatto che questa costituirebbe una potenziale arma contro la Cina, in caso di un peggioramento delle relazioni: «Agli occhi di Putin, sostenere Kim Jong-un nel contesto dell’attuale crisi nucleare, equivale a prendere due piccioni con una fava: espande l’influenza di Mosca e distrae oltremodo gli Usa e le sue risorse da regioni che per la Russia sono della massima priorità (l’Europa e il Medioriente)».
E prosegue: «La Corea del Nord come potenza atomica amica, un fattore che ritengo Putin abbia calcolato come uno sviluppo inevitabile, può costituire un potenziale alleato/partner molto importante contro la Cina o gli Usa».

Per Putin, sia l’esercitare pressioni sulla Corea del Nord, che il non seguire le direttive degli Usa, hanno l’effetto di alimentare il sentimento nazionalistico dei russi, un fattore cruciale per la popolarità di Putin come leader. Per Samuel Ramani, esperto di politica estera russa, infatti «mantenere l’autostima collettiva è essenziale per la legittimità del regime di Putin in Russia, considerato che le condizioni economiche sono peggiorate, per via della caduta dei prezzi del petrolio e dell’assenza di diversificazione. La politica estera è divenuta un carburante sempre più importante per il nazionalismo russo e la stabilità del regime».

Quindi, se Putin fosse sincero nel voler applicare realmente le sanzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, questo costituirebbe un passo avanti significativo nella gestione della crisi nordcoreana.

 

Articolo in inglese: Putin Agreed to Strictly Enforce North Korea Sanctions, Says Abe

Traduzione di Vincenzo Cassano

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