Regeni, l'Egitto ammette: «Forse» sono stati gli apparati di sicurezza


Il presidente egiziano Al Sisi a Berlino nel 2015 (Adam Berry/Getty Images)



Il presidente egiziano Al Sisi ha ordinato: «Scoprire l’autore dell’uccisione di Regeni, chiunque egli sia» . Così, secondo Ansa, riferisce il vice presidente della Commissione Esteri del Parlamento egiziano, Tarek El Khouly.

«Penso che, in qualsiasi posto del mondo, vengono commessi degli errori da parte di apparati della sicurezza. Forse è un crimine riguardante un apparato di sicurezza egiziano o forse no – ha affermato El Khouly – Non accetteremo di nascondere alcuna persona, qualsiasi sia il posto che occupa nello Stato».

«Teniamo alle relazioni relazioni egitto-italiane, perchè l'Italia è il primo partner commerciale dell'Egitto. Le relazioni egitto-italiane sono antiche, estese e solide».

Giulio Regeni, ricercatore italiano che studiava a Cambridge, è morto a 28 anni dopo essere stato sequestrato al Cairo e aver subito delle torture durate ore. È ormai certo che il ragazzo fosse stato notato dalla polizia egiziana, e denunciato dal capo del sindacato dei venditori ambulanti, che aveva parlato con lui della possibilità di far ottenere fondi agli ambulanti mediante una Ong britannica.

Di recente è stato pubblicato un video che mostra l’interazione tra Regeni e il suddetto ambulante. La conversazione potrebbe essere stata registrata attraverso una telecamera nascosta in un bottone, secondo gli inquirenti italiani, cosa che dimostrerebbe che l’ambulante stava già collaborando con la polizia, cercando in qualche modo di portare il ragazzo a fare affermazioni compromettenti.

Per esempio l’uomo chiede a Regeni se i fondi sarebbero destinati all’acquisto di semplici bancarelle, o magari a sovvenzionare attività politiche, e prontamente il ragazzo risponde: «Fare politica la vedo difficile in questo frangente». L’uomo afferma anche di avere la moglie malata di cancro e di essere disposto a tutto per ottenere i soldi, ma si potrebbe pensare che anche questa fosse una trappola perché Regeni – sospettato di essere una spia – gli proponesse una collaborazione con i servizi segreti in cambio di soldi. Ma Giulio non ha fatto nulla di tutto questo. Eppure – anche se non è del tutto accertato – viene da pensare che la polizia lo abbia arrestato e torturato lo stesso.

Se Regeni fosse stato una spia, sarebbe stato una spia parecchio disinformata, considerando che in Egitto non è un segreto che gli ambulanti hanno forti legami con la polizia, dal momento che da essa ricevono i permessi e che ad essa, in cambio, forniscono informazioni. Particolarmente tragica risulterebbe quindi la teoria al momento più diffusa in Italia: che Regeni, completamente innocente, sia stato scambiato per una spia e barbaramente torturato e ucciso dalla polizia o dai servizi segreti.

A questo si aggiungono le speculazioni secondo cui il ragazzo potesse essere stato manipolato dai servizi segreti britannici attraverso i suoi insegnanti di Cambridge. Italia ed Egitto, infatti, hanno interessi comuni in Libia, concorrenti a quelli di Gran Bretagna e altri Paesi europei. È evidente, quindi, come il peggioramento delle relazioni tra i due Paesi sarebbe ben visto da altre nazioni. Questo, comunque, di certo non basta a provare il loro coinvolgimento.

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