Tenaci maghi del web sconfiggono la censura della Cina

Li Huanjun in manette in un centro di detenzione di Pechino nel 2012. (Screenshot da voachinese.com)

Un giorno nel 2011, l’ex maestra di scuola elementare a Pechino Li Huanjun ha iniziato a eludere le restrizioni dell’internet cinese – non molto tempo dopo si è ritrovata sul tetto della sua casa, intrisa di benzina e con in mano il coltello da cucina pronta a colpire gli intrusi sponsorizzati dal regime.

La signora Li, come molti altri cinesi, badava semplicemente ai fatti propri e si preoccupava poco nel vasto apparato di censura del Paese – finchè è diventata una vittima della demolizione forzata, e ha sentito la necessità di istruirsi e reagire.

«L’importanza di Freegate è semplicemente grande – abbiamo bisogno di conoscere la verità riguardo a ciò che sta accadendo realmente in Cina», ha detto la Li riferendosi a quello che è probabilmente il software più utilizzato per aggirare il firewall dell’internet cinese. Un paio di altri ‘attivisti difensori dei diritti umani’ (in realtà semplici cittadini cinesi con interesse in quei diritti che la costituzione garantisce loro) hanno aiutato Li a scaricare il programma anti-censura e le hanno mostrato come connettersi con gli altri.

«La mia prima sensazione è stata: “Wow, è semplicemente come una magia”. Mi sono resa conto che tutte le informazioni rilasciate dalla China Central Television e dai siti web nazionali erano false. E ho riscontrato che molti altri hanno sofferto un trattamento più crudele di quello riservato a me», ha detto in una recente intervista telefonica.

Alle autorità cinesi non piacciono le persone come Li Huanjun.

INTERNET COME UN GIARDINO RECINTATO

Il regime cinese, nel suo tentativo di rendere l’internet all’interno del Paese un giardino recintato, ha costretto i cittadini a usare i loro veri nomi per navigare sul Web, ha lanciato un giro di vite mirato alle reti private virtuali e ha perseguitato vendicandosi su chiunque all’interno della Cina si sia opposto con audacia alle politiche di Pechino.

L’unico problema è quella crepa nel muro che le autorità dell’internet cinese sembra proprio non riescano a rattoppare: le tecnologie anti-elusione sviluppate da due piccoli gruppi di imprenditori sino-americani nel campo della tecnologia, chiamate Freegate e Ultrasurf.

«Queste comitive di imprenditori rappresentano la grande storia di David e Golia del mio tempo», ha detto Michael Horowitz, ex membro anziano dell’Istituto Hudson, che si è fortemente interessato alla sorte dei due gruppi anti-censura.

«Una piccola quantità di denaro ha quindi sconfitto di gran lunga miliardi di dollari e così migliaia delle persone più abili della Cina possono gettarsi nella mischia. Si tratta di una questione di sopravvivenza per la Cina – e loro riversano tutto su questo».

Freegate e Ultrasurf impiegano propri protocolli di anonimizzazione per consentire agli utenti in Cina di accedere a internet senza impedimenti – basta semplicemente scaricare un piccolo programma e compare la connessione internet gratuita.

La trasformazione in forma anonima dei dati è il processo di distruzione delle tracce o della traccia elettronica di quei dati che porterebbero un intercettatore alla sua origine. Una traccia elettronica è l’informazione che viene lasciata quando qualcuno invia dei dati tramite una rete.

Questi programmi rappresentano un problema per le autorità, in quanto più aggressivamente cercano reprimerli, maggiore è il rischio di chiudere interamente le rete – cosa che vogliono evitare.

La libertà online è diventata un bene particolarmente prezioso, considerati i recenti tentativi fuori dal comune della Cina di creare efficacemente una propria rete privata.

UN GRAN NUMERO DI RESTRINZIONI

Il Partito Comunista cinese ha sempre cercato di controllare internet e di bloccare le applicazioni come Tor (che è bloccato) e Freegate (che non riesce a bloccare) – tuttavia gli analisti concordano sul fatto che in questi ultimi mesi questi sforzi sono stati più insistenti.

Nei primi mesi del 2014, il Partito ha pubblicamente rinvigorito il suo ‘gruppo di controllo della sicurezza di internet e dell’informatizzazione’, che gestisce i vertici della politica informatica. L’obiettivo generale di questo gruppo è quello di accrescere l’industria della tecnologia innata della Cina e di portare una più stretta cooperazione tra i vari dipartimenti sulle politiche e sui controlli dell’internet cinese.

Più di recente, la loro attenzione si è spostata verso il blocco di un server di reti private virtuali (Vpn) ampiamente utilizzato dagli espatriati e da altri utenti inclini alla tecnologia all’interno della Cina. Tali Vpn, che creano un passaggio crittografato dal computer client a un server al di fuori della Cina e accedono a internet tramite quel server, costano in genere circa dieci dollari al mese. Consentono agli utenti di accedere a Facebook, YouTube, Gmail, e ad altri siti bloccati in Cina, fornendo al lettore notizie e prospettive non disponibili sull’internet ufficiale.

Le aziende in Cina fanno spesso affidamento sulle Vpn per le loro esigenze operative – come la sincronizzazione dei dati delle vendite attraverso i servizi di Google o usi simili. I fornitori di Vpn come Astrill, Golden Frog e StrongVpn, hanno tutti ammesso in recenti dichiarazioni che i loro servizi sembravano essere stati presi di mira. Alcuni di loro hanno potuto riprendere la fornitura del servizio in seguito, mentre altri soffrono di interruzioni intermittenti.

Alla fine dell’anno scorso Gmail è stato completamente bloccato; in seguito, verso giugno dello scorso anno, sono stati bloccati altri servizi di Google. Inoltre, le autorità cinesi in campo informatico sembrano aver iniziato a utilizzare i cosiddetti attacchi agli ‘uomini nel mezzo’ contro gli utenti che tentano di accedere ai servizi di Yahoo, Google, Microsoft e Apple in Cina – gli attacchi mirano a intercettare e spiare il traffico tra l’utente e il servizio.

In Cina, le aziende occidentali del settore della tecnologia sono anche costrette a sottoporre i propri prodotti a un controllo di ‘sicurezza’ e consegnare persino i loro codici sorgenti. La Camera di commercio americana in Cina e altri gruppi, a causa di questa pretesa di tecnologia ‘sicura e controllabile’, hanno scritto una lettera al segretario di Stato John Kerry per una richiesta di aiuto.

Articolo in inglese: Stubborn Web Wizards in North Carolina Defeat China’s Censorship

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