Biblioteca futurista in Cina, «un abisso tra foto e realtà»

(Foto: FRED DUFOUR/AFP/Getty Images)

Dotata di un’architettura futurista, questa biblioteca cinese inaugurata il mese scorso, ha fatto scalpore sul web di tutto il mondo. C’è solo un problema: si trovano ben pochi libri sugli scaffali bianchi che si elevano a spirale fino in cima a un immenso atrio, e la maggior parte dei ripiani sono immagini stampate su lastre di alluminio.

Dal pavimento al soffitto, i volumi sembrano riempire i ripiani per numerose decine di metri, ma non si tratta d’altro, per la maggior parte, che di un’illusione.
Dalla sua apertura in ottobre, le fotografie della biblioteca di Binhai hanno colpito tutti gli internauti cinesi e stranieri, e alcuni media l’hanno definita la «migliore del mondo», e anche «il sogno di tutti gli amanti dei libri».

Almeno 15 mila visitatori arrivano ormai ogni fine settimana in quest’area di sei piani, situata a nord della metropoli di Tianjin, a 120 chilometri a sudest di Pechino. Conosciuto come Centro olandese Mvrdv, [agenzia olandese di architettura e urbanistica fondata nel 1993. L’acronimo Mvrdv prende a prestito le iniziali dei tre cognomi degli architetti fondatori, ndt] l’edificio contiene un immenso auditorium sferico che visto dal di fuori somiglia a un occhio. La biblioteca consta per ora di 200 mila libri, e si augura di arrivare a un milione e 200 mila volumi.

Ma i lettori che pensano di prendere dei libri dagli scaffali appollaiati in alto, restano delusi: infatti la maggior parte è depositata in stanze normali. Jiang Xue è uno studente di medicina 21 anni e, accanto a una scaffalatura dedicata al partito comunista al potere in Cina, si sorprende: «C’è una grossa differenza tra le foto e la realtà».

Zhou Shuting, portavoce di Mvrdv, spiega che in origine i piani in alto dovevano essere accessibili da sale situate sul retro, ma i tempi di lavoro serrati hanno costretto ad abbandonare l’idea e che la decisione è stata presa «a livello locale, contro la volontà dell’Agenzia».
Per Liu Xiufeng, vicedirettore della biblioteca, il progetto dell’edificio non è altro che una specie di rompicapo: «Nei progetti approvati dalle autorità, l’atrio doveva essere un luogo per girare, sedersi, leggere o parlare, non per contenere libri». Aggiunge sorridendo: «Non si può usare questo atrio se non per motivi espressamente autorizzati, quindi non per i libri». Infatti i volumi situati sugli scaffali probabilmente saranno presto tolti.

Altro problema sono le scale: bianche, tagliate in modo irregolare, sono pericolose per i maniaci dei selfie, spesso con gli occhi incollati allo smartphone. Un guardiano spiega che molte persone sono cadute, una signora anziana è scivolata, battendo la testa. L’esposizione mediatica della biblioteca ha portato numerosi lettori: dalla sua apertura, il prestito quotidiano è aumentato di quattro volte, le sale dedicate ai bambini sono sovraffollate di famiglie che guardano libri illustrati.

Il vicedirettore osserva: «Il palazzo è come un neonato che ci è stato affidato e ora tocca a noi  dargli un’anima».
Ma aumentare il numero degli abbonamenti sarà difficile, in un Paese dove molti leggono sul cellulare, sul tablet o sul lettore: la diffusione delle applicazioni mobili per la lettura ha determinato un boom delle edizioni online.
La piattaforma di libri digitali China Literature [spesso presente come equivalente cinese di Kindle Store di Amazon, ndr], la settimana scorsa ha fatto un ingresso clamoroso nella Borsa di Hong Kong.

Nell’atrio della biblioteca, il giovane Yuan Jiwen, diplomato in commercio elettronico e appassionato di romanzi ambientati nell’antica Cina, ha un libro tascabile ma non lo legge, e guarda la gente che passa: «Raramente ho tra le mani opere stampate su carta, ma averne una qui, è piuttosto importante… No?».

 

Bibliothèque futuriste en Chine : « grosse différence entre les photos et la réalité »

Traduzione di Francesca Saba

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