Cina espande potenziale per guerra nello spazio

25.09.2013
Joshua Philipp
Il razzo Lunga Marcia-2F che trasportava lo Shenzhou-10,  veicolo spaziale cinese con equipaggio, fuori dalla sua rampa di  lancio al cosmodromo di Jiuquan l'11 giugno 2013 a Jiuquan, provincia  cinese del Gansu. (ChinaFotoPress/Getty Images)
Il razzo Lunga Marcia-2F che trasportava lo Shenzhou-10, veicolo spaziale cinese con equipaggio, fuori dalla sua rampa di lancio al cosmodromo di Jiuquan l'11 giugno 2013 a Jiuquan, provincia cinese del Gansu. (ChinaFotoPress/Getty Images)

Nuove arene di guerra si stanno stagliando all'orizzonte. L'esercito Usa è già fortemente dipendente da satelliti e sistemi di comunicazione, infatti alcuni Paesi, come la Cina stanno attivamente cercando di minare questi sistemi.

«Non esiste una qualche operazione condotta in qualsiasi luogo, a qualsiasi livello, che non sia in qualche modo dipendente dallo spazio e dal ciberspazio», ha dichiarato il generale William L. Shelton, comandante del Comando Spaziale di Forza Aerea alla Peterson Air Force Base nel Colorado, il 21 settembre, in base a quanto riferito dal Dipartimento della Difesa degli Usa.

Eppure, in mezzo alla proliferazione dello spazio e del ciberspazio in campo militare, la prossima sfida è far sì che tutte le truppe siano collegate e che tali connessioni siano sicure.

Shelton ha detto che gli Stati Uniti stanno affrontando quattro minacce fondamentali: disturbo, laser, attacchi ai siti su terra e detonazioni nucleari nello spazio.

La Cina rimane silente sulla guerra spaziale e ha anche provato a insabbiare le prove

In base a quanto ha affermato, i pericoli che queste tecnologie rappresentano per l'esercito Usa necessitano di essere riconosciuti, sottolineando: «Non possiamo continuare, secondo la mia opinione, ad agire con questa mentalità [credendo che, ndt] nello spazio non ci sia traffico».

Le quattro principali minacce che ha menzionato corrispondono a quattro funzionalità chiave che il regime cinese sta sviluppando.

I documenti resi pubblici attraverso WikiLeaks mostrano forti tensioni tra gli Stati Uniti e la Cina sulle armi per la guerra spaziale.

L'11 gennaio 2007 la Cina ha distrutto uno dei suoi satelliti usando un'arma anti-satellite terrestre (Asat). Un documento di WikiLeaks proveniente dal Dipartimento di Stato afferma che il test è stato eseguito senza preavviso e la Cina non ha fornito «alcuna risposta sensata» a nessuna Nazione che successivamente ha tentato un approccio.

Il test ha inoltre riempito un'orbita più bassa con circa 2.500 pezzi di detriti pericolosi. Il documento di WikiLeaks afferma che gli Usa hanno avvisato chiaramente la Cina: «Gli Stati Uniti si riservano il diritto, in linea con la Carta delle Nazioni Unite e con il Diritto Internazionale, di difendere e proteggere i propri sistemi spaziali con una vasta gamma di opzioni, da quella diplomatica a quella militare».

Il test ha sollevato delle preoccupazioni riguardo alla possibilità che la Cina stia sviluppando sistemi di guerra spaziale nonostante quest'ultima sostenga il contrario. Le informazioni trapelate affermano che in ambito saziale, gli Stati Uniti hanno smesso di cooperare con la Cina e «una delle ragioni principali per questa posizione è la continua mancanza di trasparenza da parte della Cina per quanto riguarda l'intera gamma delle sue attività spaziali».

I Paesi sono stati costretti a monitorare ed evitare i detriti con satelliti e altre apparecchiature spaziali. Nel maggio di quest'anno, i detriti dal test della Cina nel 2007 hanno colpito e distrutto un satellite russo.

Un'altra informazione trapelata appartenente al Dipartimento di Stato Usa, afferma che l'11 gennaio 2010 la Cina ha lanciato un missile che ha intercettato un missile balistico a medio raggio lanciato quasi nello stesso momento dal Centro Spaziale e Missilistico di Shuangchengzi.

Nel documento vi è scritto che il missile utilizzato è dello stesso tipo di quello che la Cina ha utilizzato durante il suo test Asat nel 2007 e «si ritiene che questo test abbia favorito sia l'Asat cinese, sia le tecnologie balistiche della difesa missilistica (Bmd)».

Mentre la Cina fa quanto più rumore possibile attorno allo sviluppo di un jet da combattimento di quinta generazione e alla sua Marina, rimane silente sulla guerra spaziale e ha anche provato a insabbiare le prove.

Nel mese di maggio, quando la Cina ha lanciato il Dong Ning-2, un nuovo missile anti-satellite, ha cercato di convincere il popolo che l'esperimento apparteneva all'Accademia cinese delle Scienze su un razzo sonda, secondo il sito di notizie militari Alert5.

Lo sviluppo della Cina delle armi destinate allo spazio e al ciberspazio sono parte della sua strategia anti-accesso, che è stata delineata da Roger Cliff della Rand Corporation, nel corso di una testimonianza a gennaio 2011 prima della Commissione di Revisione Economica e di Sicurezza Usa-Cina.

Cliff ha detto che la strategia mira a disabilitare un esercito tecnologicamente superiore colpendo i sistemi critici che consentono l'uso della tecnologia. Ha riferito: «Questo concetto si basa sull'idea che, piuttosto che tentare di distruggere tutta la forza militare di un avversario, il Pla dovrebbe cercare di paralizzarlo attaccando i nodi critici nel suo sistema dei sistemi».

La Cina classifica le sue armi spaziali e informatiche con dei nomignoli, quali: «Mazza dell'assassino» o «Carta vincente» (Sha Shou Jian), secondo un resoconto declassificato ma pesantemente censurato dal titolo China: Medical Research on Bio-Effects of Electromagnetic Pulse and High-Power Microwave Radiation [Cina: ricerca medica sugli effetti biologici dell'impulso elettromagnetico e della radiazione microonde ad alta potenza].

Afferma che le armi sono state progettate per «consentire alla Cina di prevalere sugli Stati Uniti in un conflitto dovuto a una riunificazione forzata con Taiwan». Tra queste vi è incluso, tra gli altri sistemi, il detonare armi nucleari ad alta quota per mettere fuori uso le apparecchiature elettroniche con un impulso elettromagnetico.

Nel corso dell'annuale valutazione delle minacce del febbraio 2012, il tenente generale Ronald L. Burgess, direttore dell'Agenzia Difensiva di Intelligence statunitense, ha avvertito del crescente interesse della Cina sulla guerra spaziale.

Secondo quanto riferito da Burgess i programmi spaziali pubblici della Cina sostengono la sua capacità di danneggiare i sistemi spaziali di altre Nazioni e di nutrire le capacità militari della Cina. Ha sottolineato: «Pechino riconosce raramente applicazioni militari dirette del suo programma spaziale e riconduce quasi tutti i lanci di satelliti a progetti di natura scientifica o civile».

Ha detto che oltre ai missili anti-satellite, la Cina sta sviluppando «disturbatori di frequenze e armi a energia diretta per missioni Asat».

Nonostante le dichiarazioni della Cina verso un bilancio militare di circa 70 miliardi di euro, gli Stati Uniti ritengono che il vero bilancio corrisponda a 135 miliardi di euro, secondo quanto affermato da Burgess.

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Articolo in inglese: China Expands Space Warfare Capabilities