Bomba H, scintille tra Cina e Corea del Nord

La televisione Nordcoreana informa sul test nucleare (Jung Yeon-je/AFP/Getty Images)

La Cina si è sempre schierata a favore della Corea del Nord, ma quando il 6 gennaio il regime di Pyongyang ha fatto esplodere la sua prima presunta bomba all’idrogeno, il regime cinese non ha nascosto il suo dissenso. Secondo fonti della stampa sudcoreana, infatti, Pechino ha utilizzato nei suoi discorsi diplomatici verso la Corea del Nord un tono più duro, imponendo anche delle sanzioni. 

Asia Today Korea, un portale di notizie sudcoreano, il 9 gennaio ha inoltre reso noto che la Cina ha imposto sanzioni alla Corea del Nord, riporta Duowei News
In primo luogo, il regime cinese avrebbe lanciato una dura campagna contro il commercio illegale alla frontiera con la Corea del Nord: i commercianti di entrambi i Paesi possono scambiarsi i loro beni alla frontiera come sempre, ma le guardie cinesi hanno intensificato i controlli sul commercio.
Inoltre, a Dandong, la più grande città di frontiera della Cina che confina con Sinuiju (Corea del Nord) tramite il fiume Yalu, i requisiti per passare alla dogana sono ora più severi; la città rappresenta il 70 per cento del commercio totale tra i due Paesi, oltre che essere un luogo turistico importante.
Infine, la rivista coreana Newsis ha riferito che secondo il Centro di Informazione per i Diritti Umani e la Democrazia con sede a Hong Kong, dopo il test nucleare della Corea del Nord la Cina ha aggiunto tremila soldati alla frontiera, quale misura precauzionale in caso la situazione peggiori.

Le sanzioni imposte dal regime cinese sembrano però essere più degli avvertimenti o minacce, piuttosto che una vera e propria ‘punizione’. La dipendenza commerciale della Corea del Nord dalla Cina è molto forte, per questo le sanzioni hanno lo scopo di ricordare a Pyongyang che questi rapporti commerciali possono terminare da un momento all’altro; la cosa più significativa è invece il linguaggio inusuale adottato dalla Cina.

Un articolo di commento del JoongAng Ilbo, quotidiano della Corea del Sud, indica come la provocazione nordcoreana sulle armi nucleari abbia cambiato il vecchio modo di agire della Cina; infatti la risposta di Pechino ai precedenti test nucleari nordcoreani, era sempre stata: «sollecitiamo tutte le parti interessate a mantenere la calma e il controllo».

Ma nelle dichiarazioni del 6 gennaio da parte di Hua Chunying, portavoce del Dipartimento di Informazione del Ministero degli Esteri cinese, non c’è stato alcun riferimento a mantenere calma e controllo.
Inoltre, di solito la Cina dichiarava che il problema nucleare nella penisola coreana poteva esser risolto tramite «colloqui pacifici e negoziati»; questa volta non l’ha fatto.

Dopo aver notato questo nuovo linguaggio della Cina, nella riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a New York del 7 gennaio, un membro del Ministero degli Esteri della Corea del Sud ha commentato: «Mai prima d’ora la Cina ha fatto tali dichiarazioni sulla Corea del Nord. Per quello che io so, la Corea del Nord ha pugnalato alle spalle la Cina, e la Cina non potrebbe essere più contrariata di così».

Articolo in inglese: ‘China Expresses Unhappiness With North Korean Bomb Test

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