Carne Usa imbottita di farmaci, è allarme

Allevamento di bovini (Wikimedia Commons)

È risaputo: negli Stati Uniti si usano tonnellate di antibiotici nella produzione di carne, anche se il bestiame è sano. Quando sono imbottiti di farmaci, infatti, gli animali richiedono minori quantità di cibo e, quindi, crescono i profitti per i produttori di carne a livello industriale.

Nonostante le nuove normative sugli antibiotici, in realtà l’uso di antibiotici nelle attività agricole statunitensi sale invece di scendere. L’anno scorso alla domanda sulla guida della Food and Drug Administration 2013 (che ha richiesto un’auto-limitazione l’impiego di antibiotici nell’allevamento di bestiame modificando le indicazioni sulle etichette sulle autorizzazioni d’uso), il dottor Michael Hansen, scienziato presso l’Unione dei consumatori, ha risposto che la dicitura  «sviluppo della crescita» è stata rimossa dalle etichette, ma i farmaci vengono ancora regolarmente impiegati sotto la nuova indicazione di «profilassi».

Dopo le nuove linee guida, un’indagine di Reuters ha trovato che Tyson Foods, Pilgrim’s Pride, Perdue Farms, George’s and Koch Foods usano gli antibiotici  «molto più diffusamente di quello che le autorità competenti riescano a comprendere».
I registri dei mulini che producono i mangimi della Pilgrim’s Pride hanno rivelato che gli antibiotici bacitracina e monensina sono stati aggiunti «a ogni razione di cibo dato al bestiame svezzato all’inizio di quest’anno» (Pilgrim’s Pride ha minacciato un’azione legale contro Reuters per queste rivelazioni).

Anche l’apprezzato colore rosa del salmone di allevamento si ottiene anche con l’aggiunta delle sostanze chimiche astaxantina e cantaxantina: mentre i salmoni selvatici hanno le carni rosee perché si nutrono di crostacei e alghe, quelli allevati in cattività le avrebbero di un grigio invendibile.

Nelle aziende agricole vengono utilizzati alcuni farmaci per il trattamento delle malattie. I bovini a rischio di influenze epatiche, vermi oculari, vermi polmonari, vermi dello stomaco, vermi intestinali e tricocefali sono tutti trattati con gli antiparassitari. I tacchini soffrono di aspergillosi, influenza aviaria, leucosi aviaria, istomoniasi, coccidiosi, coronavirus, erysipelas, tifoidi, colera aviaria, acari, pidocchi, herpes, dermatiti clostridi, cellulite e altri per i quali vengono trattati anche con farmaci senza etichetta.

Ma gli antibiotici non sono gli unici farmaci senza etichetta. Secondo Associated Press, i polli negli Stati Uniti continuano a essere alimentati con arsenico inorganico per incrementarne la velocità di aumento di peso consumando minor quantità cibo (lo stesso motivo per cui sono stati somministrati gli antibiotici), nonostante qualche anno fa ci siano state delle contestazioni pubbliche. L’arsenico è dato anche ai tacchini, ai maiali e ai polli per un migliorarne il colore. Tale uso «contribuisce a esporre la popolazione statunitense al pericolo dell’arsenico», afferma la recente ricerca sulle prospettive sanitarie ambientali.

Inoltre, il cibo per animali viene regolarmente addizionato di antimicotici e vaccini. La diarrea epidemica suina, che ha ucciso milioni di animali negli ultimi anni, viene trattata con un vaccino; e si sta anche lavorando a uno contro l’influenza aviaria, che ancora oggi negli Usa uccide interi allevamenti.

L’USO DI FARMACI NEL CIBO PER ANIMALI POTREBBE AUMENTARE INVECE DI DIMINUIRE

Negli Usa, il residuo di farmaci nel cibo per animali in futuro potrebbe aumentare, invece di diminuire: primo perché gli Usa si sono accordati con la Cina per importare i loro polli cotti, come contropartita, dopo che quest’ultima ha reintrodotto nel suo mercato, mettendo fine a un lungo periodo di sospensione, la carne statunitense; secondo perché l’industria della carne statunitense sta aprendo, sempre di più, la strada verso la privatizzazione e una fase di autoregolamentazione aziendale, sostituendo gli ispettori pubblici che esaminano la carne a favore di un ‘sistema d’onore’: il nuovo sistema di ispezione per il pollame (Npis) della Usda permette ai produttori di passare a un programma volontario, che consente ispezioni non governative del pollame.

Articolo originale: Antibiotics Are Not the Only Drugs Used in U.S. Meat – The Epoch Times

Traduzione da Massimo Marcon

 

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