Al Teatro dell’Opera di Roma Serenade e Raymonda per le serate Grandi Coreografi

Per le serate dedicate ai Grandi Coreografi sotto la direzione di David Garforth al Teatro dell’Opera di Roma fino il 2 marzo ci saranno Serenade e Raymonda, con le coreografie di William Forsythe e l’interpretazione della danza contemporanea minimalista di Closer.

Lo spettacolo comincia con il capolavoro del ballerino georgiano George Balanchine, Serenade. Seguendo la scuola classica imparata a San Pietroburgo, Balanchine prese la musica dalla Serenata per archi op. 48 del maestro Cajkovskij e creò il famoso balletto a New York nel 1938.

Partecipano le ballerine Rebecca Bianchi, Alessandra Amato, Marianna Suriano, Alessia Gay, Roberta Paparella, accompagnate da Michele Satriano, Claudio Cocino, Domenico Gibaldo, Giacomo Castellana e Giuseppe Schiavone.

Del coreografo Benjamin Milleped con una ripresa di Sébastien Marcovici, si rappresenteranno in seguito alcune delle scene di Closer, balletto creato nel 2006 con la musica del compositore statunitense Phillip Glass, noto autore di musica contemporanea minimalista. Eleonora Abbagnato e Florian Magnenet saranno la donna e l’uomo.

Nella seconda parte di Grandi Coreografi sono interpretate alcune scene di The Vertiginous Thrill of Exactitude di William Forsythe. La danza creata nel 1996 per il Frankfurk Ballet senza una storia precisa, mostra l’abilità che hanno i danzatori di balletto classico con la musica della nona sinfonia di Schubert.

Le interpreti donne sono Alessandra Amato, Annalisa Cianci, Eugenia Brezzi, Elena Bidini, Susanna Salvi e Sara Loro. Gli uomini sono Giacomo Luci, Claudio Cocino, Alessio Rezza e Alessandro Vinci.  

La serata si conclude con il III atto di Raymonda, con la produzione di Rudolf Nureyev. Il coreografo Marius Petipa ha creato la versione classica nel 1898, con la musica del compositore Alexander Glazunov (op. 57).

Il balletto racconta la storia della giovane Raymonda, interpretata da Rebecca Bianchi, Sara Loro e Susanna Salvi e del suo fidanzato che ritorna dalla guerra, Jean de Brienne, ruolo interpretato da Claudio Cocino, Michele Satriano e Giuseppe Depalo. Partecipano anche Manuel Paruccini e Giuseppe Schiavone.

Nel terzo atto c’è la festa del matrimonio dei due protagonisti. Include Il Gran Pas Classique hongrois, considerato una delle più magnifiche scene della danza classica.

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