Come gli ospedali cinesi truffano lo Stato

(Foto: STR/AFP/Getty Images)

Una recente inchiesta ha rivelato i nomi e i metodi degli ospedali cinesi che truffano il sistema assicurativo per ottenere profitti. È emerso che alcuni ospedali, in Cina, assomigliano più a imprese commerciali a delinquere che a centri di cura.

Un articolo pubblicato dall’agenzia di stampa di regime Xinhua il 18 gennaio, per esempio, ha descritto come il personale del Terzo Ospedale Affiliato dell’Università di Medicina Cinese dell’Anhui, abbia fornito false diagnosi ai pazienti, per truffare le assicurazioni.

Un reporter di Xinhua si è recato sotto copertura nell’ospedale, fingendosi parente di un paziente, identificato con lo pseudonimo di ‘signor Li’; quando Li ha fatto visita all’ospedale, il dottore gli ha posto delle semplici domande sui suoi sintomi, ma non ha condotto alcun esame né gli ha chiesto delle sue malattie passate: ha solo proceduto a compilare i documenti per l’ospedalizzazione.
Il finto paziente ha detto al dottore di non voler essere ricoverato. A quel punto gli è stata fatta compilare una liberatoria, con richiesta di lasciare in bianco il campo della data. Questo ‘accorgimento’ serviva all’ospedale a falsificare il documento per l’assicurazione (l’ospedale riceve maggiori contributi assicurativi dallo Stato in base alla durata della permanenza del paziente).

Il giornalista ha poi anche accompagnato una paziente al dipartimento di dermatologia, dove il dottore ha spiegato alla donna che nel caso avesse usufruito esclusivamente di servizi ambulatoriali, l’unguento per il trattamento avrebbe avuto un costo tra gli 8 mila e i 9 mila yuan (tra 1.000 e 1.150 euro circa); mentre se fosse rimasta in ospedale l’assicurazione statale le avrebbe rimborsato il 90 per cento.
La paziente ha rivelato che in precedenza era stata due volte in quell’ospedale, senza però ricevere alcun trattamento. Nonostante questo, l’ospedale ha ottenuto comunque il pagamento dall’assicurazione, mentre lei racconta di aver speso meno di 1.000 yuan per il ricovero (127 euro) e ricevuto medicine per il valore di 1.700 yuan (216 euro), più un voucher per un servizio di massaggi dal valore di 3 mila yuan (381 euro).

Non solo: l’ospedale si è anche avvantaggiato dal fatto che il servizio sanitario cinese fornisce alle persone a cui viene fatta una diagnosi di ‘malattie speciali’ il rimborso completo per i farmaci. E i medici molto spesso fanno risultare delle diagnosi fasulle nella documentazione di pazienti normali, in modo da far loro ottenere questi benefici.
Questi ‘servizi’ hanno permesso all’ospedale di attrarre maggiori ‘clienti’. Il tutto mentre i fondi assicurativi del Paese vengono depauperati.

Una fonte anonima ha rivelato a Xinhua che il motivo per cui il personale si è fatto coinvolgere in questa frode è che a ogni dipartimento medico viene assegnato l’obiettivo di curare un certo numero di pazienti, il ché spinge i medici a voler attirare ulteriori persone.
La fonte ha anche rivelato che l’ospedale accettava di rimborsare qualsiasi paziente dotato di una carta per l’assistenza sociale, senza controllare se vi fosse corrispondenza tra il nome sulla carta e il nome del paziente. Di conseguenza i pazienti potevano passare la propria carta ai familiari perché ottenessero sconti su medicine, trattamenti e ricoveri.
Alcuni medici hanno persino trattenuto le carte assicurative dei pazienti, in modo che l’ospedale potesse utilizzarle al posto dei pazienti per ottenere ‘risarcimenti’ di cure inesistenti. I pazienti, da parte loro, ricevevano un parziale rimborso spese.
Un paziente che si è trovato in una situazione del genere, riporta Xinhua, ha poi scoperto che dai registri dell’ospedale risultava che lui usufruisse di servizi di ambulatorio ogni mese. Un altro paziente ha scoperto che la sua carta era stata utilizzata più di 800 volte in 11 anni.

Questo tipo di frode non è rara. A dicembre 2017, il China Business News Daily e il giornale statale The Paper hanno riportato che degli ospedali nella città di Zhengzhou (provincia di Henan) e di Xiangtan (provincia di Hunan) avevano condotto operazioni fraudolente simili, per attrarre pazienti.
Il The Paper ha fatto notare che dopo la pubblicazione dell’articolo, l’ospedale ha punito il personale infermieristico, ma per la direzione e i supervisori del sistema assicurativo non c’è stata alcuna conseguenza.

 

Articolo in inglese: A Chinese Hospital’s Fraudulent Scheme to Acquire Money

Traduzione di Vincenzo Cassano

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