Acquisti su internet e prodotti cinesi pericolosi

Scaffale di un supermercato cinese (pubblico dominio)

Sono in continuo aumento i consumatori cinesi che fanno acquisti su internet e scoprono la miriade di prodotti cinesi che inondano le piattaforme di e-commerce come Amazon, eBay e altre.

Ma un rapporto dettagliato, effettuato in novembre su diversi articoli di consumo in tre province cinesi, rivela che i consumatori corrono il rischio elevato di acquistare, e consumare, prodotti dannosi, alcuni proprio su internet.

Il 26 novembre Cctv, emittente Tv del regime cinese, ha comunicato che l’ufficio provinciale della qualità e del controllo tecnico della provincia di Zhejiang – nell’Est della Cina – ha pubblicato i risultati di uno studio sugli articoli di carta. Su 88 campioni di fazzoletti e 74 di carta igienica provenienti da diversi marchi nazionali, 35 non rientravano nelle norme sulla qualità; tre campioni erano stati fabbricati illegalmente, con impasti di carta usata non trasformata, e apparivano residui di macchie multicolori. Non solo: tutti contenevano una quantità eccessiva di agenti sbiancanti fluorescenti nocivi per il corpo umano.

Cinque esemplari di carta igienica avevano una percentuale elevata di batteri, notevolmente superiore al livello consentito dalla normativa, e altri cinque presentavano tracce di sporcizia, anche questa in quantità non consentita.
Un aspetto comune a tutti questi campioni è la comunicazione ingannevole. Tredici contenevano meno prodotto di quello dichiarato sull’etichetta, come un pacco di carta igienica che indicava 500 pezzi e in realtà ne conteneva solo 13. Infine, sei articoli hanno dimostrato scarsa resistenza all’umidità, strappandosi appena entrati in contatto con un liquido.

Numerosi utenti internet hanno espresso disappunto verso Weibo, la piattaforma popolare cinese di social media, un utente della provincia di Fujian ha chiesto: «Che cosa non va nel nostro Paese […] perché non c’è il senso di rispetto per la vita?». Un’altra utente, della provincia di Guangdong, ha commentato: «Io uso Nepia, una carta igienica giapponese. Ho paura di usare quella fabbricata qui, potrei contrarre malattie ginecologiche […] questa carta non è per niente igienica». Altri hanno postato i loro suggerimenti per migliorare i controlli di sicurezza, dalla provincia di Anhui scrivono: «Propongo di effettuare più test sui prodotti venduti online, in Cina, dai maggiori rivenditori. Alcuni articoli di Tmall non sembrano di buona qualità».

Il 10 novembre, l’ufficio di Zhejiang ha anche comunicato che su 33 produttori di carta da parati, sei smerciano carta con problemi di assorbimento d’acqua.
Secondo il rapporto sui prodotti di consumo, pubblicato il 6 novembre dal dipartimento per l’Industria e il commercio della provincia di Yunnan, 145 articoli non rispondono alle norme statali sulla qualità, e la lista è lunga: dall’abbigliamento ai detersivi.

Tra questi articoli, 50 abiti per bambini risultano fuori legge e hanno una percentuale di fibre insufficiente, livelli di Ph inadeguati e indicazioni inesatte nelle etichette.
L’otto novembre a Pechino, l’ufficio locale dell’Industria e del Commercio ha annunciato che, a seguito di un’ispezione, ha riscontrato che tredici maschere di bellezza presentavano problemi di sicurezza per la salute, la maggior parte non rispettava le norme previste.

E pare non si salvi proprio nessuno: il 22 novembre, la stessa amministrazione ha fatto sapere che sette tipi di equipaggiamento antincendio utilizzati dai vigili del fuoco locali (tre tipi di luci d’emergenza, due manichette antincendio, un estintore in polvere e un idrante) non erano in regola.

 

While Online Shopping, You Might End Up Buying These Unsafe Chinese Goods

Traduzione di Francesca Saba

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