Deroga ai brevetti farmaceutici, linfa vitale per i Paesi poveri

Farmaci su un tavolo, all’interno di una struttura della Ong U Fondation, il 16 ottobre 2014 in Monrovia (ZOOM DOSSO/AFP/Getty Images)

L’Organizzazione Mondiale del Commercio (Omc o Wto) ha deciso di estendere la deroga che consente ai Paesi poveri di replicare farmaci brevettati: l’esenzione, che era in scadenza nel mese di gennaio 2016, ora è stata estesa al 2033.

I Paesi che beneficeranno della deroga sono i 48 più poveri, classificati dalle Nazioni Unite come i «Paesi Meno Sviluppati» o Pms, che comprendono molti Paesi africani e alcuni asiatici. Circa 450 milioni di abitanti di questi Paesi vive con meno di 1,10 euro al giorno.
Tutti gli altri Paesi, compresi quelli in via di sviluppo, come India e Cina, sono ancora vincolati da un accordo con l’Omc sui diritti connessi al commercio di proprietà intellettuale (detto anche Trips) rispetto ai brevetti sui farmaci.

MAGGIORI ONERI SANITARI

La rinuncia è fondamentale per i Paesi meno sviluppati: rispetto ai Paesi più ricchi, hanno un onere di costi legati alla sanità molto più elevato, specialmente per le malattie infettive come l’Aids e la malaria. Nel 2011, in questi Paesi un totale di circa 9,7 milioni di persone era affetto da Aids.

Molti dei farmaci che trattano queste malattie sono ancora sotto tutela di brevetto. I farmaci brevettati rimangono protetti per 20 anni e danno il tempo alle aziende farmaceutiche per recuperare i loro investimenti in Ricerca e Sviluppo e generare un profitto. Una volta che il periodo di protezione brevettuale termina, altre aziende farmaceutiche possono copiare il farmaco e venderlo come generico, cioé come medicinale molto più economico rispetto ai farmaci di marca.

SVILUPPARE UN’INDUSTRIA FARMACEUTICA LOCALE

Paesi come l’Uganda, la Cambogia e il Ruanda hanno già approfittato della temporanea rinuncia della Omc e hanno cominciato a sviluppare una propria industria farmaceutica. Questo è stato reso possibile dagli investimenti di altre aziende farmaceutiche dei Paesi in via di sviluppo. Per esempio, la Cipla Quality Chemicals con sede in Uganda è stata inizialmente una joint-venture tra Cipla, un grande produttore indiano di farmaci generici, e il governo ugandese. Ed è l’unica azienda in Africa che produce una tripla combinazione di farmaci antiretrovirali contro l’Aids.

Lo sviluppo e il rafforzamento delle capacità di produzione nei Pms sono importanti poiché questi Paesi sono spesso in grado di importare copie a buon mercato dei farmaci protetti da Paesi come l’India. All’interno dei suoi confini, l’India ha molte grandi aziende che producono farmaci generici e, anche se il Trips è stato concluso nel 1995, questo ha portato soltanto a leggi sui brevetti in linea con il trattato del 2005. Anche l’india ora deve rispettare i brevetti internazionali di farmaci.

Quindi la proroga della deroga è importante, ma è soltanto temporanea, il che non piace a tutti. I Paesi meno sviluppati e alcune Ong avrebbero preferito una proroga a tempo indeterminato, o almeno una proroga fino a che un paese non viene più considerato come meno sviluppato, piuttosto che aver fissato la data per il 2033. Questa posizione è sostenuta dall’Unione Europea, ma non dagli Stati Uniti.

I BREVETTI NON FUNZIONANO PER I PAESI POVERI

Nello sviluppare un nuovo farmaco, il costo per le aziende farmaceutiche si aggira attorno ai 2.3 miliardi di euro. Se a queste aziende non fosse stato permesso di proteggere i propri investimenti con dei brevetti, non si sa se dei nuovi farmaci avrebbero potuto mai essere sviluppati. Per cui i brevetti sono un incentivo importante.

Ma la tutela del brevetto non funziona per i Paesi poveri. I diritti di proprietà intellettuale, come i brevetti, non sono un incentivo efficace nei Paesi che non hanno raggiunto un adeguato livello di sviluppo economico, perché questi non hanno una proprietà intellettuale da proteggere. I diritti di Proprietà intellettuale potrebbero essere efficaci nel lungo periodo, ma soltanto dopo che si sia sviluppata un’industria farmaceutica locale relativamente forte. L’esenzione potrebbe essere eliminata una volta che i Paesi che ne hanno beneficiato si siano sviluppati a sufficienza, e l’industria abbia raggiunto una dimensione autosufficiente.

Anche se la costruzione di un’industria farmaceutica non è un pre-requisito della deroga dell’Omc, una forte industria locale darebbe ai Paesi poveri l’accesso diretto ai farmaci a buon prezzo di cui hanno bisogno.

L’esenzione temporanea dell’Omc ha un senso: permette temporaneamente ai Paesi meno sviluppati di ignorare i brevetti sui farmaci, e dà loro il tempo per sviluppare le proprie industrie farmaceutiche. E già si ha prova di questo fenomeno: secondo le agenzie delle Nazioni Unite, l’Undp e l’UNAids, la proporzione di persone con Aids che non sta ricevendo antiretrovirali si è ridotta dal 90 per cento del 2006 al 63 per cento del 2013, grazie alla disponibilità di farmaci prodotti dai Pms stessi.
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Articolo precedentemente pubblicato su TheConversation.com (riproduzione parziale). L’autore è docente di giurisprudenza alla City University di Londra.

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