70 Anni fa l’assassinio di Gandhi

(ARUN SANKAR/AFP/Getty Images)

Simbolo dell’indipendenza indiana e figura emblematica della nonviolenza, il 30 gennaio 1948 a Nuova Delhi, Gandhi veniva ucciso da un estremista indù. Aveva 78 anni.
Per la ricorrenza, lo scorso 30 gennaio, sono state organizzate in India numerose cerimonie commemorative.

APOSTOLO DELLA NON VIOLENZA

Mohandas Karamchand Gandhi, ancora oggi, è considerato la coscienza morale indiana, poiché richiama la disobbedienza civile contro gli inglesi, e conserva intatto il carisma, l’aura spirituale.
I suoi ritratti, col viso sorridente, si vedono in tutto il Paese: sulle banconote come nelle pitture murali lungo le strade. Il suo contributo per l’indipendenza dell’India, cui ha dedicato l’intera vita, è stato costantemente all’insegna della non violenza.

Tuttavia, nonostante gli innumerevoli sforzi per risolvere il grave problema interno, e arrivare all’unione tra musulmani e induisti, i conflitti sono stati continui, portando infine alla divisione dell’ex colonia inglese in due Stati. Gandhi ha cercato di far riconciliare le due comunità, cosa che ha invece alimentato sia l’odio dei fanatici, ma anche di quelli vicini a lui, che gli rimproveravano questa separazione territoriale.

Nelle settimane precedenti alla sua morte, fa di tutto per frenare i numerosi atti di violenza che provengono da entrambe le parti. Il 27 gennaio 1948, per rassicurare i musulmani che temono il fanatismo degli indù, va in pellegrinaggio a Mehrauli (vicino a Delhi), alla tomba di un santo islamico.

Tre giorni dopo, mentre si avvia al luogo abituale delle sue preghiere, assieme alle due nipoti, Gandhi viene avvicinato da un giovane che impugna una pistola e spara quattro colpi a bruciapelo. L’assassino è un nazionalista indù, che l’anno dopo sarà condannato a morte.

Due milioni di indiani assistono ai funerali del Mahatma, e sono milioni anche gli induisti che piangeranno la sua scomparsa. La sua morte violenta ha generato emozione profonda in tutto il mondo, e l’avvenimento ha riempito la cronaca di quei giorni. All’Onu, le 57 bandiere delle Nazioni Unite, che sono costantemente issate all’ingresso dell’edificio a Lake-Success, sono state messe a mezz’asta.

IL PENSIERO IMMORTALE DI GANDHI

Ma, uccidendo Gandhi, Nathuram Vinayak Godse (fanatico appartenente a una setta religiosa estremista, che pretendeva l’eliminazione dei musulmani dall’India, e considerava Gandhi un traditore), non ha ucciso le sue idee.

Il Mahatma sosteneva la dottrina della disobbedienza passiva e collettiva, per lottare contro le discriminazioni; comportandosi in modo del tutto leale nei confronti degli inglesi, ha ottenuto successi clamorosi davanti ai governanti britannici. Questo tuttavia lo ha portato diverse volte in prigione.

Per un lungo periodo ha viaggiato attraverso tutto il Paese, per avvicinarsi all’India profonda dei villaggi, e conoscerne i bisogni. Richiamava all’autosufficienza economica, puntando sulla produzione interna, e attraverso il ritorno alle tecniche tradizionali, ma rivendicava anche l’emancipazione delle donne e degli Intoccabili (i fuori-casta dell’induismo).

Col suo comportamento, il Mahatma ha dato esempio di ascetismo, praticando la castità nel suo eremo vicino a Ahmedaber, nel nordest del Paese. Tesseva personalmente il cotone per sostenersi e per cucire i propri abiti, invitava alla «non-partecipazione», cioè a rifiutare titoli e onorificenze britannici, al boicottaggio dei prodotti inglesi e delle sue istituzioni, e allo sciopero fiscale nel distretto di Gudjerat.

VERSO L’INDIPENDENZA

È nel 1930, alla ‘Marcia del sale’, che viene nuovamente arrestato, ma questo evento convince i liberali britannici ad avviare l’India sulla strada dell’indipendenza. Anni dopo, quello che Winston Churchill definisce con disprezzo «fachiro mezzo nudo», viene invitato a Londra per una tavola rotonda, che deve dibattere su un’ipotetica indipendenza dell’India. Quella che sarà dichiarata il 15 agosto 1947 e, alla fine della Seconda guerra mondiale, gli inglesi devono rassegnarsi a lasciare il Subcontinente indiano.

 

Articolo in francese: Il y a 70 ans Gandhi était assassiné

Traduzione di Francesca Saba

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