Armi e intelligenza artificiale, la paura dei massimi esperti di alta tecnologia

I massimi esperti di intelligenza artificiale e robotica, mettono in guardia le Nazioni Unite sulle conseguenze potenzialmente disastrose a cui si rischia di arrivare in conseguenza della corsa internazionale allo sviluppo di armi controllate da computer con programmi autonomi (ossia dotati di intelligenza artificiale).

Il 21 agosto 2017 116 fondatori di aziende di intelligenza artificiale hanno infatti sottoscritto una breve ma allarmante lettera per le Nazioni Unite. Nel documento spiegano che una volta sviluppate le armi a intelligenza artificiale queste «permetteranno di combattere conflitti armati su scala enormemente superiore a quella mai conosciuta, e a una velocità tale che gli umani non riuscirebbero neanche a comprenderli». E ancora: «Non abbiamo tempo da perdere, una volta aperto il vaso di Pandora sarà quasi impossibile chiuderlo. Perciò chiediamo ai massimi appaltatori [di armi, ndt] di trovare un modo per proteggerci da questi enormi pericoli».

Il gruppo di esperti è composto da eminenti personaggi di tutto il mondo e ha tra i propri esponenti di spicco i fondatori delle maggiori aziende di intelligenza artificiale: personalità del calibro di Elon Musk (imprenditore e magnate tecnologico amministratore delegato di Tesla and SpaceX) e Mustafa Suleyman, cofondatore della compagnia di applicazione dell’intelligenza artificiale DeepMind.

Gli esperti avvertono che le tecnologie che le loro compagnie hanno creato potrebbero essere usate dai governi di ogni parte del mondo per sviluppare armamenti comandati da intelligenza artificiale, precisando che «queste potrebbero essere armi del terrore, armi che qualche dittatore o terrorista potrebbe usare contro persone inermi, armi modificare e hackerate per comportarsi in maniera ‘indesiderata’».

Elon Musk che sta parlando del pericolo delle armi a intelligenza artificiale da anni, ha recentemente affermato che la minaccia sarebbe peggiore di una guerra nucleare con la Corea del Nord. In un Tweet dell’ 11 agosto ha infatti dichiarato: «Non siete abbastanza consci, come dovreste essere, riguardo al problema della sicurezza dell’intelligenza artificiale, che è molto più grave del pericolo della Corea del Nord». E ancora: «L’intelligenza artificiale è un pericolo maggiore della Corea».

Secondo Human Rights Watch, inoltre, diverse superpotenze sono impegnate in una corsa per sviluppare sistemi di armamenti a intelligenza artificiale: Stati Uniti, Cina, Russia, Gran Bretagna, Israele e Corea del Sud sono in gara in quella che per il gruppo di esperti potrebbe diventare «la terza rivoluzione nell’industria bellica».

Ryan Gariepy, fondatore di Clearpath Robotics e primo firmatario della lettera indirizzata all’Onu il 21 agosto ha dichiarato alla Cnn: «A differenza di altre potenziali manifestazioni di intelligenza artificiale, che ancora appartengono alla fantascienza, attualmente i sistemi autonomi armati sono la punta di diamante dello sviluppo e hanno la potenzialità colpire popolazioni inermi in questo momento di instabilità globale».

Il messaggio degli esperti di intelligenza artificiale è coinciso con la cancellazione di un incontro al palazzo delle Nazioni Unite per gli esperti dei governi proprio sul tema dell‘intelligenza artificiale: il meeting è stato posposto a novembre in attesa che alcuni membri prendano con la dovuta considerazione il problema.

Il professore australiano Toby Walsh, promotore della lettera, ha infine sottolineato il pericolo costituito dalle tecnologie di intelligenza artificiale sviluppate da aziende non governative  in tutto il mondo, poiché simili tecnologie possono essere adattate a sistemi di armamento al punto di portare a «un’industrializzazione della guerra», e ha chiesto con forza alle Nazioni Unite mettere al bando i robot killer in modo analogo a come è stato già fatto per l’uso delle armi batteriologiche.

Articolo in inglese: World AI Experts: Time Is Running Out to Avert Robotic Warfare Disaster

Traduzione Fabio Cotroneo

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