La Teoria del Gatto di Deng Xiaoping


Parodia del vignettista politico Rebel Pepper della Teoria del gatto di Deng Xiaoping. (Rebel Pepper)



Nota del redattore

La rapida crescita economica della Cina negli ultimi trent’anni ha avuto inizio con un processo di privatizzazione voluto da Deng Xiaoping, ex capo del Partito Comunista Cinese.
In seguito all’estrema oppressione politica verificatasi durante i dieci anni di Rivoluzione Culturale, Deng espose la famosa Teoria del Gatto per introdurre il Paese nell’economia di mercato capitalista. Questa teoria afferma che «non importa se un gatto è nero o bianco; finché catturerà i topi, sarà un buon gatto».
In pratica, il «gatto nero» e il «gatto bianco» rappresentano l’economia pianificata e l’economia di mercato, sottintendendo che il fine giustifica i mezzi. Tuttavia oggi, a più di 30 anni da questa dichiarazione, con l’economia cinese in depressione, la dilagante corruzione del governo, e le profonde ineguaglianze sociali, in molti mettono in dubbio il modello economico cinese. L’articolo seguente ne è un esempio.

Nell’abitazione di Deng Xiaoping c'è un quadro del famoso pittore Chen Liantao, chiamato ‘I due Gatti’, su cui è scritto: «Non importa se il gatto è nero o bianco: finché catturerà i topi, sarà un buon gatto».

Nel 1985, Time ha eletto Deng ‘Uomo dell’anno’ riportando la sua teoria del gatto bianco e del gatto nero. Quell’anno, la ‘Teoria del Gatto’ si diffuse in tutto il mondo, divenendo, fin dall’inizio della Terza sessione plenaria dell’undicesimo Congresso nazionale del Partito comunista, l'emblema della transizione del Paese verso un modello economico basato sulla crescita.

I GATTI CATTURANO I TOPI

La natura del gatto è quella di catturare il topo, così come gli esseri umani hanno la natura umana, senza la quale non sarebbero appunto umani. Ma gli uomini possiedono anche una parte egoista, una propensione a badare al proprio tornaconto personale: per questo, infatti, praticamente tutti hanno il desiderio di arricchirsi, dagli imperatori alla gente comune.

Le imprese mostrano la stessa natura in termini di competizione di mercato. Ma l’impulso di ‘catturare i topi’ è completamente differente fra le imprese private e quelle di proprietà statale: le imprese private sono guidate da un forte impulso al tornaconto, una natura simile a quella di un gatto selvatico; le imprese statali, invece, si differenziano perché il ‘catturare i topi’ non è direttamente in relazione al ‘mangiare i topi’. Pertanto la loro natura è cambiata. Per esempio, l’impero delle sigarette Red Pagoda creato da Chu Shijian ha pagato decine di miliardi di yuan di tasse ogni anno, ma Chu è stato condannato a dieci anni di prigione per un abuso minore. Infatti, il regime comunista cinese fa in modo che il gatto veda il topo, ma non gli permette di mangiarlo.

PERMETTERE A TUTTI I GATTI DI CATTURARE I TOPI

Perché alcuni 'gatti' cacciano topi mentre altri non possono? Questo dipende dal fatto che abbiano il permesso di farlo all’interno di un certo ambito sociale: tutti i gatti possiedono la natura predatroria nei confronti dei topi, ma se alcuni vengono rinchiusi in gabbia, è logico che non possano più catturarne. Da questo punto di vista, l’affermazione di Deng «non importa se sia nero o bianco, il gatto che cattura i topi è un buon gatto» è falsa.

Lo stesso si può dire nei confronti di un’industria redditizia: nel settore finanziario, per esempio, è facile per i capitali di proprietà statale entrare nel mercato, ma è molto difficile farlo per quelli delle imprese private. Questo problema, potrebbe forse essere dovuto al fatto che le imprese private non sanno gestire le finanze? Certamente no. Piuttosto, per proteggere ‘i gatti di Stato’, alcuni ‘gatti selvatici’ non hanno il permesso di catturare ‘topi’. Per questo, in un ambiente di mercato iniquo, è impossibile riconoscere un buon gatto.

Il segreto del successo non sta nel fatto che i gatti catturino i topi, ma piuttosto che tutti possano catturarne. Quindi, perché solo alcuni hanno il permesso di cacciare?

NON TUTTI I RICCHI SONO STATI DEI BUONI GATTI

Che siano bianchi o neri, i primi a essere diventati ricchi non erano necessariamente dei buoni gatti. Lasciar ottenere ricchezze ad alcune persone faceva parte della Teoria del Gatto, e permetteva ad alcuni di diventare magnati di livello mondiale.
Inoltre, il made in China è cresciuto diventando la seconda maggiore economia al mondo. I gatti neri [le imprese statali, ndr] sono ingrassati grazie all’indotta impossibilità dei gatti bianchi [le imprese private, ndr] di catturare i topi; e, dopo aver fatto fortuna, i neri non hanno permesso ai bianchi di unirsi alla caccia.

Quindi, nei trent’anni successivi alla riforma, la maggior parte dei magnati e dei ricchi imprenditori cinesi hanno beneficiato dell’espansione di questa ingiustizia nel sistema. Il motivo per cui uno catturava topi non rispecchiava la sua capacità reale, ma piuttosto il fatto che riceveva dai capi il 'permesso di caccia'.

UN SISTEMA DI DISTRIBUZIONE DISFUNZIONALE

Per molto tempo è prevalsa una pericolosa tendenza politico-economica: l’introduzione delle politiche della ‘domanda o dell'offerta’. Queste hanno finito per favorire gli interessi di poche persone: in molti casi, politiche concepite a beneficio dell’intera popolazione, spesso finivano in realtà per avvantaggiare solo un piccolo numero di persone.

Le riforme della ‘domanda’ e dell’‘offerta’ sviluppate dalle economie occidentali sono incapaci di sbloccare la congestione economica della Cina. Il reale problema dell’economia cinese, è che il suo meccanismo di ‘distribuzione’ sta degenerando perché non è in grado di regolare l’equa ripartizione dei benefici sociali. Il sistema di distribuzione è morto e sepolto, e il divario determinato dall'arricchimento dei ricchi, come dall'impoverimento dei poveri, aumenta sempre di più.

In passato, siamo stati abituati a riferirci alle disfunzioni nel sistema di distribuzione come a un problema di distribuzione delle entrate. In realtà, questo è solo uno dei punti di vista possibili. Nella società cinese di oggi, le modalità per diventare ricco sono diversificate e il reddito ora è solo uno dei canali e non più il canale principale. Non importa quanto ricchi siano i ricchi, perché oramai chi lo diventa grazie al proprio lavoro? Molto pochi.

Con la maggior parte delle persone che sono diventate ricche, non si può parlare solo di reddito lavorativo. Le entrate dal lavoro sono limitate. Uno necessita di conoscenze, capitale, relazioni umane, e opportunità. Per esempio, se un piccolo negoziante vuole aprire un negozio o espandere il proprio business, ha bisogno di liquidi. Ottenere il capitale è difficile e senza questo, facendo affidamento solamente sui suoi risparmi, non può essere in grado di realizzare il sogno di aprire un negozio.

Le opportunità finanziarie sono connesse con la distribuzione del capitale, l’accesso alle conoscenze e all’educazione; mentre le opportunità di accumulare ricchezza sono connesse all’uguaglianza sociale e all’equità. Il modo in cui una società distribuisce le risorse equamente fra tutti i suoi membri non riguarda solamente la mera distribuzione delle entrate, ma anche un’equa concorrenza. Senza un’equa concorrenza, le opportunità sono controllate o persino monopolizzate da pochi, con conseguente incremento di polarizzazione della ricchezza.

Quindi, perché i gatti neri sono più grassi di quelli bianchi? Sicuramente non perché esista una differenza genetica o perché quelli neri siano più intelligenti, più capaci, o migliori lavoratori: il problema risiede nella proprietà.

Il professor Fan Di è un economista indipendente e docente part-time all’università di Pechino e all’università Sun Yat-sen. Ha conseguito il dottorato all’università della California di Berkeley, sotto la supervisione di Li Yining dell’università di Pechino e del premio Nobel George Arthur Akelof. Fan è stato un alto dirigente e consulente delle maggiori banche, imprese finanziarie, e grandi industrie. Questa è una traduzione ridotta di un articolo postato il 9 settembre 2016 sul suo account pubblico di WeChat.

 

Articolo in inglese: Reflecting on Deng Xiaoping’s ‘Cat Theory’ of Economic Reform

Traduzione di Davide Fornasiero

 





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