Cina, continua la persecuzione del Falun Gong

Centinaia di praticanti del Falun Gong marciano a Washington, DC per chiedere la fine della persecuzione dei praticanti in Cina, il 20 luglio 2017. (Benjamin Chaste / The Epoch Times)

Il Falun Gong, noto anche come Falun Dafa, è una popolare pratica tradizionale di automiglioramento che combina la meditazione al vivere in conformità con i principi universali di Verità, Compassione e Tolleranza. La sua popolarità è data anche dai benefici che i praticanti riscontrano, sia a livello fisico che mentale, al punto che secondo un sondaggio statale vi erano tra i 70 e i 100 milioni di aderenti nel 1999.

Il regime cinese ha percepito la presenza del Falun Gong come una minaccia per il suo governo autoritario e nel luglio 1999 ha dato il via a una campagna persecutoria mirata ad annientare la pratica. L’ufficio stampa ufficiale del Falun Gong, il Falun Dafa Information Center, stima che dall’inizio della persecuzione, milioni di aderenti sono stati arrestati e incarcerati, sopportando sovente torture e abusi durante la prigionia. Inoltre, il regime ha lanciato una massiva campagna mediatica di propaganda nel tentativo di mettere l’opinione pubblica contro i praticanti del Falun Gong.

Yang Guanren, presidente regionale di una grande società con sede a Pechino, il 15 maggio 2017 durante un viaggio d’affari, mentre era su un taxi che lo conduceva da Guangzhou a Shenzhen, ha parlato con l’autista della persecuzione del Falun Gong. Yang stesso è una recente vittima della persecuzione.

Dopo aver ascoltato Yang, l’autista del taxi ha guidato fino alla stazione locale di polizia di Yuehai, e lo ha denunciato come praticante del Falun Gong causandone l’arresto.
Alla famiglia di Yang è stato notificato dalla polizia che sarebbe stato rilasciato dopo 30 giorni in seguito al pagamento di una cauzione. Ma allo scadere del trentesimo giorno il centro detentivo del distretto di Nanshan, dove Yang era trattenuto, si è rifiutato di rilasciarlo, e alla sua famiglia è stato persino negato il permesso di fargli visita.

Quando la famiglia ha chiesto le dovute spiegazioni alla stazione di polizia, gli agenti si sono rifiutati di incontrarla e hanno perfino minacciato di arresto i familiari nel caso in cui si fossero ripresentati.
La famiglia ha, a quel punto, ingaggiato un avvocato che li difendesse, ma quest’ultimo non è riuscito a ottenere la liberazione di Yang, nonostante l’appello presentato all’ufficio del procuratore locale. La famiglia di Yang ha inoltre dichiarato (al sito di informazione sulla persecuzione contro la Falun Dafa Minghui.org) che le forze di sicurezza interna si sono recate nella città natale di Yang devastando la casa dei suoi genitori ultra ottantenni.

La persecuzione continua a colpire migliaia di persone in tutta la Cina. Stando alle ultime stime, da gennaio a giugno 2017 almeno 3.659 praticanti del Falun Gong sono stati portati via dalle autorità statali e reclusi, mentre 7.209 sono stati soggetti a persecuzione da parte delle autorità. Dato lo stretto controllo sull’informazione del regime cinese, si tratta di stime con ogni probabilità inferiori rispetto alla realtà.

Arresti illegali e persecuzioni continuano a verificarsi in tutta la Cina. Le detenzioni sono concentrate nelle quattro provincie di Shandong, Liaoning, Hebei e Jilin, che vedono i maggiori casi di soprusi nei confronti dei praticanti da parte delle autorità. In aggiunta, ad almeno 1.174 praticanti sono state pesantemente perquisite le abitazioni. L’importo complessivo di contanti e beni saccheggiati dalle autorità ammonta a più di 1,9 milioni di yuan (circa 288 mila dollari).

Il ministero dell’Interno, il Centro politico e la Commissione Legale, e l’Ufficio 6 10 ( la Gestapo cinese, creata nel 1999 specificamente per la persecuzione dei praticanti del Falun Gong) rimangono le autorità incaricate di perpetrare la persecuzione.

 

Articolo in inglese: Persecution of Falun Gong Continues in China

Traduzione di Lucia Puorro

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