Aspartame e bibite light

Quattordici anni fa blogger americana Rhonda Gessner era molto malata. Soffriva di forti spasmi allo stomaco e altri dolori lancinanti al punto che persino camminare diventava «un lavoro». Meno di un anno dopo, dopo essersi sottoposta a diversi esami e visite mediche, ha cominciato ad assumere ventiquattro farmaci al giorno. Ma i medici ancora non capivano cosa stesse succedendo: sapevano solo che Rhonda stava per morire.

In quel momento Rhonda pensò di lasciare la sua eredità alla figlia e il 22 marzo voleva fare un’ultima festa. Proprio tre giorni prima, infatti, gli ultimi esami le avevano diagnosticato la sclerosi multipla. Subito aveva chiamato la sorella, che si era immediatamente ricordata di un articolo che aveva letto e così le ha domandato se bevesse bevande light. Proprio in quel momento Rhonda si stava aprendo una lattina.

Molte bevande light contengono aspartame che, sebbene non sia vietato dalla legge americana, può provocare non pochi danni alla salute. Mdhealth, noto giornale americano online sulla salute, spiega infatti che questa sostanza «è un dolcificante artificiale comune, ma pericoloso» che si accumula nel corpo e provoca gravi problemi di salute. I sintomi includono ansia, pressione alta e dolore addominale e «l’avvelenamento può essere grave e pericoloso per la vita», al punto la Pepsi non usa più questa sostanza nelle sue bibite light.

A Rhonda alla fine è andata bene: ha smesso di bere queste bibite, ha cominciato a sentirsi meglio e da quel giorno ha assunto un solo farmaco. Per contrastare l’avvelenamento da aspartame.

 

Articolo in inglese: ‘Woman Claims Aspartame Made Her Ill for Years

Traduzione di Massimiliano Russano

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