Alitalia, tornano Air France-Klm e Delta

Alitalia-Skyteam Boeing 767-300ER EI-DBP (foto: pubblico dominio).

A volte ritornano: Air France-Klm è pronta a volare nuovamente a fianco di Alitalia. E sarebbe disposta a farlo assieme all’altro vettore della vecchia alleanza Skyteam: Delta Air Lines. Entrambi si sarebbero infatti uniti per salvare Alitalia, aggregandosi all’offerta vincolante già esistente di EasyJet, che con questa mossa a sorpresa spiazza le convinzioni di chi considerava Lufthansa come unica vera pretendente.

A riportare la notizia della virata improvvisa della low cost inglese, è l’edizione stampata del Sole24ore di giovedì 11 gennaio 2017, che cita tre fonti vicine al dossier spiegando come EasyJet avrebbe a questo punto scartato la possibilità di unirsi al fondo americano di private equity Cerberus  ̶  che comunque resta in gara, anche se ‘da solo’  ̶  per unirsi invece ad Air France-Klm, ex partner di Alitalia.
Il tandem EasyJet-AirFrance, può contare sul sostegno internazionale di Delta Air Lines, che avrebbe trovato degli accordi con Alitalia per diversi voli verso gli Stati Uniti. A rendere possibile l’intesa dell’ex compagnia di bandiera con Delta, spiega il quotidiano economico, sarebbe stata una serie di incontri ad Atlanta tra i vertici della compagnia e il commissario Luigi Gubitosi, e un vertice Delta ad Atlanta sarebbe in corso proprio in data odierna.

La notizia della discesa in pista dei giganti franco-olandese e statunitense assieme alla low cost britannica EasyJet, giunge proprio nel momento in cui i tre commissari straordinari di Alitalia – Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari – come già anticipato dal ministro Calenda, devono iniziare a valutare le migliori offerte, per permettere al ministro dello Sviluppo economico di dare il via alla negoziazione in esclusiva entro fine mese.

La scorsa settimana, anche il quotidiano economico tedesco Handelsblatt aveva anticipato come Lufthansa, pur confermando il suo interesse per Alitalia, rimanesse comunque una semplice opzione al pari delle altre. E aveva allo stesso tempo enfatizzato la presenza di «enormi» ostacoli alla trattativa, riguardanti in particolare il nodo sugli esuberi e sui privilegi, ai quali i dipendenti Alitalia non sarebbero disposti a rinunciare. Riguardo agli esuberi, Lufthansa ne chiede duemila, sugli 8.400 dipendenti del personale del lotto aviation, ma i sindacati italiani ne vorrebbero almeno mille in meno.

Dunque l’offerta in pole-position potrebbe non essere più quella di Lufthansa, ma proprio quella della low cost inglese, forte dell’alleanza con Air France e Delta. Sia Lufthansa che EasyJet, tuttavia, ora come ora potrebbero rilevare la sola parte aviation di Alitalia, lasciando l’handling a società specializzate nella gestione dei servizi aeroportuali. Lufthansa, secondo i rumor, avrebbe offerto 300 milioni, mentre per easyJet (e la ‘cordata’ Skyteam) non sono circolate cifre.

Rimane però alla finestra anche il fondo americano Cerberus, che si era detto disposto a investire tra i 100 e i 400 milioni di euro, oltre a essere l’unico a voler rilevare l’intera compagnia – dettaglio non da poco – proponendo al contempo di mantenere una partecipazione statale, con condivisione degli utili da parte dei sindacati.

A ostacolare Cerberus ci sono però – manco a dirlo – le norme europee, che non permettono a soggetti extracomunitari di investire una quota maggiore del 49 per cento nel capitale di una società. E ovviamente lo Stato italiano non potrebbe sobbarcarsi il restante 51 per cento. Per questo, il fondo americano aveva bisogno di un’alleanza, compagnia aerea o meno; e l’unica a esserglisi affiancata era stata easyJet, che però ora ha abbandonato il fondo americano a sé stesso. Quindi Cerberus sarebbe ormai fuori gioco. Salvo, ovviamente, ulteriori colpi di scena o nuove alleanze nel rush finale.

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